Call of Duty Black Ops 4, la recensione: lo sparatutto di Activision punta tutto sul multiplayer

Autore: Pasquale Oliva ,
Recensioni
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Copertina di Call of Duty Black Ops 4, la recensione: lo sparatutto di Activision punta tutto sul multiplayer

A partire dal grande esordio nel 2010 della serie Black Ops di Call of Duty, il team di sviluppo Treyarch e il publisher Activision hanno proposto titoli sparatutto dall’elevato tasso adrenalinico, una gradita novità rispetto a quelli forse più ragionati e tattici della concorrenza. Ma dopo tre giochi dall'indiscutibile successo iniziava ad aleggiare il pericoloso pensiero della "copia di sé stesso" e Treyarch, pur sacrificando qualcosa, ha deciso con Black Ops 4 di rivoluzionare la propria creatura, ispirandosi alla moda del momento (la modalità Battle Royale) e proponendo un multiplayer ricco e diversificato.

Call Of Duty: Black Ops 4 si presenta dunque all’esigente pubblico con novità che strizzano l’occhio alle tendenze dei giorni nostri (basta dare uno sguardo su Twitch per averne la conferma) e alle imminenti competizioni "esportive", ma è stato raggiunto l’obiettivo?

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Abbiamo provato il gioco in tutte le sue modalità grazie ad una copia stampa per PlayStation 4 che ci ha concesso Activision Italia e rispondiamo alla fatidica domanda con la nostra recensione.

Addio alla campagna in singolo

La campagna in single-player è il grande assente di Black Ops 4. Le proposte narrative dei precedenti tre capitoli non spiccavano certo per qualità, ma mettevano sul piatto divertimento, scene epiche, e quel senso di "esagerazione" tipico degli action-movie statunitensi che in giochi come questo non guastano di certo. La community, tuttavia, ha dimostrato negli anni sempre meno interesse verso questi contenuti e gli sviluppatori hanno deciso di dare ascolto a quei giocatori che in fin dei conti hanno contribuito al successo della serie.

Treyarch non ha però gettato la spugna e ha cercato di colmare il vuoto inserendo una serie di tutorial che raccontano brevemente la storia dei dieci specialisti e presentano le otto modalità multiplayer con le loro dinamiche. Un’aggiunta interessante, ma che non vale quanto una campagna in giocatore singolo.

Il multiplayer più ricco di sempre

Pensare che Black Ops 4 sia un gioco che è sceso a compromessi è totalmente errato. Treyarch ha infatti sacrificato il single-player in favore di una ricchissima modalità multigiocatore, che porta con sé novità anche per il sistema di gioco.

La casa californiana, basandosi anche in questo caso sul feedback degli utenti, ha rimosso doppi salti, corse sui muri e altri aspetti legati a quell'attrezzatura cyber-tecnologica di Black Ops 3 mai pienamente convincente. Si torna dunque alla filosofia "piedi per terra", che rinnova il lato strategico del gioco.

Restano invariati il time-to-kill, il metodo per richiamare le Score Streak e il sistema Pick Ten per l'equipaggiamento, ma lo stesso non si può dire delle cure, alle quali è stato ora assegnato un tasto apposito e non sono più automatiche.

I protagonisti dei frenetici scontri ad arma da fuoco sono i dieci specialisti, ognuno dei quali offre una mossa speciale diversa. Agli otto presentati nei titoli precedenti, come Ruin o Battery, si aggiungono le new entry Torque, che dispone sul campo barriere di filo spinato e barricate antiproiettile, e Crash, che può curare i compagni di squadra. E se alle abilità dei nuovi specialisti aggiungiamo anche la "nebbia di guerra" (che evidenzia in uno spazio ristretto sulla mini-mappa la presenza di nemici), si capisce quanto Treyarch spinga su gioco di squadra, comunicazione e tattica.

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Immagini promozionali di Torque e Crash per Call Of Duty Black Ops 4
Torque e Crash sono i due nuovi specialisti di Black Ops 4

Per rendere il pacchetto multiplayer più appetibile e interessante, sono state aggiunte due nuove modalità di gioco. Si tratta di Furto, dove le squadre devono rubare e difendere un borsone pieno di denaro, da utilizzare poi per migliorare in modo oculato il proprio equipaggiamento in-game, e di Controllo, che chiede ai giocatori di conquistare e difendere due zone della mappa, cercando allo stesso tempo di consumare le 25 vite del team nemico.

