Emily in Paris 2: a Kiev è polemica per la rappresentazione di Petra

La seconda stagione di Emily in Paris ha generato una serie di polemiche da parte degli spettatori ucraini, che si sono sentiti offesi per gli stereotipi negativi attorno ai quali è stato costruito il personaggio di Petra.

Netflix Lily Collins e Daria Panchenko in una scena di Emily in Paris 2

Non c'è pace per Emily in Paris: dopo le critiche piovute sulla serie durante la messa in onda della prima stagione per i luoghi comuni sui francesi e Parigi, infuria la polemica anche per il nuovo ciclo di episodi. Stavolta la commedia romantica con protagonista Lily Collins si è fatta un nuovo nemico: l'Ucraina. Il motivo? Ancora una volta la rappresentazione stereotipata che ne è stata data.

Nonostante la promessa di una stagione più inclusiva, che sapesse offrire un'immagine più inclusiva delle minoranze, Emily in Paris è stata nuovamente inondata da reazioni negative. Ma andiamo con ordine e scopriamo quale episodio in particolare ha scatenato le nuove critiche!

Nella seconda stagione, Emily Cooper è costretta a ripetere le lezioni del primo anno del corso di francese e trova dei nuovi compagni con cui esercitarsi a parlare la cosiddetta lingua dell'amore: prima di fare coppia con l'affascinante Alfie, la protagonista si avvicina a Petra, una ragazza di Kiev che, come lei, conosce ancora solo pochissime parole in francese.

Per provare a superare l'ostacolo della lingua, nel quarto episodio, intitolato "Jules ed Em", le due decidono di darsi allo shopping sfrenato a patto che inglese e russo siano banditi e le comunicazioni tra loro avvengano solamente in francese. I fraintendimenti sono inevitabili.

Ma perché un innocente sketch comico ha generato così tante polemiche? La risposta è presto detta: data la difficoltà della lingua, Emily non si rende conto che quello che Petra le propone è di rubare i capi d'abbigliamento che provano durante la loro uscita couture.

NetflixDaria Panchenko nella seconda stagione di Emily in Paris

Immediatamente gli spettatori hanno espresso il proprio disappunto sul web, sentendosi offesi dal fatto che l'unico personaggio ucraino della serie sia stato dipinto in maniera negativa sotto tutti i punti di vista: non una cima in francese, con un pessimo gusto in fatto di moda, terrorizzata all'idea di essere deportata e, addirittura, una taccheggiatrice! Una caratterizzazione che è stata definita colma di ignoranza e intrisa di stereotipi negativi sulla moralità degli esteuropei.

Il Ministro della cultura di Kiev si scaglia contro Emily in Paris 2

Questa volta, però, le polemiche non si sono fermate agli spettatori di Emily in Paris, ma hanno raggiunto anche personalità molto importanti, tra cui la ricercatrice Olga Matveieva e l'influencer Eugenie Hawrylko, arrivando infine al Ministro della cultura di Kiev Oleksandr Tkachenko, il quale ha definito la rappresentazione degli ucraini nella comedy di Netflix inaccettabile.

Matveieva ha descritto l'episodio come uno scherzo di pessimo gusto che potrebbe rafforzare un clima aggressivo nei cofronti degli esteuropei, mentre Hawrylko ha tacciato la serie di dare un'immagine inaccettabile e irrispetosa delle donne ucraine nel 2021.

Negli anni '90 e nei primi 2000, ha spiegato invece Tkachenko, i ragazzi ucraini venivano ritratti principalmente come gangster, un'immagine che col tempo è stata abbandonata a favore di un'altra meno caricaturale, ma il modo in cui è stato costruito il personaggio di Petra nella seconda stagione di Emily in Paris ha in qualche modo eliminato i progressi che si erano fatti in termini di rappresentazione sullo schermo.

"È così che saranno visti gli ucraini all'estero? Come coloro che rubano, che pretendono di avere tutto gratis e che temono la deportazione? Non dovrebbe essere così", ha affermato Tkachenko, che però ha anche confessato di aver contattato Netflix per esporgli le sue lamentele e quelle degli spettatori ucraini.

Ringraziandolo per il feedback, il servizio di streaming ha accettato di mantenere uno stretto contatto col Ministro della cultura in modo da prevenire in futuro altri stereotipi negativi e dare ascolto alle voci ucraine qualora Emily in Paris venisse rinnovata per una terza stagione.

Possiamo solo sperare che la promessa venga mantenuta!

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