1997: Fuga da New York, il remake del cult è in lavorazione

Autore: Emanuele Zambon ,
Copertina di 1997: Fuga da New York, il remake del cult è in lavorazione

Settimana indimenticabile per Leigh Whannell: dopo aver chiuso un accordo con Universal Pictures che lo vedrà alla regia de L'Uomo Invisibile, il cineasta/writer si è visto affidare da 20th Century Fox lo script di un altro rifacimento di un franchise di successo, 1997: Fuga da New York, il film di culto del 1981 diretto da John Carpenter e con protagonista Kurt Russell nei panni di Jena Plissken (nell'originale "Snake").

Stando a quanto rivelato da The Hollywood Reporter, il contratto stipulato tra Fox e Whannell prevede al momento solo la sceneggiatura dello sci-fi action. Tuttavia le probabilità che l'autore delle saghe di Saw e Insidious si occupi (anche) della regia sono piuttosto alte.

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1997: Fuga da New York, Carpenter produttore esecutivo

Secondo quanto riportato da THR, il remake di 1997: Fuga da New York vedrà il deus ex machina del franchise, John Carpenter, figurare in veste di produttore esecutivo (tra i producer, invece, troveremo Andrew Rona e Alex Heineman).

Sono anni che il cult di fantascienza, dopo un sequel così così, stimola il dibattito tra i fan circa la necessità o meno di un remake/reboot. Esiste al momento una sceneggiatura del progetto scritta da Neil Cross, il creatore della serie TV Luther, che Robert Rodriguez avrebbe dovuto trasformare in film. Finora, però, tutto è rimasto in stand-by. Con l'entrata in scena di Whannell sembra che si faccia finalmente sul serio.

Whannell è chiamato ad un compito assai arduo, specie considerando il mediocre livello dei reboot e remake anni '80 visti finora. Ciò che fa ben sperare è il suo passato "horror" accanto all'amico James Wan e il suo thriller dark di fantascienza Upgrade con protagonista Logan Marshall-Green. 

Il film originale del 1981 era ambientato in un futuro distopico (allora fissato al 1997) in cui Manhattan era stata trasformata in una prigione di massima sicurezza a cielo aperto, costantemente sorvegliata e delimitata da un muro di contenimento (quasi) invalicabile. In seguito ad un disastro aereo in cui era stato coinvolto il Presidente degli Stati Uniti d'America, un fuorilegge - Jena Plissken - veniva incaricato sotto ricatto di trarre in salvo l'uomo più potente degli USA.

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Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza surreale [RECENSIONE]

Leggi la recensione del lungometraggio Blonde dedicato alla vita di Marilyn Monroe, disponibile su Netflix dal 28 settembre 2022.
Autore: Giuseppe Benincasa ,
Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza surreale [RECENSIONE]

La prima cosa da sapere prima di guardare su Netflix Blonde è che questo è in tutto e per tutto un film e non un documentario sulla vita di Marilyn Monroe. Quindi i fatti, narrati dallo sceneggiatore e regista Andrew Dominik e basati sul romanzo omonimo di Joyce Carol Oates, "prendono in prestito" dalla vita della bionda più famosa del cinema alcuni momenti di vita personale e pubblica. Su di essi è stata costruita una storia drammatica e in parte sconvolgente, soprattutto per chi si è sempre fermato all'abbagliante immagine di Marilyn Monroe senza documentarsi oltre.

Blonde ha lo scopo di portare alla luce la doppia vita di Marilyn: la star bella e appariscente e la donna estremamente fragile che le ha dato vita. Marilyn Monroe nasce come Norma Jeane ma le due personalità sono completamente all'opposto, separate da pensieri, atteggiamenti e parole. Norma è una bambina cresciuta senza un padre e con una madre rancorosa, lei è sempre stata una donna sola mentre Marilyn è sempre stata circondata da ammiratori, fotografi e amanti. Norma Jeane non ha mai avuto un vero e proprio disturbo dissociativo della personalità, o almeno non le è mai stato diagnosticato, ma il distacco emotivo vissuto da Norma verso Marilyn è stato sempre più forte e forse decisivo anche nella sua dipartita.

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