Certain Women, la recensione: storie di donne e di silenzi intrecciati

Autore: Alfonsina Merola ,

Kelly Reichardt dona una nuova vita a 3 brevi racconti di Maile Meloy: il mood del lungometraggio è obnubilato dallo scorrere quotidiano delle loro vite tranquille e composte di normalità. La regista gioca su una forma di comunicazione diversa, forse, molto più difficile e impegnativa da seguire.

I dialoghi sono quasi inesistenti e ridotti all'osso perché a parlare sono gli occhi delle protagoniste, i loro gesti e lo sfondo in cui si svolgono le azioni. All'inizio si fa fatica a capire dove voglia arrivare il lavoro. Andando avanti nella visione del film si finisce per capire che spesso un film può parlare, anche non dicendo, lasciando libero il pensiero dello spettatore.

Advertisement

Certain Women è come se fosse un ritratto di 4 donne realizzato a matita, in cui le zone marcate ed evidenziate maggiormente nel disegno sono gli occhi, spesso stanchi e l'intero viso che non vuol mostrare altro che la semplicità senza artifici.

Ci hanno spesso abituati a lavori cinematografici composti prevalentemente da colpi di scena ma Certain Women sfata questo mito e lo fa con grande maestria.

Lo scenario è il Montana ed è fatto di praterie, di grigio, di freddo e di giornate che si susseguono in un tempo lento e dilatato. 

Laura Dern durante una scena del film
Laura Dern è una delle protagoniste di Certain Women

La prima storia è quella Laura Wells (Laura Dern), un avvocata che cerca quotidianamente di rivendicare la sua professionalità e competenza di fronte a clienti come Fuller (Jared Harris). Lui non crede alle parole di Laura e vuole avere conferme da un avvocato che non sia una donna. Le parole di Laura, dette al suo cliente per 8 mesi, risultano essere le stesse del nuovo avvocato ma solo così Fuller le crederà.

Fuller è un uomo problematico ed è il cliente che dà a Laura più grattacapi tra tutti. Quest'uomo sta attraversando un periodo particolare dovuto anche alla situazione legale che sta affrontando.  

Laura ha anche una vita privata, non è sposata ed ha una relazione con un uomo sposato, che un giorno le telefona e la pianta in asso con molta semplicità e senza darle troppe spiegazioni.

Michelle Williams in una scena di Certain Women
Michelle Williams è una delle protagoniste del film

Advertisement

La seconda storia ha come protagonista Gina Lewis (Michelle Williams) una donna pacata, che ama la natura e lavora sodo per sé e per la sua famiglia. Il suo è un piccolo nucleo composto da lei, dal marito, che compare come un personaggio accessorio, e dalla figlia in piena fase adolescenziale.

Advertisement

Gina sta costruendo una nuova casa e per poterla completare ha bisogno di pietra arenaria che ha adocchiato nelle terre di un vecchio signore e che ne possiede un bel po'. La donna sembra essere quasi ossessionata da queste pietre, vuole che siano sue ma per poter ottenere ciò ha bisogno della presenza e dell'aiuto del marito. Senza la fantomatica presenza maschile, Gina potrebbe non ottenere ciò che desidera. Una volta che i coniugi si trovano di fronte all'anziano signore, questi guarda e si interfaccia esclusivamente con il marito di Gina che per assurdo è il meno interessato a quelle pietre e all'intera faccenda. 

Queste due storie seppur apparentemente diverse sembrano voler comunicare la stessa cosa allo spettatore: le quotidiane difficoltà cui è costretta a subire una donna e la naturale rassegnazione che ne consegue da un atteggiamento che viene perpetuato nel tempo e silenziosamente.

La terza storia invece è differente e tenera.

Kristen Stewart durante una scena di Certain Women
Kristen Stewart è una delle protagoniste del film

Beth Travis (Kristen Stewart) è un'avvocata che ogni settimana tiene un corso serale per gli adulti, le serve per sbarcare il lunario. A questo corso si trova una sera per caso Jamie (Lily Gladstone), una donna silenziosa e solitaria che ha uno sguardo tenero e buono. 

