Bob Iger, CEO di Disney, e Jon Favreau rispondono alle critiche di Scorsese e Coppola

Autore: Pasquale Oliva ,

Il genere supereroistico non è certo una novità degli ultimi anni, il primo film con Superman (Superman and the Mole-Man) risale infatti al 1951, ma è con l'inizio del nuovo millennio che i cinecomic - ovvero lungometraggi basati su storie e personaggi prima solo su carta stampata - hanno trovato la loro vera dimensione. Ma nonostante l'amore che fan e critica dimostrano verso queste produzioni, mostri sacri del cinema come Martin Scorsese e Francis Ford Coppola non ne riconoscono il valore e, ultimamente, non perdono occasione per criticarle apertamente.

A dare il via alle polemiche è stato il regista di The Irishman, secondo cui i film Marvel non dovrebbero rientrare nella sacra categoria del 'cinema' e il Marvel Cinematic Universe non è altro che un enorme parco giochi a tema. Parole forti per un franchise che da dieci anni sbanca al botteghino e registra record (Avengers: Endgame). A sostegno di Scorsese è arrivato poi Francis Ford Coppola, che senza mezzi termini ha definito addirittura 'spregevoli' i cinecomic:

Advertisement

Martin è stato gentile a dire che non sono cinema. Non ha detto che sono spregevoli, cosa che invece dico io.

I commenti al vetriolo dei due registi non sono di certo passati inosservati, anzi hanno scatenato un acceso dibattito sui social network circa il rapporto tra cinecomic e settima arte. Alle stoccate di Scorsese prima e Coppola poi hanno fatto seguito le risposte di coloro che in un modo o nell'altro hanno contribuito al successo dei cinecomic, tra cui quelle più recenti di Bob Iger, attuale CEO di The Walt Disney Company, e Jon Favreau, regista di Iron Man (2008) e interprete di Happy Hogan nel MCU.

Durante l'ultima Tech Live Conference organizzata dal Wall Street Journal, Bob Iger ha difeso il Marvel Cinematic Universe sottolineando l'inadeguatezza della forte dichiarazione di Francis Ford Coppola:

Stimo molto Scorsese e Coppola, per i film che hanno realizzato e che tutti abbiamo guardato. Ma per quanto riguarda il commento di Francis, io utilizzerei la parola 'spregevole' per qualcuno che ha commesso un omicidio di massa. Qui parliamo di film.

A chi si sta rivolgendo? A Kevin Feige che guida i Marvel Studios, a Taika Waititi o Ryan Coogler che hanno diretto alcuni nostri film, o Scarlett Johansson o Chad Boseman? Potrei nominare tante altre persone, come Robert Downey Jr..

Non riesco a capire i motivi per cui ci stanno criticando. Realizziamo film che le persone amano vedere, ed è un dato di fatto. Forse sembro troppo sulla difensiva, ma a dire il vero non sento la necessità di difendere quello che stiamo facendo. Vogliamo raccontare al mondo grandi storie, ricche di valori.

Sono perplesso, ma se vogliono criticare, facciano pure. Le loro parole sono però davvero irrispettose verso coloro che lavorano duramente a questi film.

Dopo il CEO di The Walt Disney Company, che ha recentemente raccontato in che modo Spider-Man sia tornato nel Marvel Cinematic Universe, anche Jon Favreau ha detto la sua sugli aspri giudizi riservati ai cinecomic. L'attore e produttore statunitense ha scelto la strada della diplomazia (via Variety).

Advertisement

Scorsese e Coppola sono i miei eroi e si sono guadagnati il diritto di esprimere le loro opinioni. Non farei quello che faccio se loro non avessero tracciato la via. Sono stati una fonte d'ispirazione, fin dai tempi di 'Swingers' con i riferimenti a Marty, con cui ho lavorato. Per me, possono dire quello che vogliono.

Nonostante gli attacchi, il Marvel Cinematic Universe continua a viaggiare a gonfie vele. La Fase 4 è ormai alle porte e di questo nuovo atteso capitolo faranno parte anche numerose serie TV originali in arrivo su Disney+, nuova piattaforma di streaming della casa di Topolino presto anche in Italia.

Cosa ne pensate delle risposte di Bob Iger e Jon Favreau?

Per non perdere nessuna notizia iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram a questo indirizzo https://t.me/nospoilerit.

Advertisement
Continua a scorrere per altri contenuti
Articolo 1 di 4

Thor: Love and Thunder, recensione: tanto amore, poco tuono

Convince a metà Thor: Love and Thunder, che solo nella sua seconda parte trova un equilibrio tra comico e drammatico: la recensione.
Autore: Elisa Giudici ,
Thor: Love and Thunder, recensione: tanto amore, poco tuono

Thor: Love and Thunder è un film che parla d'amore. Davvero? Davvero. Posso quasi immaginare la smorfia d'orrore di alcuni di voi mentre leggono queste righe, perciò vi rassicuro subito: è anche (ma non soprattutto) un cinecomics ricco d'azione e ricolmo di gag e comicità in purissimo Waititi-style.

Tuttavia ci sono due motivi se nel titolo c'è quel "love" che precede il classico "thunder". Uno viene spiegato a fine film ed è piuttosto letterale, l'altro invece è una sorta di manifesto dei temi di questo film

Sto cercando altri articoli per te...