Coronavirus: in Cina limitato l'accesso alle discussioni su Chernobyl, dopo le proteste sui social

Autore: Silvia Artana ,
Copertina di Coronavirus: in Cina limitato l'accesso alle discussioni su Chernobyl, dopo le proteste sui social

La serie TV Chernobyl è stata un grande successo della scorsa stagione. Ma non ha raccolto solo consensi. La produzione HBO è stata fortemente criticata dalla Russia per la sua ricostruzione degli eventi. E adesso è entrata in rotta di collisione con la Cina, che ha limitato l'accesso a un gruppo di discussione sullo show ospitato dal sito Douban.

Ma cosa hanno da spartire il disastro del 1986 e il paese più popoloso al mondo? Come spiegano Quartz e Insider, la ragione dello scontro è l'epidemia di coronavirus.

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Tutto ha avuto inizio quando alcuni partecipanti del gruppo di discussione su Douban hanno incominciato a paragonare l'operato del governo dell'Unione Sovietica e di quello della Cina per non fare circolare notizie sull'incidente nucleare in Ucraina e sull'epidemia di coronavirus.

Un utente ha dichiarato senza mezzi termini che i due episodi presentano molti elementi di contatto:

Wuhan e Chernobyl, quanto si assomigliano! E quanto è triste.

E un altro ha osservato con amarezza che, nel caso di simili eventi, la vera arma di difesa non è la tecnologia, ma una comunicazione completa e corretta:

Spero che il popolo cinese possa imparare qualcosa dalla serie. Le cose che possono proteggerci non sono armi nucleari, portaerei o mezzi in grado di atterrare sulla luna. Le cose che ci proteggono sono la libertà di informazione e l'indipendenza della stampa e della giustizia.

Un altro ancora ha dichiarato che la prima volta che ha visto Chernobyl l'ha trovata "stupida e deprimente". Ma alla luce degli ultimi eventi, si è reso conto che la serie non è una esagerazione:

I miei colleghi di Wuhan mi hanno detto che il suono delle sirene delle ambulanze non si ferma mai. Viene fuori che siamo noi la vera Chernobyl...

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I commenti e le critiche sono continuati fino a che il gruppo di discussione è stato parzialmente oscurato. Mentre prima era a libero accesso, adesso possono visualizzarlo e scrivere post solo gli utenti registrati. Tuttavia, non è chiaro se la decisione sia stata presa dagli amministratori di Douban o se sia stata imposta dall'alto.

Di certo, la censura è un problema con cui Weibo (l'equivalente cinese di Twitter) si misura da sempre. Anche sulla piattaforma sono comparsi commenti legati alla serie HBO e qualcuno è riuscito a passare tra le maglie del rigoroso controllo delle autorità: 

L'epidemia di coronavirus assomiglia in tutto e per tutto all'incidente di Chernobyl, ma con il governo di Wuhan che fa ancora più sforzi rispetto all'Unione Sovietica per non fare circolare informazioni. Alla fine, i funzionari coinvolti pagheranno un caro prezzo per avere nascosto la verità così a lungo.

Le (dure) critiche della popolazione cinese hanno iniziato ad arrivare sui social dopo che il sindaco di Wuhan, Zhou Xia, ha ammesso in un'intervista di "non avere divulgato in maniera tempestiva" le informazioni sull'epidemia di coronavirus. A fare montare l'indignazione dell'opinione pubblica è stata anche la notizia che, nei primi e cruciali giorni di diffusione del virus, il governo avrebbe arrestato cittadini e giornalisti con l'accusa di fare informazione online.

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Secondo l'ultimo aggiornamento, i casi confermati di coronavirus sono 5.974 (contro i 5.327 della Sars registrati in 9 mesi nel 2003) e i decessi sono saliti a 132. Al di fuori della Cina, episodi di contagio si sono verificati in 12 paesi, tra cui Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone e Stati Uniti.

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