C'era una volta a... Hollywood: Tarantino non si piega alla Cina e non taglierà scene dal film

Autore: Francesco Ursino ,
Copertina di C'era una volta a... Hollywood: Tarantino non si piega alla Cina e non taglierà scene dal film

Sono giorni decisamente turbolenti per C’era una volta a… Hollywood, l’ultimo film di Quentin Tarantino. La pellicola, infatti, era destinata a debuttare sul mercato cinese il prossimo 25 ottobre, ma all’ultimo momento la situazione sembra essersi ribaltata.

Così come riporta The Hollywood Reporter, la proiezione del film è stata sospesa a tempo indeterminato. Il motivo? Dietro alla decisione delle autorità cinesi ci sarebbe l’azione di Shannon Lee, figlia di Bruce Lee, che avrebbe avanzato un reclamo formale. I contrasti tra la donna e Tarantino sono ormai cosa nota: non più di tre mesi fa, alla vigilia dell’uscita del film nelle sale americane, Shannon aveva criticato fortemente il regista americano, reo di aver proposto una rappresentazione inaccurata e poco rispettosa di Bruce Lee. Al coro di critiche si era aggiunto anche il campione di basket Kareem Abdul-Jabbar, amico di lunga data dell’artista marziale.

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Il motivo del contendere è costituito da una singola scena del film, dove Bruce Lee (interpretato da Mike Moh) e Cliff Booth (Brad Pitt) sono impegnati in una discussione particolarmente accesa. I toni si scaldano fino al punto che i due decidono di risolvere la faccenda con un bel combattimento. Secondo Shannon Lee, Bruce Lee non si sarebbe mai comportato nella maniera vista nel film. La figlia dell’artista marziale ha spiegato che Tarantino, così come il cinema occidentale in genere, “non avevano bisogno di trattare mio padre nel modo in cui la Hollywood bianca lo ha trattato quando era in vita.”

Tarantino al contrattacco: non verrà tagliata alcuna scena

Alla notizia della richiesta delle autorità cinesi di rivedere alcune sequenze di C’era una volta a… Hollywood è seguito un altro colpo di scena. Variety, infatti, ha confermato che Tarantino, in accordo con Sony, non avrebbe intenzione di tagliare alcuna scena dal film. Ciò significa che – almeno per il momento – la pellicola non arriverà in Cina. Almeno, non in forma legale.

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Sì perché il regista americano era già stato al centro di un caso simile con il suo film precedente, Django Unchained. La pellicola, infatti, fu ritirata dalle sale cinesi pochi minuti prima della sua uscita, nel 2012. L'opera subì numerosi tagli, e tornò nelle sale solo un mese dopo. Nel frattempo, però, le copie pirata del film, sottotitolate, erano già diventate facilmente accessibili. Così il film guadagnò solamente 2,6 milioni di dollari, a fronte di incassi globali per 425,4 milioni di dollari.

La storia potrebbe ripetersi anche con C’era Una volta a Hollywood, nonostante la presenza su scena di Leonardo DiCaprio, attore molto apprezzato in Cina. Vale la pena sottolineare che il film, attualmente, registra incassi per 366,8 milioni di dollari (a fronte di un budget di 90 milioni di dollari).

In un primo tempo, sembrava che Tarantino fosse orientato ad assecondare la volontà delle autorità di Pechino. Questo a causa della presenza del finanziatore Bona Film Group, gruppo cinese che ha investito somme ingenti nella pellicola del regista americano, e detiene i diritti di distribuzione sul territorio della nazione asiatica. Il CEO e il COO del gruppo, Yu Dong e Jeffrey Chan, figurano come produttori esecutivi del film.

Deadline sottolinea però un altro, interessante particolare. Secondo la fonte citata, il mancato arrivo del film in Cina costituisce un sacrificio economico limitato per Sony e le altre società coinvolte. Su ogni dollaro guadagnato, infatti, il ricavato destinato ai finanziatori sarebbe di soli 25 centesimi.

D’altra parte, non è la prima volta che la Cina si rende protagonista di azioni del genere. L’ultimo caso è di pochi giorni fa, con la notizia della censura di South Park a causa di un episodio giudicato controverso.

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