A Beautiful Day, la recensione: un puro distillato di violenza e di vendetta

Autore: Elisa Giudici ,
Recensioni
4' 45''
Copertina di A Beautiful Day, la recensione: un puro distillato di violenza e di vendetta

Se la definizione non fosse al contempo respingente e odiosa, si potrebbe definire A Beautiful Day come un film concettuale. D'altronde non è davvero un caso se per presentarlo al grande pubblico la critica abbia spolverato tutta la gamma possibile di revenge movie autoriali statunitensi: c'è chi ha scomodato addirittura Taxi Driver, chi ha ricordato Leon, chi ha preferito andare sul contemporaneo con Drive. Forse il paragone più estremo ma azzeccato è quello con la saga di Taken, che ha risuscitato la carriera di Liam Neeson. La trama del di A Beautiful Day non è poi molto più articolata: c'è un uomo con un passato dal taglio militare e violento che si muove in un contesto urbano ostile e indifferente, alla ricerca di una donna che gli è stata sottratta, a cui qualcuno vuole usare violenza. Il giustiziere vuole riprendersela e chi gliela ha sottratta farà bene a dire le sue ultime preghiere. 

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Joaquin Phoenix in A Beautiful Day
In A Beautiful Day ritroviamo un Joaquin Phoenix imbolsito e dolente

Dietro la stessa rarefazione narrativa si nascondono però due universi lontanissimi. Da una parte c'è Taken e tutto quel cinema di serie B la cui scarsa articolazione narrativa è dovuta all'incapacità (o la mancanza di voglia) di creare qualcosa di nuovo attorno all'usato sicuro di un modello che funziona al botteghino. Dall'altra c'è un'operazione volontaria, consapevole e persino un po' spregiudicata della regista scozzese di culto, amatissima tra i cinefili più esigenti per la ricercatezza autoriale delle sue regie. La storia di A Beautiful Day è volutamente scarna, perché la vendetta che il suo giustiziere va a perpetrare viene man mano spogliata di ogni elemento accessorio; niente aura cool per il nostro protagonista, niente personaggi al di sopra della violenza o indifferenti, niente soddisfazione o senso di giustizia o di ordine ristabilito a vendetta compiuta. 

A Beautiful Day: distillato di vendetta

Non è la prima volta che qualcuno tenta questa operazione. Probabilmente Lynne Ramsay è la sceneggiatrice e regista che al momento è andata più vicina al risultato; quello di ottenere un distillato purissimo di violenza e vendetta. Vedendo A Beautiful Day non si può che pensare a un cineasta ancor più idolatrato dai cinefili di Ramsay stessa: Nicolas Winding Refn. Dopo la fortunata prova di Drive, Refn ha continuato a girare intorno a queste tematiche e raffinando il suo stile, senza però riuscire mai a centrare davvero un altro film. 

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Ekaterina Samsonov in A Beautiful Day
Ekaterina Samsonov è il nuovo, magnetico volto giovanile scelto dalla regista scozzese che ha lanciato Ezra Miller

Sarebbe davvero curioso conoscere l'opinione del regista su A Beautiful Day, un film che con una singola scena fa impallidire il pomposo stile dell'autore di The Neon Demon, rivelando impietosamente che dietro un guscio fatto di tecnica eccelsa e di un comparto tecnico allo stato dell'arte, non c'è davvero nulla da dire. Dentro i film di Refn c'è solo l'ego del regista e poco più. 
Dentro A Beautiful Day c'è innanzitutto la sensibilità unica di una cineasta capace di girare scene di grandissima forza autoriale, senza però perdere di vista il cuore narrativo della storia, l'emozione e il raziocinio. Lo stile visivo di Ramsay sa sorprendere lo spettatore, tirando fuori da piccoli dettagli un lirismo intessuto nella trama principale del film, sbalzando lo spettatore dalla brutalità di un'uccisione a un gesto che rivela tutta la tenerezza di un figlio per la madre anziana. 

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A Beautiful Day: ambizioso ma non sempre giudizioso

Nonostante la sua enorme bravura e il suo essere giudiziosa e con i piedi ben piantati per terra, persino Lynn Ramsay capitola di fronte al difficile compito di riscrivere il film di vendetta dalle basi, utilizzando il registro del cinema autoriale. Il film è una riflessione cinematografica studiatissima in ogni suo passaggio. Mentre seguiamo Joe - un mercenario dal passato burrascoso che di lavoro libera prostitute finite nel giro delle case di piacere d'alto bordo - Ramsay pone silenziosamente parecchie carte coperte sul tavolo da gioco. 

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Lynne Ramsay sul set di A Beautiful Day
Lynne Ramsay torna a raccontare la violenza con grande sensibilità e lirismo

Il lavoretto notturno raccontato a inizio film sembra uno dei tanti che toccano in sorte al prudente, silenzioso mercenario: entrare in una casa di prostituzione nascosta in un quartiere metropolitano dalla facciata distinta, mettere ko la sorveglianza, riportare al facoltoso padre una ragazzina col vizio di scappare di casa. 
Tutto sembra andare da programma, Joe si muove come da manuale . Salvo poi esserci un cortocircuito improvviso, che fa cadere la facciata di distacco dal mondo che Joe si era costruito attorno. Ramsay mostra quindi la sua mano e si prepara a chiudere la partita facendo cappotto allo spettatore, completamente preso alla sprovvista dal precipitare degli eventi e dal collasso emotivo del protagonista. 

Peccato che Ramsay stessa si ritrovi a pescare una carta imprevista: quella di una dissonanza via via più disturbante, come la sinistra colonna sonora scritta da Jonny Greenwood. Lei che ha costruito una carriera sul suo stile autoriale ma fine a sé stesso si ritrova forse per la prima volta a girare passaggi poco incisivi, privi di emozione. Da ...E ora parliamo di Kevin a Ratcatcher, raramente Ramsay aveva girato una scena che non mandasse la vibrazione giusta; quella di un cinema poetico, minimalista ed esteticamente sublime, che mai gira a vuoto. 

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Joaquin Phoenix e Ekaterina Samsonov in A Beautiful Day
La chimica tra Joaquin Phoenix e Ekaterina Samsonov finisce per rompersi sul gran finale

Qui invece di scene dissonanti, artistoidi e pretestuose ce ne sono parecchie. Proprio quando il film dovrebbe volare al suo culmine emotivo e al suo intenso finale, qualcosa si altera nella sua chimica, distruggendone l'alchimia. Joaquin Phoenix e Ekaterina Samsonov non sono più un uomo e una ragazzina uniti da una devastazione interiore che a malapena riescono a trattenere, tornano ad essere un attore imbolsito per la parte o per l'età e una ragazzina di una bellezza stupefacente ma molto, troppo studiata. 

Proprio sul gran finale la magia di A Beautiful Day si rompe. Peccato davvero, perché poteva essere non solo l'alba di un bellissimo giorno, ma anche la consacrazione definitiva di una grande regista, capace di renderla famosa ben oltre il circolo dei cinefili festivalieri più incalliti. 

A Beautiful Day arriverà nelle sale italiane il 1 maggio 2018.

Commento

Nospoiler.it

70

Lynne Ramsay dà un taglio art house e minimalista al più classico dei revenge movie di serie B. L'operazione è audace, esteticamente appagante, ma è estremamente altalenante per efficacia e riuscita.

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