Il finale amaro di Un eroe di Asghar Farhadi: significato e spiegazione

La lunga scena finale di Un eroe di Asghar Fahradi è tra le più riuscite e toccanti dell'anno, capace di coronare il film portando a termine le sue amare riflessioni.

Lucky Red Rahim

Il finale di Un eroe è una delle scene più belle e memorabili che vedrete al cinema nel 2022. D'altronde il suo creatore - il regista iraniano Asghar Farhadi - è l'unica persona vivente ad avere vinto due Oscar nella categoria Miglior film internazionale ed è universalmente noto come uno dei miglior cineasti del presente. Dopo alcuni film non brillanti e un deludente esordio in lingua spagnola (Tutti lo sanno), nel 2021 Farhadi ha vinto il grand premio della giuria a Cannes con Un eroe: un film strepitoso, uno dei migliori della sua filmografia. 

La pellicola racconta la storia di Rahim, un uomo iraniano che sta scontando la sua pena in carcere per aver accumulato debiti non pagati (crimine sanzionabile con l'incarcerazione nel paese mediorientale). Durante un congedo di 2 giorni, Rahim entra in possesso di una borsa piena di monete d'oro. Se le vendesse potrebbe ripagare parte del suo debito e ridurre o cancellare la pena ancora da scontare. All'ultimo però l'uomo viene colto da uno scrupolo di coscienza e prova a trovare la legittima proprietaria della borsa. Quando la notizia trapela su giornali e media, Rahim viene presentato come un eroe disinteressato, un uomo modello.

La notorietà però diventerà un catalizzatore per dubbi, maldicenze e ulteriori grattacapi per Rahim, per la donna che ama e per la sua famiglia, con un crescendo drammatico che porterà al finale memorabile del film. 

Cosa significa davvero essere un eroe secondo Farhadi

In ultima battuta il film è una profonda riflessone sul vero significato dell'eroismo e sulla morale umana. Il caso di Rahim viene analizzato sin nel dettaglio, esplorando l'enorme complessità di motivazioni consce e subconsce che l'hanno portato a fare il gesto apparentemente disinteressato di cercare la legittima proprietaria della borsa piena di monete d'oro e restituirle il denaro perduto. 

Farhadi non vuole certo puntare il dito o implicare che Rahim non sia un uomo buono perché alcune delle sue motivazioni non sono così cristalline. Anzi, il regista punta a mostrare la complessità dei ragionamenti, delle ragioni e dei sentimenti di tutte le persone coinvolte in una vicenda apparentemente banale. Né il creditore di Rahim né la donna che ha perso e ritrovato il borsello sono intrinsecamente cattivi, anzi. Semmai il film analizza i meccanismi attraverso cui di fronte a un gesto apparentemente eroico le persone tendano a essere diffidenti e sospettose e come lo stesso perda ai loro occhi di valore se inserito in un contesto in cui chi lo ha compiuto dimostra mancanze o difetti. 

Lucky RedRahim in commissariato
Fahradi è particolarmente bravo a mostrare come le persone mentano a sé stesse ancor prima che agli altri

La chiusa del film è emblematica e potentissima. Il gesto di Rahim non lo salva dal carcere né dalle sue colpe, che ha dimostrato di non aver ancora pienamente espiato. Il vero gesto eroico e disinteressato di Rahim è tornare mestamente in carcere per concludere la sua pena, rinunciando al sogno di un lavoro e di un annullamento della condanna. Rahim accetta il suo destino, finalmente consapevole delle sue colpe. 

Farhadi realizza una bellissima scena finale in cui vediamo l'uomo presentarsi alla guardiola del carcere per espletare le pratiche relative al suo ritorno in cella. Al contempo, sul lato destro dello schermo, attraverso la porta aperta vediamo un detenuto che esce dal carcere e riabbraccia la donna amata, in un tripudio di gioia e commozione. La scena allude al fatto che Rahim in futuro potrà fare lo stesso, ma la sua espiazione non è ancora conclusa perché non ha ancora imparato davvero dai suoi errori, come testimonia il brutto episodio occorso nel negozio del suo creditore. 

  • Rahim torna in carcere per scontare la sua pena e saldare così i debiti non pagati al suo creditore. Mentre sta entrando nella guardiola del carcere per espletare le pratiche burocratich relative al rientro dal congedo, sul lato destro dell'inquadratura vediamo un carcerato che lascia l'edificio e riabbraccia la famiglia. Il contrasto tra la sua gioia e la muta tristezza di Rahim è la chiusa perfetta scelta da Farhadi per la sua storia. 

  • Farhadi contrappone la felicità di un carcerato che ha finito di scontare la sua pena e può riabbracciare la sua famiglia con la mestizia con cui Rahim rientra in carcere per scontare il tempo rimasto previsto dalla sentenza. 

    Questa contrapposizione allude al fatto che Rahim non ha ancora espiato la sua colpa, oltre a non aver ancora concluso il suo periodo in carcere. La vicenda delle monete d'oro ha fatto emergere come l'uomo debba ancora ammettere pienamente la sua colpa e quindi espiarla. 

    Suggerisce però anche come in futuro possa essere lui l'ex carcerato felice, superando i suoi errori e ricominciando la sua vita. 

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