Advertisement

Jamie è incuriosita da questa insegnante e così diventa un'abitudine quella di accompagnare Beth a mangiare un boccone post corso.

Le due donne sono molte diverse: Beth ha il viso stanco, si affanna per il lavoro, ha una vita programmata e sembra quasi che la giornata non le basti mai. Jamie è una ragazzotta con il viso paffuto e sereno, è molto taciturna e le piace ascoltare ciò che ha da dire Beth. Jamie porta avanti da sola un ranch ed ha il classico portamento maschile, ama la genuinità della vita e dei suoi cavalli.

Una sera ai corsi si presenta un nuovo insegnante, Jamie dispiaciuta di non poter vedere più la sua amica va a cercare Beth.

La scena di quando le due si guardano è piena del senso che vuole avere tutta la pellicola. Sono gli occhi che parlano in quei pochi attimi e le pause che intercorrono tra parole distratte.

Jamie cerca di dire a Beth qualcosa in più di quello che la sua bocca sta proferendo.

Beth lo avrà capito ugualmente? Cosa le risponderà? Come andrà finire? Per scoprirlo bisognerà attendere l'uscita del film nelle sale italiane che non è ancora stata definita mentre la pellicola è stata proiettata nei cinema USA lo scorso 14 ottobre.

Certain Women ha vinto il London Film Festival come Miglior Film.

Per non perdere nessuna notizia iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram a questo indirizzo https://t.me/nospoilerit.

Continua a scorrere per altri contenuti
Articolo 1 di 10

La depressione dei lavoratori Marvel per la Saga del Multiverso è più che giustificata

Leggi per scoprire le nuove rivelazioni, in merito al polverone che i dipendenti VFX hanno alzato contro Marvel Studios.
Autore: Francesca Musolino ,
La depressione dei lavoratori Marvel per la Saga del Multiverso è più che giustificata

Da oltre un decennio attraverso il Marvel Cinematic Universe, ci siamo appassionati nel vedere anche sullo schermo i supereroi di carta, che da sempre ci hanno regalato grandi emozioni con le loro storie a fumetti.
Tanti racconti diversi, su quelle che da semplici persone comuni, per svariati motivi da un giorno all'altro si sono ritrovate ad avere superpoteri e abilità particolari.
Ed ecco quindi che possiamo vedere Iron Man sfrecciare nel cielo con le sue armature, Thor mentre si teletrasporta da un mondo all'altro, Wanda che altera la realtà costruendo scenari immaginari e Wasp che si rimpicciolisce o ingrandisce ogni volta che una situazione lo richiede.
Ma affinché tutto questo sia possibile, dietro c'è un grande lavoro fatto da altri tipi di eroi: gli eroi invisibili.

Come spettatori, siamo da sempre abituati a ricevere il prodotto finito, giudicando solo ciò che vediamo sullo schermo.
Ma poche volte ci soffermiamo a domandarci quante persone, quante ore di lavoro, quanti sacrifici siano stati impiegati su ogni singolo pixel; perché un puzzle, per essere completo, ha bisogno di ogni suo pezzo al posto giusto.
Questa è una regola che vale in ogni ambiente e in ogni contesto. Ma purtroppo l'era del consumismo ci ha abituati a essere troppo superficiali; e con la scusante de "il cliente ha sempre ragione", valutiamo soltanto i contenuti finali, senza mai fare un percorso a ritroso per capire la storia che c'è dietro a quel contenuto. 
Ed è proprio sul binomio domanda-offerta che ruotano il mondo dell'economia e di tutti i settori annessi, incluso quello dell'intrattenimento. Perché è chiaro che se il consumatore non ottiene ciò che vuole, si rischia un flop; e di conseguenza, va sempre accontentato.

Sto cercando altri articoli per te...