35 anni di The Legend of Zelda: i migliori capitoli della leggenda Nintendo

Autore: Andrea Guerriero ,
Speciali
5' 49''
Copertina di 35 anni di The Legend of Zelda: i migliori capitoli della leggenda Nintendo

Era il 21 febbraio del 1986 quando il popolo di videogiocatori entrava in contatto per la prima volta con il mondo fatato di Hyrule. Mondo che faceva - e fa ancora - da sfondo alle gesta di Link, eclettico protagonista della saga di The Legend of Zelda.

35 anni dopo, dal debutto sul NES alle declinazioni del franchise sull'assai più recente Nintendo Switch, la leggenda di casa Nintendo rappresenta ancora una delle pietre miliari dell'intero panorama videoludico, capace di entrare di diritto nell'Olimpo in pixel e poligoni, e di ritagliarsi un posto assai speciale nei cuori degli appassionati nintendari - e non solo.

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A fronte di un anniversario tanto importante, pare doveroso voler ripercorrere i passi fondamentali di un'avventura maestosa e ormai indiscutibilmente iconica, che dalla sua vanta un immaginario per molti insostituibile, fatto di personaggi memorabili, musiche sopraffine ed elementi di gameplay che hanno saputo - e dovuto - rinnovarsi più volte per alzare l'asticella qualitativa del genere di appartenenza. Ma pure dell'intero settore, ergendosi a modello virtuoso per la concorrenza. 

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Spazio allora ad una classifica dei cinque migliori capitoli di The Legend of Zelda, che tiene naturalmente conto solo degli episodi principali e non dei tanti spin-off ed esperimenti a tema che nel tempo hanno pennellato le più svariate piattaforme. A voi non resta che reggervi forte alla Master Sword, e seguirci in un appassionante viaggio tra nostalgia ed evoluzione.

The Legend of Zelda: Majora's Mask (2000)

Majora's Mask è senza ombra di dubbio l'incarnazione più particolare dell'intera serie dedicata alla principessa Zelda e al suo prode Eroe del Tempo. Pur riprendendo le caratteristiche principali del più celebre Ocarina of Time - che vedremo più avanti -, Eiji Aonuma - qui per la prima volta nel ruolo di game director - e la compagnia di Kyoto hanno deciso di osare con scenari e game design. 

Mettendo momentaneamente da parte le accoglienti lande di Hyrule, la "grande N" ci trascina nel cuore più intimo di Termina, universo parallelo sulla via della distruzione. Nel gioco avremo a disposizione solo tre giorni per salvare il mondo e tutti i suoi abitanti, versioni alternative - e spesso stupefacenti - di volti già noti a chi aveva giocato il gioco precedente sul mitico Nintendo 64. Capirete che il tempo diviene un fattore determinante per il destino dei personaggi e nelle meccaniche di gameplay, e si staglia su un mondo dalla decisa personalità, più unico che raro nell'immaginario complessivo di The Legend of Zelda.

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The Legend of Zelda: Wind Waker (2002)

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Quando venne presentato per la prima volta a stampa e pubblico, il giovanissimo Link in toon-shading di The Legend of Zelda: Wind Waker fece storcere il naso a moltissimi tra gli amanti della saga nipponica. Eppure, il capitolo esclusivo per GameCube, poi riproposto in HD su Nintendo Wii U, nascondeva sotto la sua patina infantile un'avventura tentacolare tra i sette mari dalla direzione artistica incredibile. Tra le più belle nell'intera serie, e forse in tutta la storia dei videogiochi.

Tanti riconosceranno, tra i venti e le isole di Wind Waker, alcuni elementi ereditati dai classici Ocarina of Time e A Link to the Past, del tutto perfezionati per l'occasione. Non manca neppure, ad arricchire una formula già appagante, un nuovo sistema di combattimento e un cast dal carisma talmente potente da poter facilmente "bucare lo schermo". Ciliegina sulla torta un finale dall'alto tasso di poesia e un Ganon mai così convincente nel ruolo del villain di turno.

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The Legend of Zelda: A Link to the Past (1991)

Prima dell'avvento delle tre dimensioni, A Link to the Past poteva tranquillamente essere definito come il non plus ultra dell'epopea di Zelda. Lanciato originariamente su Super Nintendo agli albori dei '90, è considerato dagli addetti ai lavori come un vero e proprio esempio per chi voglia studiare game design. Il capolavoro pixellato di Nintendo gettava le basi per il futuro della saga leggendaria, introducendovi pure alcuni degli elementi ricorrenti come i mondi paralleli, il combat system e la Spada Suprema. 

A cavallo tra due realtà, Link dovrà ancora una volta salvare Hyrule dalla catastrofe, combattendo nemici via via più forti ad un ritmo particolarmente sostenuto - per giocabilità e narrazione -, ed esplorando dungeon che ancora oggi potrebbero mettere alla prova anche i polpastrelli del videogiocatore più smaliziato. Ci troviamo di fronte ad una produzione ruolistica immortale, in cui cappa, scudo e magia ballano insieme la più ammaliante delle danze.

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The Legend of Zelda: Breath of the Wild (2017)

Lo sappiamo, tantissimi tra voi si sarebbero aspettati di vedere Breath of the Wild al primo posto nella classifica dei migliori capitoli di The Legend of Zelda. E non avrebbero torto, considerando che il titolo di lancio per Nintendo Switch è quello che ha dato il via alla rivoluzione per una delle creature più longeve di Shigeru Miyamoto. Un GDR che per la prima volta nella serie ci immerge in un open world affascinante e densissimo di attività da portare a termine. 

