Emily in Paris: 7 imprecisioni e stereotipi della serie con Lily Collins che (forse) non hai notato

Sin dall'inizio, Emily in Paris ha fatto discutere per la sua rappresentazione dei francesi e per alcuni dettagli che, agli occhi dei più attenti, sono sembrati irrealistici. La serie racconta la nuova vita della protagonista, nella capitale francese.

Netflix Primo piano di Lily Collins

Ambientata a Parigi, Emily in Paris è stata spesso accusata di aver portato in scena diversi stereotipi legati soprattutto ai francesi.

Protagonista della serie è la social media strategist Emily Cooper (Lily Collins) che, da Chicago, si trasferisce a Parigi quando il suo capo Madeline Wheeler (Kate Walsh) scopre di essere incinta e lei deve sostituirla a lavoro.

Inizia, così, la sua avventura nella capitale francese, lavorando nella società di marketing Savoir, pur non parlando una parola di francese. Mentre cerca di adattarsi alla nuova vita, Emily fa nuove amicizie e si innamora del suo vicino di casa Gabriel (Lucas Bravo), scoprendo soltanto dopo che è il fidanzato della sua recente amica Camille (Camille Razat).

Creata da Darren Star – come detto prima – la serie fa parecchio discutere per alcune inesattezze, dei dettagli considerati irrealistici e stereotipi legati alla città più romantica del mondo. Scopriamone alcuni.

  1. L’appartamento di Emily
  2. L’orario di lavoro
  3. Il francese
  4. Il profilo Instagram di Emily
  5. L’incontro con Mindy
  6. Il carattere dei francesi
  7. Gli uomini di Emily

1 – Il vero significato di Chambre De Bonne

Appena giunta a Parigi, Emily viene accompagnata in quella che viene definita la sua “chambre de bonne”. In realtà, l’appartamento della ragazza ha ben poco a vedere con questo tipo di casa: la chambre de bonne era, infatti, un caratteristico monolocale – francese, ma soprattutto parigino – che veniva ricavato dall’ultimo piano o dal sottotetto dei palazzi realizzati nel XIX secolo e al quale si accedeva tramite una scala.

Originariamente, tali stanze venivano costruite per ospitare le domestiche delle famiglie borghesi presenti nel palazzo e, generalmente, non avevano neppure i servizi igienici.

Il palazzo in cui vive Emily
L'appartamento di Emily

L’appartamento di Emily sembra ben diverso dalle cosiddette chambre de bonne che, certamente, non avevano molte finestre, una buona illuminazione e una così bella vista.

2 – A Parigi non si va a lavorare a metà mattinata

Nella prima stagione di Emily in Paris, nell’episodio 1x01 dall’omonimo titolo Emily in Paris, vediamo Emily recarsi in ufficio, da Savoir, alle 8:30 spaccate, ma non trovare nessuno e aspettare per ben due ore per strada che arrivi qualcuno.

Proprio quando sta chiamando Sylvie Grateau (Philippine Leroy-Beaulieu) per sapere se siano chiusi o ci sia una festa nazionale di cui non è a conoscenza, arriva Julien (Samuel Arnold) a dirle che il loro ufficio apre alle 10:30 e non alle 8:30.

NetflixIl cast di Emily in Paris
I colleghi di Emily in Emily in Paris

In realtà, i francesi – ovviamente, dipende dall’attività che svolgono – iniziano la loro giornata lavorativa, come tutti, attorno alle 8:00-8:30.

3 – Emily non parla francese, ma tutti parlano benissimo inglese

Arrivata a Parigi, ci accorgiamo immediatamente di come Emily sia in difficoltà con la lingua francese che non parla affatto: la ragazza cerca di aiutarsi con un’app che traduce e, nel frattempo – praticamente costretta – si iscrive a un corso di francese, dove non sembra ottenere particolari risultati.

Normalmente, lavorare a Parigi senza parlare una parola di francese – soprattutto in un’azienda importante come Savoir – dovrebbe essere un problema; eppure Emily trova persone che parlano un impeccabile inglese, disposte a venirle incontro più e più volte e che non hanno assolutamente problemi a esprimersi fluentemente – a differenza sua – in un’altra lingua.

