Batman v Superman, la recensione: Il Pipistrello Ben Affleck è super!

Autore: Emanuele Zambon ,
Recensioni
3' 21''

Batman v Superman: Dawn of Justice, uno dei cinecomic evento dell'anno (l'altro è Captain America: Civil War), ha indicato al pubblico la strada che intendono percorrere Warner Bros e DC: un universo condiviso, costellato dai più celebri supereroi. Il modo in cui si è intrapreso tale cammino ha coinciso nell'aver fatto salire sul ring l'Uomo Pipistrello e quello d'Acciaio.

"Tu sanguini? Gronderai...". Parole proferite da Batman nel primo incontro/scontro con il figlio di Krypton. A dare voce e corpo al cavaliere oscuro c'è Ben Affleck, il quale si riscatta agli occhi del grande pubblico con un'interpretazione rabbiosa di un Bruce Wayne che ha gli occhi e le cicatrici di chi ha sostenuto mille battaglie.

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Ben Affleck in una scena di Batman v Superman

Batman v Superman prende le mosse dall'epilogo de L'Uomo d'Acciaio, l'origin story del supereroe dal mantello rosso diretta da Zack Snyder (Watchmen). Se pensate di trovarvi però dinanzi ad un sequel di Superman, vi sbagliate. 

Nel crossover scopriamo che il miliardario Bruce Wayne è stato testimone involontario della battaglia di Metropolis tra Kal-El (Henry Cavill) e il generale Zod (Michael Shannon). L'alter ego di Batman ha avuto così modo di constatare il reale pericolo del semidio.

Nel frattempo Superman è alle prese con i turbamenti dell'opinione pubblica, che si interroga sulla reale natura dell'alieno piovuto da Krypton. La scritta che deturpa la statua del supereroe di Metropolis - 'False God' (Falso Dio) - è eloquente a tal proposito e la dice lunga sull'indice di popolarità di Clark Kent.

Sia Batman che Superman sono, a loro insaputa, risucchiati nella trappola perversa di Lex Luthor (Jesse Eisenberg), villain sociopatico e dalla parlantina sciolta che intende realizzare un'arma micidiale, deterrente contro la minaccia costituita (a suo dire) dai supereroi.

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Lex Luthor nella sua residenza in Batman v Superman

Dopo le derive tragiche del cavaliere oscuro, con Batman impegnato a contrastare la follia anarchica del Joker prima e il lucido terrorista Bane poi, si è sentita l'esigenza di mostrare al pubblico un Uomo Pipistrello diverso, scevro da contrappesi morali. Per riuscirci, il regista Zack Snyder ha guardato al Bat-vigilante a fumetti di Frank Miller e ha affidato il ruolo a Ben Affleck, che ha così raccolto il testimone da Christian Bale.

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La ricerca (est)etica perseguita dal regista ne L'Uomo d'Acciaio, in cui il messia alieno Henry Cavill incarnava purezza e nobiltà d'animo, cede il passo in Batman v Superman (ecco 11 minuti del film in anteprima) ad una riflessione più dark sulla coesistenza (e di conseguenza sulla non conflittualità) di umano e divino nella società moderna.

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L'Uomo d'Acciaio acclamato dalla folla di Città del Messico in Batman v Superman

Snyder si dimostra autore ambizioso e visionario, in grado di esaltare il ritorno di Batman a 4 anni di distanza dall'ultimo Cavaliere Oscuro di Chris Nolan (un compito, questo, per nulla facile). Dopo un incipit scoppiettante, però, il regista di 300 si dilunga in estenuanti digressioni oniriche che fanno sì che il film stenti a decollare.

A restituire vitalità ad una sceneggiatura che palesa qualche passaggio a vuoto ci pensa il personaggio di Diana Prince, ovvero la Wonder Woman dell'israeliana Gal Gadot (Fast & Furious). L'eroina in incognito attira la curiosità di Bruce Wayne e del pubblico, per poi lasciare tutti a bocca aperta con un'entrata in scena sensazionale.

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Gal Gadot nella prima foto ufficiale di Batman v Superman

La battaglia conclusiva del film, in cui il mostruoso Doomsday cita Frankenstein e King Kong, è rivelatrice della mano caotica del regista, il quale tende ad enfatizzare ogni singola scena, forzando alcune trovate. A Snyder va il grande merito di aver saputo conciliare il mondo dei gangster movie e del noir - da cui proviene Batman - e le soluzioni stilistiche ed estetiche del fantasy e dello sci-fi, a cui fa riferimento invece il personaggio di Superman.
Se Nolan ci aveva abituato al fioretto, al contrario Snyder lavora di spada, vibrante come quella di Wonder Woman.

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