Booker Prize 2019: Margaret Atwood e Bernardine Evaristo dividono il premio

Autore: Simona Vitale ,

La scrittrice canadese Margaret Atwood e l'autrice britannica Bernardine Evaristo, in lizza per l'assegnazione del Booker Prize 2019, hanno diviso il primo posto dell'edizione di quest'anno dopo che la giuria, facendo un'eccezione al regolamento, si è rifiutata di nominare un solo vincitore per il prestigioso premio letterario.

Ricordiamo che il Booker Prize è un premio letterario che dal 1968 viene assegnato al miglior romanzo scritto in lingua inglese nel Regno Unito. L'importanza del premio si riflette normalmente in un maggior riconoscimento internazionale per i romanzi del vincitore (ma anche dei finalisti), assicurando quindi un'impennata al libro per quanto riguarda il numero delle vendite.

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Il presidente della giuria del Booker Prize, Peter Florence, ha affermato che i cinque giudici semplicemente non sono stati in grado di scegliere tra il thriller distopico della Atwood "I Testamenti" e il caleidoscopio di storie di donne nere, "Girl, Woman, Other", della Evaristo.

In parte ispirati dai manifestanti ambientalisti di Extinction Rebellion, che stavano protestando vicino alla sede della cerimonia di premiazione nel quartiere finanziario di Londra, Florence ha dichiarato che i giudici si sono rifiutati di scegliere quando è stato detto loro che effettivamente il regolamento vietava di scegliere più di un vincitore (regola imposta dopo l'ultimo pareggio del 1992).

Gaby Wood, direttore letterario della Booker Prize Foundation, ha affermato che gli amministratori del premio hanno ripetutamente detto ai giudici di non poter scegliere due vincitori, mentre le deliberazioni si sono trascinate per ben ben 5 ore. Alla fine, però, i giudici hanno avuto la meglio.

Ponte alle Grazie

romanzo I Testamenti
I Testamenti di Margaret Atwood

Florence ha affermato che entrambi i libri vincenti "affrontano il mondo di oggi e ci forniscono approfondimenti e creano personaggi che risuonano con noi". Entrambe le vincitrici hanno dichiarato di essere felici di condividere il premio.

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In particolare, la Atwood ha dichiarato:

Sarebbe stato abbastanza imbarazzante per una persona della mia età [79 anni, la scrittrice più anziana ad aver mai vinto il premio, n.d.R.] avere il palcoscenico tutto per me impedendo a una persona più giovane, in una fase diversa della sua carriera, di varcare questa porta.

La Evaristo ha, invece, affermato che vincere il Booker è stato qualcosa che "le è sembrato così irraggiungibile per decenni", mostrandosi molto felice di poter condividere il premio con una leggenda come Margaret Atwood.

Quest'ultima, che ha vinto il Booker Prize già nel 2000 per L'assassinio cieco, è stata la favorita dei bookmaker per vincere l'ambito trofeo per la seconda volta con il seguito de Il racconto dell'ancella. Come quel libro - diventato una serie TV di gran successo, The handmaid's tale - I Testamenti è ambientato a Gilead, una repubblica teocratica radicata negli Stati Uniti, dove le giovani donne sono costrette a dare alla luce bambini per uomini potenti.

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Bernardine Evaristo, che è di origini anglo-nigeriane, è la prima donna di colore a vincere il premio. "Spero che l'onore non duri troppo a lungo", ha detto in merito. Ha pubblicato in precedenza già sette libri ma è sicuramente meno conosciuta della Atwood.

Hamish Hamilton

Girl, Woman, Orher
Il romanzo Girl, Woman, Other di Bernardine Evaristo

Il premio, che spesso offre un forte impulso alle vendite dei libri del vincitore, è stato sponsorizzato per 18 anni dalla società di investimento Man Group ed era noto come Man Booker Prize. Quest'anno è tornato al suo nome originale, Booker Prize, con un nuovo sponsor: la Crankstart Foundation, fondata dal capitalista della Silicon Valley Michael Moritz e sua moglie, la scrittrice Harriet Heyman.

Via: USA Today

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