Beetlejuice 2: secondo Tim Burton non si farà

Autore: Mario Spagnoletto ,
Copertina di Beetlejuice 2: secondo Tim Burton non si farà

Brutte notizie per i fan di Beetlejuice e di Tim Burton: il sequel, probabilmente, non si farà. È stato lo stesso Tim Burton - ora al cinema con la sua rivisitazione di Dumbo - a comunicarlo. Durante un'intervista con USA TODAY, infatti, al regista è stato chiesto se il progetto avesse fatto dei progressi, ma lui ha risposto: 

Niente, niente.

Gli è stato poi chiesto, senza mezzi termini, se il film si farà:

Advertisement

Non lo so, ma ne dubito.

Ad avvalorare le parole del regista ci ha pensato un portavoce di Warner Bros. che ha riferito - sempre a USA TODAY - che "il progetto non è in sviluppo attivo". Parole che, purtroppo, lasciano ben poche speranze.

Beetlejuice - uscito nell'ormai lontano 1988 - ha guadagnato 73,7 milioni di dollari al botteghino, a fronte di un budget di 15. Il film - ben accolto dalla critica e dai fan - è diventato, col tempo, un vero e proprio cult del cinema, grazie al suo ben riuscito mix di humour e gotico in pieno stile Burtoniano. Nel 2017, Mike Vukadinovich, fu incaricato da Warner Bros. di riscrivere il copione del sequel di Beetlejuice. Tuttavia, il progetto ha subito parecchie battute d'assesto. 

Advertisement

Nel cast di Beetlejuice - conosciuto in Italia come Beetlejuice - Spiritello porcello - troviamo Alec Baldwin, Geena Davis, Annie McEnroe, Maurice Page, Michael Keaton, Hugo Stanger, Rachel Mittelman, Catherine O'Hara, Jeffrey Jones, Winona Ryder, Glenn Shadix, Sylvia Sidney, Robert Goulet, Dick Cavett, Susan Kellerman, Adelle Lutz e Maree Cheatham.

Via CBR

Per non perdere nessuna notizia iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram a questo indirizzo https://t.me/nospoilerit.

Continua a scorrere per altri contenuti
Articolo 1 di 10

La depressione dei lavoratori Marvel per la Saga del Multiverso è più che giustificata

Leggi per scoprire le nuove rivelazioni, in merito al polverone che i dipendenti VFX hanno alzato contro Marvel Studios.
Autore: Francesca Musolino ,
La depressione dei lavoratori Marvel per la Saga del Multiverso è più che giustificata

Da oltre un decennio attraverso il Marvel Cinematic Universe, ci siamo appassionati nel vedere anche sullo schermo i supereroi di carta, che da sempre ci hanno regalato grandi emozioni con le loro storie a fumetti.
Tanti racconti diversi, su quelle che da semplici persone comuni, per svariati motivi da un giorno all'altro si sono ritrovate ad avere superpoteri e abilità particolari.
Ed ecco quindi che possiamo vedere Iron Man sfrecciare nel cielo con le sue armature, Thor mentre si teletrasporta da un mondo all'altro, Wanda che altera la realtà costruendo scenari immaginari e Wasp che si rimpicciolisce o ingrandisce ogni volta che una situazione lo richiede.
Ma affinché tutto questo sia possibile, dietro c'è un grande lavoro fatto da altri tipi di eroi: gli eroi invisibili.

Come spettatori, siamo da sempre abituati a ricevere il prodotto finito, giudicando solo ciò che vediamo sullo schermo.
Ma poche volte ci soffermiamo a domandarci quante persone, quante ore di lavoro, quanti sacrifici siano stati impiegati su ogni singolo pixel; perché un puzzle, per essere completo, ha bisogno di ogni suo pezzo al posto giusto.
Questa è una regola che vale in ogni ambiente e in ogni contesto. Ma purtroppo l'era del consumismo ci ha abituati a essere troppo superficiali; e con la scusante de "il cliente ha sempre ragione", valutiamo soltanto i contenuti finali, senza mai fare un percorso a ritroso per capire la storia che c'è dietro a quel contenuto. 
Ed è proprio sul binomio domanda-offerta che ruotano il mondo dell'economia e di tutti i settori annessi, incluso quello dell'intrattenimento. Perché è chiaro che se il consumatore non ottiene ciò che vuole, si rischia un flop; e di conseguenza, va sempre accontentato.

Sto cercando altri articoli per te...