Diabolik 2, c'è Monica Bellucci nel primo trailer [VIDEO]

Autore: Mauro G. Pozzuoli ,
Copertina di Diabolik 2, c'è Monica Bellucci nel primo trailer [VIDEO]

È finalmente disponibile il primo teaser trailer del sequel di Diabolik, che è intitolato Diabolik - Ginko all'attacco! Potete vederlo qui sotto:

 


Un video molto elegante, dove possiamo ammirare dettagli celebri della serie a fumetti, come il coltello del ladro protagonista e la pipa del commissario Ginko. Con una colonna sonora particolarmente enfatica, in video compaiono a caratteri cubitali i nomi di due degli attori che erano anche nel primo film: Miriam Leone (Eva Kant) e Valerio Mastrandrea (Ginko). Segue il nome di Giacomo Gianniotti, l'interprete che in questo secondo capitolo è chiamato a sostituire Luca Marinelli nella parte dell'affascinante Diabolik. Si può vedere il suo volto con la maschera e un primo piano dello sguardo, veramente intenso.

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Viene presentata anche una donna con cappello e impermeabile bianco, che tiene il bavero rialzato in modo da nascondere parzialmente il viso. Si tratta della celebre Monica Bellucci, superstar internazionale molto famosa sia in Francia, sia a Hollywood. Tra i suoi film più famosi possiamo citare Malena, Matrix Reloaded, Irréversible, e anche un piccolo film che in Italia è diventato una specie di cult movie: I mitici - Colpo gobbo a Milano. 

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A mio parere, Gianniotti risulta molto bene in questo video, ed è un elemento fondamentale per la riuscita del film dato che gli occhi penetranti di Diabolik sono uno degli elementi più caratteristici del fumetto e del suo immaginario visivo. Inoltre, la presenza di Bellucci porta un elemento di fascino al film. Il suo ruolo è quello di Altea, donna molto elegante, intelligente e fiera, che nei fumetti è la compagna di Ginko.

La testata Diabolik ha esordito nel 1962 nelle edicole italiane e le creatrici sono due sorelle milanesi, Angela e Luciana Giussani, ora scomparse. Lo spietato criminale è probabilmente la più celebre creazione di un team femminile nel fumetto italiano. Dalle sue avventure sono stati tratti due film omonimi, il primo nel 1968 di Mario Bava (che non ebbe grande successo nel nostro paese) e il secondo, diretto nel 2021 dai Manetti Bros., che ha avuto critiche sia positive che negative (la nostra è negativa, potete leggerla nell'articolo Diabolik, che delusione: perché il film dei Manetti Bros fa cilecca).
Il sequel, Diabolik - Ginko all'attacco! è diretto di nuovo dai due fratelli Manetti e uscirà nei cinema il 17 novembre 2022.

 

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Diabolik, che delusione: perché il film dei Manetti Bros fa cilecca

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Autore: Elisa Giudici ,
Diabolik, che delusione: perché il film dei Manetti Bros fa cilecca

Alle volte le prime impressioni - arbitrarie, irrazionali, istintive - sono quelle che fanno centro. Lo prova l'adattamento cinematografico di Diabolik firmato dai Manetti Bros, il cui problema principale sono proprio i due registi e sceneggiatori. Così come sospettato da molti, sin dall'annuncio del progetto di riportare il Re del Terrore sul grande schermo dopo il primo, psichedelico, a suo modo cult tentativo diretto da Mario Bava nel 1968. Non che i Manetti non ci mettano impegno, passione, caparbia, anzi: la vera tragedia di questo film è che fatto col sudore e col cuore. Basta qualche sequenza della pellicola per capire come siano stati in passato avidi lettori degli albi dedicati al personaggio delle sorelle Giussani, come ne ammirino in particolare il genere specifico a cui appartengono le sue violente e amorali storie, oltre al linguaggio fumettistico in cui sono codificate. 

Il sospetto confermato da questo film è che i Manetti siano completamente avulsi dalla sensibilità necessaria per far funzionare un progetto come questo. La sensibilità che due sorelle borghesi e altolocate come le Giussani hanno infuso in un personaggio e una storia algidi e talvolta luciferini, ma circondati da un contesto borghese, nobiliare e danaroso. I Manetti funzionano particolarmente bene nelle borgate (vedi Song'e Napule e Ammore e malavita) e hanno il merito di aver creduto e perpetrato il cinema di genere in Italia quando quest'ultimo era divenuto una sorta di tabù culturale quasi infamante. Con alle spalle decine di videoclip musicali, hanno saputo creare un piccolo cult della TV italiana come L'ispettore Coliandro. Tanto quel progetto poliziesco con la sua ironia e l'approccio scanzonato del suo protagonista esalta perfettamente la sensibilità e lo stile dei due registi, tanto Diabolik li fa apparire come pesci fuor d'acqua

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