Agente 007 - Una cascata di diamanti, le auto presenti nel film del 1971

Autore: Emanuele Zambon ,
Copertina di Agente 007 - Una cascata di diamanti, le auto presenti nel film del 1971

Dov'è Ernst Stavro Blofeld? Se lo chiede James Bond, intenzionato a regolare una volta per tutte i conti col leader supremo della S.P.E.C.T.R.E., la spietata organizzazione terroristica specializzata in ricatti mondiali. L'incipit di Agente 007 - Una cascata di diamanti si segnala, oltre che per il ritorno di uno stagionato Sean Connery, pure per uno scatenato Bond nei minuti iniziali del film.

Intenzionato a vendicare l'assassinio di sua moglie Tracy Draco (sposata nel finale dell'eccellente Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà, che noi di NoSpoiler abbiamo inserito al quarto posto nella classifica dei migliori film di 007), l'agente dei servizi segreti britannici non si fa scrupoli nel torturare informatori e nemici per conoscere l'esatta ubicazione di Blofeld. Riuscirà a trovarlo e (apparentemente) ad eliminarlo.

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Le auto di Agente 007 - Una cascata di diamanti

Come ogni Bond movie che si rispetti, anche in Agente 007 - Una cascata di diamanti la trama non è altro che un pretesto per immortalare i 4 angoli del pianeta ed esaltare prodotti destinati ai sempre più avidi consumatori di quegli anni. Dietro il piano di Blofeld per decimare le installazioni militari delle superpotenze mondiali (un topos ampiamente utilizzato nei film di 007 degli anni '60 e '70), si nasconde infatti una vera e propria operazione di product placement che come sempre coinvolge marchi dell'extra lusso - gli impeccabili orologi di Bond - e l'alta moda, ma pure il settore automobilistico.

Caratteristica di ogni film della serie è l'introduzione di macchine sportive e auto prestigiose attraverso cui far sognare centinaia di migliaia di spettatori (molti dei quali, poi, ovviamente cercheranno di accaparrarsele).

Una cascata di diamanti, diretto nel '71 dallo specialista Guy Hamilton, non fa eccezione. Abbandonato per un attimo lo stile brit (fini lì marchi come Aston Martin, Rolls-Royce e Jaguar si erano distinti nei film della serie), la produzione coinvolse all'epoca il colosso americano Ford, desideroso di farsi pubblicità nel resto del mondo con un film assai popolare. Complice il paesaggio a stelle e strisce (tranne che per una breve incursione ad Amsterdam, il film è interamente ambientato negli States), le auto del film sono quasi tutte americane, e quasi tutte Ford. Scopriamo le più importanti da vicino:

1971 Ford Mustang Mach 1

MGM
La 1971 Ford Mustang Mach 1 in una scena del film

È la vettura di punta del film. Una Mustang era già apparsa in Agente 007 - Missione Goldfinger (una convertibile color panna che Bond faceva uscire di strada grazie a dei cerchioni speciali). In Una cascata di diamanti è la rossa Mach 1 del 1971, guidata perlopiù dalla peperina Tiffany Case di Jill St. John. In una scena assistiamo ad un clamoroso errore di montaggio: l'auto entra in un vicolo sulle due ruote di destra - un numero circense come se ne vedono nei motor show - ma in un'inquadratura successiva viene mostrata sulle due ruote di sinistra.

Moon Buggy

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L'auto lunare di Una cascata di diamanti viene utilizzata da Bond per fuggire dal complesso di Blofeld. Assistiamo ad un improbabile inseguimento che coinvolge una Ford Custom 500 del '71 - che si ribalta nel deserto del Nevada nel tentativo di acciuffare 007 - e alcune Honda ATC 90, goffe moto dalle ruote maggiorate (simili per aspetto alla motoretta pilotata da Bud Spencer in ...altrimenti ci arrabbiamo!).

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1971 Ford Econoline

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Una scena del film con il 1971 Ford Econoline

Il furgone della casa automobilistica americana è prima pedinato e poi utilizzato da 007 per nascondersi nel tentativo di penetrare nel misterioso complesso di Whyte (che poi è Blofeld, ma vabbè).

Ford Custom

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Una scena di Una cascata di diamanti con la Ford Custom

Sono presenti diverse varianti di questo popolare modello Ford dei primi anni '70: in dotazione al Dipartimento di polizia di Las Vegas, taxi, vetture civili. Durante un inseguimento, un'auto della polizia finisce per ribaltarsi.

1970 Triumph Stag Pre-production Mk 1 LD14

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Una scena del film

La Triumph Stag MK1 del '70 è una delle poche vetture europee presenti nel film con Sean Connery. Si tratta di una coupé-convertibile ideata dal designer italiano Giovanni Michelotti e destinata soprattutto al mercato americano (Triumph, all'epoca, intendeva competere negli States con la Mercedes Benz SL).

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Nel film viene mostrato un esemplare color senape appartenente al contrabbandiere di diamanti Peter Franks.

Invasione a 4 ruote

Abbiamo visto da vicino le vetture principali di Una cascata di diamanti. Nel film, però, compaiono tantissime vetture, anche solo per alcuni istanti: dalla mastodontica Lincoln Continental del '71 (appare anche nel demenziale Starsky & Hutch di Ben Stiller, a guidarla è Snoop Dogg) alla Plymouth Fury, dalla Ford Thunderbird Landau alla Chevrolet Impala Sport Coupe del '65 fino alle europee Volkswagen Sedan Beetle Typ 1 (il Maggiolino) e Citroen 2CV.

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Autore: Francesca Musolino ,
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Tanti racconti diversi, su quelle che da semplici persone comuni, per svariati motivi da un giorno all'altro si sono ritrovate ad avere superpoteri e abilità particolari.
Ed ecco quindi che possiamo vedere Iron Man sfrecciare nel cielo con le sue armature, Thor mentre si teletrasporta da un mondo all'altro, Wanda che altera la realtà costruendo scenari immaginari e Wasp che si rimpicciolisce o ingrandisce ogni volta che una situazione lo richiede.
Ma affinché tutto questo sia possibile, dietro c'è un grande lavoro fatto da altri tipi di eroi: gli eroi invisibili.

Come spettatori, siamo da sempre abituati a ricevere il prodotto finito, giudicando solo ciò che vediamo sullo schermo.
Ma poche volte ci soffermiamo a domandarci quante persone, quante ore di lavoro, quanti sacrifici siano stati impiegati su ogni singolo pixel; perché un puzzle, per essere completo, ha bisogno di ogni suo pezzo al posto giusto.
Questa è una regola che vale in ogni ambiente e in ogni contesto. Ma purtroppo l'era del consumismo ci ha abituati a essere troppo superficiali; e con la scusante de "il cliente ha sempre ragione", valutiamo soltanto i contenuti finali, senza mai fare un percorso a ritroso per capire la storia che c'è dietro a quel contenuto. 
Ed è proprio sul binomio domanda-offerta che ruotano il mondo dell'economia e di tutti i settori annessi, incluso quello dell'intrattenimento. Perché è chiaro che se il consumatore non ottiene ciò che vuole, si rischia un flop; e di conseguenza, va sempre accontentato.

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