Cina: create scimmie transgeniche per comprendere l'evoluzione umana

Autore: Danilo Abate ,

Un team di ricercatori cinesi, impegnato in esperimenti genetici sui primati e, nello specifico, sul macaco rhesus, sta cercando di risalire ai motivi profondi che hanno spinto gli uomini a evolversi rispetto alle scimmie, a imparare dunque a camminare eretti, parlare e abbandonare la vita sugli alberi.

Stando a quanto riportato sulla rivista di scienza e tecnologia National Science Review, la squadra del genetista Bing Su dell’Istituto di Zoologia di Kunming pare sia riuscita nell’impresa di creare 5 macachi rhesus dotati una memoria a breve termine più simile a quella umana.

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Ovviamente, la comunità scientifica ha etichettato gli esperimenti di Bing Su e compagni come inutili oltre che eticamente discutibili.

Fatto sta che non è la prima volta che l’uomo si interroga su ciò che riesce a differenziarci dalle altre specie viventi e, soprattutto, non è la prima volta che entrano in gioco progetti di ricerca che coinvolgono le scimmie. Una scelta comprensibile, considerando che condividiamo circa il 98% dei nostri geni con questi meravigliosi animali.

Fra i geni principalmente coinvolti nello studio vi è quello della microcefalina, gene espresso durante lo sviluppo cerebrale nel feto, dalla cui mutazione nascono bambini affetti da microcefalia, condizione in cui il soggetto presenta una testa di dimensioni ridotte.

Ma come sono riusciti gli scienziati cinesi a dar vita a delle scimmie transgeniche?

Mediante il trattamento di ben 11 embrioni di macaco rhesus con un vettore virale, che consente il trasferimento di materiale genetico grazie alle abilità dei virus di insinuarsi nelle cellule dell’organismo ospite. In tal modo, gli addetti ai lavori sono riusciti a impiantare con successo (cioè con la sopravvivenza degli animali geneticamente modificati) il gene umano microcefalina in 5 esemplari.

Per sondare gli effetti dell’innesto genetico, gli scienziati hanno verificato la quantità di materia bianca nel cervello dei macachi modificati, visionando immagini ottenute tramite tomografia a risonanza magnetica. Le scimmie transgeniche sono state successivamente sottoposte a test per verificarne le abilità cognitive.

Per quanto riguarda i risultati ottenuti, gli esemplari modificati hanno mostrato uno sviluppo del cervello meno veloce rispetto alle scimmie di controllo. Tale lentezza nello sviluppo dell’encefalo rispetto agli altri primati avvicina così di più all’uomo le scimmie manipolate geneticamente, essendo anche la razza umana caratterizzata da un accrescimento cerebrale più lento se confrontato con quello dei primati.

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Inoltre gli esemplari transgenici hanno ottenuto risultati migliori nei test di memoria a breve termine per quanto concerne il riconoscimento di immagini e colori.

Le dimensioni cerebrali però non hanno mostrato differenze significative se paragonate a quelle delle scimmie di controllo.

Bing Su però si dice fiducioso su ciò che potrebbe portare in seguito il proseguimento di ricerche similari applicate anche ad altri geni:

Si tratta del primo tentativo di comprensione profonda dell’evoluzione delle caratteristiche cognitive umane mediante l’uso di modelli di primati transgenici. Pensiamo di applicare in futuro le metodiche di questa ricerca anche per analizzare gli effetti di altri geni.

Come già anticipatovi però, degli studi del genere hanno inevitabilmente sollevato grosse polemiche e perplessità, soprattutto dal punto di vista etico, come evidenziato con forza da Martin Styner, uno dei ricercatori dello studio che è in procinto di chiedere addirittura la rimozione dall’elenco dei collaboratori:

Molti aspetti di questa ricerca non sono accettabili negli Stati Uniti. Si solleverebbero grossi interrogativi sull’eticità del tipo di ricerca e sul trattamento riservato agli animali nel corso degli esperimenti.

Qualcun altro pensa invece che la ricerca, oltre a essere discutibile eticamente parlando, sia in realtà anche inutile, perché fare esperimenti sui primati è troppo costoso per poter contare sui grandi numeri necessari a validare i risultati degli esperimenti stessi (soli cinque esemplari con risultati significativi sono davvero pochi per avanzare qualsiasi ipotesi concreta).

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James Sikela, genetista dell’Università del Colorado, parla di animali troppo simili a noi per poter decidere il loro destino e manipolarli in questo modo:

Scimpanzé e macachi rhesus sono dotati di un’intelligenza troppo simile a quella umana per poterci ‘giocare’ senza sollevare grossi problemi etici.

E voi che ne pensate? Credete che un giorno potrà nascere la prima scimmia così intelligente da poter essere in grado di parlare proprio come noi?

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