Alexander McQueen - Il genio della moda, il film evento dedicato allo stilista

Autore: Tanina Cordaro ,

Dal 10 al 13 marzo appuntamento al cinema con Alexander McQueen – Il genio della moda, il documentario di Ian Bonhôte e Peter Ettedgui. Un evento speciale dedicato al talento creativo, alla genialità e all’energia dello stilista che ha segnato la storia della moda degli ultimi anni.

Il film ripercorre l’intera evoluzione di McQueen: da giovane artista della prestigiosa scuola di sartoria di Savile Row alla consacrazione nel mondo della moda, fino alla sua tragica, prematura morte all’età di 40 anni. I due registi raccolgono le interviste originali di amici e colleghi, tra cui la stilista Mira Chai Hyde e l’assistente designer Sebastian Pons, riprese di spettacoli e sfilate, assieme a video personali di McQueen stesso.

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La locandina del documentario Alexander McQueen – Il genio della moda

Diviso in cinque capitoli, il film coglie i momenti fondamentali della vita del designer attraverso una selezione dei suoi spettacoli più iconici: Jack the Ripper Stalks His Victims del 1992; Highland Rape, il suo spettacolo più controverso; Search for the Golden Fleece la prima collezione disegnata per Givenchy; Voss, un’esplorazione della bellezza e della follia; e il capitolo finale, il magnifico Plato’s Atlantis.

La domanda più importante a cui volevamo dare una risposta era Come è accaduto che un timido, giovane ragazzo della working-class, apparentemente senza arte né parte e senza agganci con il mondo della moda, sia riuscito a diventare Alexander McQueen?

Cresciuto nell’East London, Alexander McQueen era un semplice ragazzo della working class inglese, senza doti né prospettive. Niente nel suo background personale faceva presagire quello che sarebbe stato il suo futuro.

La sua prima collezione, intitolata Jack the Ripper Stalks His Victims, fu realizzata come progetto conclusivo del Master alla prestigiosa scuola di moda St. Martins. La sfilata dona allo stilista una incredibile notorietà e i suoi lavori cominciano ad essere richiesti dai giganti del mondo della moda. Le modelle più famose fanno a gara per partecipare ai suoi spettacoli: durante uno spettacolo la top model Shalom Harlow si lascia spruzzare della pittura colorata da dei robot, Kate Moss appare sulla passerella sotto forma di ologramma, mentre Naomi Campbell sfila indossando con fierezza delle corna d’ariete dorate.

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Era un giovane talento come Mozart in Amadeus, un genio ossessivo tutto energia e istinto.

Nel 1996 McQueen viene nominato Direttore creativo della leggendaria Givenchy. A 27 anni diventa lo stilista di maggior successo e per le sue sfilate trasgressive viene definito l’hooligan della moda. Nel 2010 raggiunge l’apice della sua genialità con la collezione Plato’s Atlantis.

Dopo aver collaborato con gli artisti più famosi - Björk (per lei realizza il look geisha dell’album Homogenic), David Bowie (per lui disegna l’iconica Union Jacket) e Lady Gaga (è la prima a indossare le mitiche Armadillo shoes nel video di Bad Romance) – decide di scandalizzare il mondo con un ultimo colpo di scena.

McQueen è riuscito a rompere le regole della moda e a dare vita a nuovi significati ed energie. Se siete curiosi di capire come è riuscito a farlo, prenotate il vostro posto al cinema.

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