Perché vedere É stata la mano di Dio, il film di Sorrentino

Su Netflix è disponibile il nuovo film-manifesto di Paolo Sorrentino. Amato da pubblico e critica, il regista porta sul grande schermo e in streaming una fotografia dei sogni e delle speranze dei giovani in una Napoli da cartolina

Netflix Da Sorrentino, perché vedere É stata la mano di Dio

È un film bellissimo e denso di significato. Basterebbero queste parole per descrivere la magnificenza di E’ stata la mano di Dio, il film diretto da Poalo Sorrentino che è disponibile su Netflix. Presentato in pompa magna al Festival del cinema di Venezia e premiatissimo dalla critica internazionale, oggi è uno di quei film che più rappresentano l’Italia nel mondo. Sì, è un film bello nella sua accezione più particolare del termine, è evocativo, è intimistico, è brillante. È una fotografia rarefatta della città di Napoli. Sorrentino ha scritto forse il suo capolavoro? Solo i posteri potranno dirlo. Per il momento resta un lungometraggio da vedere senza se e senza ma, e ora vi spieghiamo il perché.

Al centro del racconto c’è la storia di Fabietto Schisa. È un giovane di belle speranze che vive nel cuore della città partenopea circondato da una famiglia sui generis che lo formano a credere nel suo futuro e a rincorrere i propri sogni. Fino a quando, a causa di un incidente, Saverio e Maria (i genitori del protagonista) passano a miglior vita lasciando il giovane Fabio alla deriva e senza la sua bussola. Il ragazzino comincia un viaggio alla scoperta di se stesso, dell’amore, della vita e dei propri sogni in una Napoli verace e fulgida che attende l’arrivo di Maradona.


È stata la mano di Dio, viaggio nella Napoli degli anni ’80

Con il suo stile puramente estetico, Paolo Sorrentino dirige un film che non è solo una lettera d’amore all’epoca d’oro degli anni 80 ma dirige un lungometraggio che conduce per mano lo spettatore nel cuore più bello di Napoli, tra vizi, virtù, miti e leggende. Esce fuori un’immagine evocativa, passionale, intrigante di un decennio pieno denso di cambiamenti sociali e culturali, ma si tratteggia anche un quadro di una città in eterno movimento, sempre in conflitto con il presente, il passato, il futuro e le sue tradizioni.

È stata la mano di Dio è un viaggio in un’epoca che fu. In un tempo a noi vicino che è ancora impresso nell’immaginario. Non ci sono vestiti pomposi, né lustrini, né paillettes. Sorrentino porta al cinema la magia degli anni ’80, quella magia che ha reso tale il decennio più pop di sempre. Con le sue luci, i colori e i desideri di un mondo migliore.


Il folklore come messaggio di speranza per il futuro

NetflixPerché vedere É stata la mano di Dio


Terra di leggende e di miti, Napoli è un mondo che convive con il sacro e il profano. E il film che evidenzia molto questa contraddizione. La vita di Fabietto, infatti, è circondata da figure strane, quasi metafisiche, necessarie però per aiutare il protagonista a compiere il suo percorso di crescita. Come il personaggio del munaciello, fino al regista che indirizza Fabietto alla scoperta di sé.

È come se la magia, il mistero, la realtà e la fantasia convivessero nello stesso mondo. Napoli è un crogiolo di sacralità ma è anche un calderone dove tutto sembra possibile, una città che racchiude storia e superstizione. I due mondi non collidono mai, restano lì come spettatori passivi dell’umana sofferenza.


È stata la mano di Dio, storie vere (o inventate) sulla vita di Sorrentino

Si dice che il film sia liberamente ispirato alla gioventù di Paolo Sorrentino, ma fa sorridere il fatto che il regista abbia vissuto una tale “avventura” quando era giovane. Non è un film biografico ma per il regista è un film personale, che regala uno sguardo veritiero sul suo vissuto e sulla vita che abbiamo vissuto e che vorremmo vivere. Sicuramente è il lavoro meno filosofico e più commerciale di Sorrentino, ma è comunque un film che lascia il segno.
 

Leggi anche

      Cerca