Nonostante tutti i limiti tecnici della console ibrida, gli sviluppatori di Nintendo sono riusciti a pennellare un autentico capolavoro. Dal suo carattere spiccato, ma pure custode di tutte le idee migliori viste in oltre trent'anni di avventure, per regalare a fan vecchi e nuovi - ma anche allo stesso Link! - un nuovo e brillante inizio. L'ultima declinazione principale di The Legend of Zelda è un'esperienza unica nel suo genere, che per certi versi recupera e modernizza aspetti dell'episodio primogenio del franchise. Vengono reinterpretati anche i dungeon, qui proposti sotto forma di Sacrari e caratterizzati da una struttura più breve, da poter (ri)vivere più volte in attesa del già annunciato Breath of the Wild 2.

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The Legend of Zelda: Ocarina of Time (1998)

Seppur cristallizzando i dogmi di A Link to the Past - rielaborandoli a modo suo -, è Ocarina of Time ad aver segnato il vero momento d'oro per The Legend of Zelda. Erano i tempi del Nintendo 64 e delle bellezze della grafica 3D, per la prima volta introdotta nella leggenda del videoludo. 

Il risultato è un capolavoro a tutto tondo, inserito a ragione nelle prime posizioni di tantissime delle classifiche dei videogame più belli di tutti i tempi. Il mondo di Hyrule, nel 1998, prendeva finalmente vita sui nostri schermi, osando con soluzioni di gameplay utilissime ed innovative come il sistema Z-Lock per puntare i nemici - qui agguerritisimi!- e quello che consente di spostarsi verso un obiettivo specifico. Il regno di Zelda, prima bambina poi giovane donna, è ancora minacciato dal ritorno di Ganon, proiettandoci in un mondo in rovina fatto di location indimenticabili. Per un viaggio incredibile sulle note di alcune delle musiche più ispirate dell'intera serie.

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Olivia Cooke: “Bates Motel mi ha distrutta mentalmente”

Scopri perché Olivia Cooke, nota per il suo ruolo di Lady Alicent in House of the Dragon, ha sofferto di problemi mentali lavorando sul set di Bates Motel.
Autore: Mauro G. Pozzuoli ,
Olivia Cooke: “Bates Motel mi ha distrutta mentalmente”

Olivia Cooke è una delle attrici più in voga del momento, grazie al ruolo di Lady Alicent Hightower, la seconda moglie del re nella serie prequel de Il Trono di Spade, House of the Dragon. La serie ha richiamato l'interesse di moltissimi fan, felici di vedere gli antenati di personaggi noti come i Lannister e i Targaryen. Questi ultimi sono al centro dello show TV House of The Dragon, in onda su Sky Atlantic e on demand su NOW, e Olivia Cooke è stata chiamata a interpretare una giovane donna che intreccia il suo destino con il re Viserys Targaryen. L'attrice è nota anche per il suo lavoro i Ready Player One e Bates Motel; per quanto riguarda quest'ultimo, Cooke ha dichiarato di recente di avere avuto problemi di salute mentale sul set. 

Olivia Cooke ha raccontato a The Guardian le sue difficoltà nel periodo in cui abitava a Vancouver, dove si era trasferita dall'Inghilterra per poter lavorare alla serie TV thriller Bates Motel. Nello show Bates Motel viene raccontata l'adolescenza di Norman Bates, il noto assassino del film Psyco, di cui Bates Motel è un prequel. L'attrice ha ricordato che passava molto tempo nel suo appartamento, lavorando una volta ogni due settimane. Cooke non aveva al tempo l'età legale per bere in Canada, dunque aveva poche occasioni per uscire e incontrare persone. L'interprete ha aggiunto che fin da piccola è sempre stata incline alla malinconia, e la nostalgia di casa e l'isolamento le hanno fatto vivere nel 2012 un vero e proprio crollo mentale. Ciononostante Olivia Cooke ha continuato a lavorare per tutto il tempo. L'attrice ha detto che riusciva a nascondere molto bene la sua profonda sofferenza.


Nella sua intervista Cooke prosegue dicendo che ha cominciato a sentirsi meglio nel 2019, e che ha cominciato a guarire davvero quando è tornata a vivere a Londra. Ripensando al suo passato, Olivia Cooke ha dichiarato che è stata costretta a crescere molto in fretta e che doveva badare a sé stessa da sola, non potendo contare su nessun altro. Forse in questo aspetto l'interprete ha potuto ritrovare il personaggio di Lady Alicent, che nei primi episodi di House of the Dragon ha accanto a sé suo padre, il quale però più che un ruolo da genitore accudente sembra assumere quello di un manipolatore. Nei primi sei episodi della serie Alicent Hightower si trova spesso sola, poiché i Targaryen a cui è legata tendono a pensare esclusivamente agli interessi della loro casata; questo riguarda non solo il marito Viserys, ma anche la sua amica e confidente Rhaenyra Targaryen. Se l'isolamento di Lady Alicent Hightower possa renderla la vera villain in House of the Dragon lo scopriremo presto, poiché il finale della prima stagione di House of the Dragon è sempre più vicino: infatti sarà trasmesso in lingua inglese il 23 ottobre 2022 e in versione doppiata in italiano il 31 ottobre.

Per approfondire i personaggi di House of the Dragon, vi consigliamo di leggere il nostro articolo Le Casate e i protagonisti di House of the Dragon.

Immagine di copertina da House of the Dragon (Sky)

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