Berlinale 2020: sospeso il Premio Alfred Bauer per legami col nazismo

Autore: Claudio Rugiero ,

In occasione della 70esima edizione (che si svolgerà dal 20 febbraio all'1 marzo 2020), il Festival Internazionale del Cinema di Berlino ha deciso di sospendere lo storico Premio Alfred Bauer. La decisione arriva in seguito ad alcune rivelazioni sull'uomo da cui prende il nome tale riconoscimento, annualmente assegnato a film che aprono nuove prospettive.

Gli organizzatori della Berlinale sono venuti a conoscenza delle rivelazioni mercoledì 29 gennaio dopo la pubblicazione di un articolo apparso sul settimanale tedesco Die Zeit. Quest'ultimo prova infatti l'esistenza di importanti legami che Alfred Bauer (che ha supervisionato il festival fino al 1976) ebbe con i vertici del regime nazista.

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Le ragioni di questa scelta vengono inoltre meglio chiarite sul sito ufficiale della Berlinale:

Nell'articolo di oggi sul settimanale Die Zeit vengono citate fonti che gettano una nuova luce sul ruolo di Alfred Bauer, primo direttore del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, nella politica cinematografica dei nazionalsocialisti. L'interpretazione di queste fonti suggerisce che egli avesse avuto posizioni significative durante l'era nazista. Alla luce di questi nuovi risultati, la Berlinale sospenderà il Premio Alfred Bauer con effetto immediato.

Confidiamo nella ricerca e nella sua pubblicazione su Die Zeit, e cogliamo inoltre l'occasione per iniziare uno studio più approfondito sulla storia del festival con il supporto di esperti esterni.

Il festival interrompe quindi un importante riconoscimento introdotto nel lontano 1987 (in seguito dalla morte di Bauer) e che ha visto nel 2019 il suo ultimo vincitore in Systemsprenger (System Crasher) di Nora Fingscheidt.

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Alfred Bauer

Giurista e storico del cinema, Alfred Bauer venne nominato direttore del Festival di Berlino nel 1951. Fu proprio in quello stesso anno che il festival venne fondato da Oscar Martay, un ufficiale cinematografico dell'esercito statunitense che riuscì convincere i militari americani a finanziare quella che sarebbe divenuta una delle più importanti manifestazioni dedicate alla settima arte.

Bauer era noto per essere stato al servizio del Reich Film Office del governo nazista negli anni '40 e per aver fornito consulenza al governo militare britannico su questioni cinematografiche dopo la fine della guerra.

La nuova indagine effettuata dal quotidiano tedesco Die Zeit ha però portato alla luce prove dell'esistenza di rapporti ben più profondi tra tra Bauer e il regime nazista. Autrice dell'articolo è Katja Nicodemus, nota critica cinematografica, che per l'occasione ha collaborato con il ricercatore Ulrich Hähnel. I due hanno scoperto alcuni documenti presso l'Archivio Federale Tedesco del Film che fornivano prove schiaccianti del passato nazista di Bauer. In un documento governativo scritto da un funzionario del partito nazista, Bauer viene descritto come "un avido uomo SA", riferito all'ala paramilitare Sturmabteilung (Storm Detachment) del partito nazista.

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Dopo il 1942, Bauer divenne un alto funzionario della direzione tedesca del Reich, che ricadde sotto il Ministero del Reich per la propaganda e l'illuminazione pubblica di Joseph Goebbels. Lì supervisionò le attività di produzione cinematografica del paese, incluso l'impiego di attori e registi, esercitando un notevole potere decisionale. Era infatti lui decidere chi era esonerato dal servizio militare e chi invece doveva essere mandato al fronte. Tuttavia, sembrerebbe che, a guerra finita, Bauer abbia sistematicamente offuscato le tracce del suo passato nazista. 

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