Le quattordici mappe di gioco presenti in Black Ops 4 sono di dimensioni abbastanza contenute e caratterizzate in modo da essere immediatamente riconoscibili. I fan di vecchia data apprezzeranno la presenza di quattro location classiche, a cui si aggiungerà poi la quinta, ovvero Nuketown. Per concludere, come per ogni altro gioco di genere, conoscere i singoli campi di battaglia è un fattore spesso determinante per ottenere la vittoria.

Blackout, la Battle Royale di Black Ops 4

Blackout è forse la novità più attesa di Black Ops 4, avendo catturato l’attenzione di fan e critica sin dai primi trailer rilasciati online. Quasi adeguandosi ai giochi più in voga in questo momento, Treyarch e Activision hanno proposto la modalità Battle Royale anche nel loro ultimo sparatutto.

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Lo scopo è semplice ed unico: dopo il lancio con paracadute su un’isola, 100 sfidanti devono contendersi la vittoria eliminando ogni singolo avversario. Attenzione però, si può contare solo sulle armi reperibili sulla mappa e bisogna considerare un nemico "esterno", ovvero una zona mortale che si stringe minuto dopo minuto.

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Per la natura stessa della modalità Blackout, non si respira la stessa frenesia degli scontri in multigiocatore e il team di sviluppo ha ben pensato di rendere il time-to-kill più generoso. La corsa ad armi e potenziamenti, la vastità della mappa e un comparto audio all’altezza (sentirete il sibilo di proiettili provenire da ogni dove) rendono questa una novità avvincente e divertente.

Treyarch ha già annunciato l'arrivo di contenuti aggiuntivi in futuro, confermando il progetto a lungo termine per Blackout, ma parlando del genere in sé, si poteva osare di più.

Zombie, zombie e ancora zombie!

Gli sviluppatori avevano promesso una zombie-mode ricchissima, con nuove meccaniche e dinamiche. Possiamo fin da subito dirvi che Treyarch ha mantenuto la promessa e ha rinnovato la modalità senza tuttavia snaturarla.

Le tre mappe proposte sono totalmente diverse tra loro e tutte con segreti che starà ai giocatori svelare. Abbiamo Voyage of Despair, che ci porta sulla sventurata RMS Titanic, IX ci catapulta invece in un’arena d’altri tempi e infine Blood of the Dead, un ritorno per la serie, che porta personaggi noti come Richtofen e Dempsey nel penitenziario di Alcatraz.

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Uno screen della modalità Zombies di Black Ops 4 nella mappa
Scarlett Rhodes e gli altri personaggi nell'arena della mappa

L’unico neo della modalità zombie potrebbe essere la ripetitività, ma il team di sviluppo ha studiato un sistema di progressione dei personaggi e di perks che consente ai giocatori di sperimentare combinazioni per l’equipaggiamento e tattiche sempre diverse.

La collaborazione tra gli impavidi ammazza-zombie è fondamentale per raggiungere l’obiettivo e risolvere gli enigmi, e l'azione è accompagnata dai dialoghi tra i personaggi davvero ben realizzati (ottimo il doppiaggio in italiano) e che in più di un’occasione strappano un sorriso in situazioni decisamente ostiche.

Il verdetto 

Call of Duty: Black Ops 4 punta tutto sul multiplayer e secondo noi è una scommessa vincente. Alcuni sentiranno la mancanza della campagna in singolo, ma l’opulenza delle novità introdotte per il comparto multigiocatore è più che considerevole.

La nuova modalità Blackout, pur non distinguendosi per innovazione, convince e garantisce centinaia di ore di gioco. Evidente tuttavia il compromesso per la gestione grafica della vasta mappa di gioco, con texture di qualità inferiore rispetto agli standard del multiplayer.

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Treyarch ed Activision hanno dato ascolto alla community di appassionati e il risultato è un titolo divertente e dinamico, ma anche frenetico (che non è sempre un male). Dopo gli esperimenti dei capitoli precedenti, il sistema di gioco è stato ritoccato nei punti giusti, con un gunplay efficace come pochi e sempre più sinonimo di garanzia.

Il quarto appuntamento con la serie di Black Ops non è perfetto, ma è vicino ad esserlo. Il suo compito lo svolge egregiamente, offrendo un'esperienza di gioco collaudata e con spunti notevoli. Activision Blizzard e Treyarch calano l'asso con un multiplayer in grado di soddisfare tutti, che porterà i giocatori a popolare i server del produttore statunitense per molto, molto tempo.

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