NetflixPhilippine Leroy-Beaulieu e William Abadie in Emily in Paris
Sylvie e Antoine non hanno problemi a parlare inglese

Anche in ufficio - sebbene i colleghi si lamentino della sua carenza in francese – dall’arrivo di Emily si parla in inglese e anche i clienti dell’azienda lo parlano correttamente. Irrealistico?

4 – L’improvviso successo del profilo Instagram di Emily

Giunta a Parigi, Emily decide di dedicarsi al suo profilo Instagram chiamato, per l’appunto, Emily in Paris.

All’inizio della serie, la ragazza ha appena quarantotto follower, ma bastano pochi scatti per raggiungere un inaspettato successo: circa ventimila follower in appena un paio di settimane.

NetflixIl profilo Instagram di Emily in Emily in Paris
Il profilo Instagram Emily in Paris

Episodio dopo episodio, sembra che Emily diventi un’influencer senza alcuno sforzo o piano ben preciso per il proprio profilo Instagram: la ragazza pubblica foto scattate improvvisamente, senza ricorrere a filtri per migliorarne la qualità e utilizzando hashtag fin troppo generici.

Anche questo aspetto non è realistico.

5 – Emily incontra Mindy in una città di più di due milioni di persone

È vero che certe cose nella vita possono capitare, ma sembra che quasi tutte le persone che Emily incontra – come detto prima – parlino perfettamente la sua lingua.

In una capitale come Parigi, la ragazza incontra anche quella che diventa - praticamente immediatamente e con estrema facilità - la sua nuova migliore amica: Mindy Chen (Ashley Park).

NetflixLily Collins e Ashley Park
L'incontro di Emily con Mindy

Un incontro casuale che avviene quando, un giorno, Emily è seduta al parco: Mindy parla perfettamente inglese, ha vissuto negli USA ed è anche lei una “outsider” in quel di Parigi, venendo dalla Cina.

A differenza di Emily, Mindy parla francese, ma non ha molti amici pur essendo in città da un anno circa.

6 – I francesi non sono tutti meschini

Parlando di luoghi comuni, proprio durante il primo incontro tra Emily e Mindy, quest’ultima avvisa la nuova amica del fatto che se i cinesi sparlano di te alle spalle, i francesi sanno essere cattivi faccia a faccia. Emily capisce perfettamente ciò che la ragazza intende, avendo avuto non proprio un piacevole inizio a Parigi da questo punto di vista.

Ovviamente – come in tutti gli ambiti della vita – non si può fare di tutta l’erba un fascio e i francesi sembra se la siano presa parecchio per come sono stati dipinti nella serie.

Secondo The Local, la maggior parte delle persone ha dichiarato di non essere affatto snob con gli stranieri e di aver rispetto per chi ha, a sua volta, rispetto per loro.

NetflixLily Collins si sciacqua i capelli
Lily Collins in una scena di Emily in Paris

Accuse simili sono recentemente giunte dall’Ucraina per l’episodio 2x04 Jules ed Em, in cui una compagna di corso di Kiev di Emily spinge quest’ultima – complici gli equivoci in un francese che non parla bene nessuna delle due – a rubare in un negozio.

A tal proposito, è intervenuto addirittura il Ministro della Cultura Oleksandr Tkachenko per paura che gli spettatori possano pensare che questo sia il vero volto degli ucraini.

7 – Emily incontra quasi tutti uomini affascinati da lei

Infine, durante la serie, Emily incontra – quasi sempre – uomini che restano incantati da lei e che iniziano a corteggiarla: sembra, infatti, che tutti la vogliano e che lei sia irresistibile.

NetflixLily Collins e Lucas Bravo
Emily e Gabriel in Emily in Paris

Basti pensare all’invito che le fa l’agente immobiliare appena atterrata nella capitale, ovviamente a Gabriel, ma anche al fratello diciassettenne di Camille Timothée (Victor Meutelet), ad Antoine Lambert (William Abadie) del brand De l’Heure, all’importante uomo d’affari Mathieu Cadault (Charles Martins) e ad Alfie (Lucien Laviscount), compagno di Emily al corso di francese e suo nuovo interesse amoroso.

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