Un eroe racconta una storia vera? Sì e no: a cosa si è ispirato il regista iraniano Asghar Farhadi

La storia di Rahim - il carcerato in permesso premio protagonista di Un eroe - è ispirata ad alcuni fatti di cronaca. Ecco quali sono state le fonti d'ispirazione di Asghar Farhadi.

Lucky Red Rahim

Un eroe di Asghar Farhadi non ripercorre una storia realmente accaduta così come raccontato nel film, ma trae ispirazione dalla quotidianità ed è ispirato a spunti di cronaca iraniani. A spiegare la genesi del film è stato lo stesso regista iraniano doppio premio Oscar per Una separazione (2012) e Il cliente (2017). Presentato al Festival di Cannes 2021 e vincitore del Gran Premio della giuria, Un eroe è attualmente uno degli avversari di È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino nella corsa agli Oscar come miglior film internazionale. Entrambi i titoli infatti fanno parte della long list già annunciata da cui verranno selezionati i cinque finalisti che si contenderanno un Academy Award a marzo 2022.

Secondo alcune indiscrezioni però Farhadi potrebbe conquistare una nomination anche come sceneggiatore nella categoria Miglior sceneggiatura originale. Un eroe infatti è stato scritto interamente dal regista, non nuovo alla stesura di sceneggiature che raccontano la vita quotidiana degli abitanti di Teheran, capitale dell'Iran. Da giovane Farhadi si è fatto le ossa scrivendo numerosi radiodrammi e sceneggiati televisivi, prima d'intraprendere la carriera di regista. I suoi film sono quasi sempre interamente scritti da lui. 

Cosa ha ispirato la storia di Rahim in Un eroe

Farhadi ha spiegato di non essersi ispirato a una singola storia, bensì a una tipologia di storie di cronaca che tengono spesso banco nei media locali e nazionali. A ispirare il regista sono state le storie di "eroi comuni" raccontate dai media e come queste vicende tengano banco nell'opinione pubblica e vengano raccontate sui giornali e sulla TV. 

Secondo Farhadi infatti queste storie di cittadini comuni hanno una base comune. Qualcuno di ordinario diventa improvvisamente famoso per aver compiuto un gesto disinteressato, venendo presentato come un eroe:

Mi è capitato spesso di leggere nei giornali storie come questa. Storie di persone comuni diventate improvvisamente famose per aver compito un gesto altruistico. Queste vicende hanno tutte qualcosa in comune. Il film non trae spunto da uno specifico fatto di cronaca, ma quando l'ho scritto avevo in mente questo genere di storie.

A interessare Farhadi quindi non è tanto o solo il gesto altruistico di Rahim - carcerato in permesso premio che trova e restituisce una borsa piena di monete d'oro alla legittima proprietaria - quando l'impatto che ha sulla sua vita la notorietà derivante dalla pubblicazione della sua storia di eroismo da parte dei media e dei giornali. Un impatto reale, tangibile e via via più drammatico, che porta a irrimediabili conseguenze (anche negative) sulla vita del protagonista. 

Lucky RedRahim in commissariato
La storia di Rahim è ispirato ad alcune vicende di cronaca di persone comuni salutate come eroi

Per la prima volta in un film di Farhadi entrano in gioco anche i social media. Oltre ad analizzare la reazione della famiglia di Rahim, dei compagni di carcere e delle autorità all'improvvisa notorietà del protagonista, il film si sofferma brevemente anche sull'effetto "cassa di risonanza" che hanno i social nel diffondere la storia. Farhadi sottoline anche la presenza di commentatori che sin da subito tentano di mettere in dubbio la buona fede dell'uomo o di contestare la ricostruzione del suo gesto altruistico. 

Farhadi si è quindi ispirato a questo genere di storie sentite e lette sui media, ma il suo intento è tutt'altro che celebrativo, come chiarificato dal memorabile finale della pellicola. Il suo fine ultimo non è quello di analizzare solo le conseguenze esterne del gesto di Rahim, ma anche di esplorare le cause più profonde del suo gesto apparentemente ben intenzionato e altruistico. 

Lucky RedRahim e il film
Rahim è tentato di vendere le monete per ripagare il suo debito, ma viene colto all'ultimo da uno scrupolo di coscienza

C'è un altro elemento realistico della pellicola: l'accusa con cui Rahim finisce in carcere. I debiti pendenti infatti possono trasformarsi in accuse giudiziarie, condanne e carcerazioni. Rahim finisce in carcere perché incapace di ripagare un debito, quando il suo creditore (protagonista della seconda parte del film) decide di denunciarlo per questo motivo. In base all'entità del debito la pena varia di durata e può durare anche anni. 

  • Solo in parte. Asgard Farhadi si è solo ispirato ad alcuni fatti di cronaca di persone comuni divenute famose per aver fatto un gesto altruistico, ma ha scritto di suo pugno la storia del protagonista Rahim. 

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