Diabolik: dal set di Bologna le prime foto di Eva Kant e Ginko!

Autore: Silvia Artana ,
Copertina di Diabolik: dal set di Bologna le prime foto di Eva Kant e Ginko!

Era l'1 novembre 1962 quando il Re del Terrore faceva la sua comparsa nelle edicole italiane. Da allora sono passati quasi 60 anni e, dopo l'adattamento di Mario Bava del 1968 (oltre a una serie animata, un documentario e diverse parodie), Diabolik si prepara a tornare sul grande schermo a opera dei Manetti Bros.

L'appuntamento al cinema è per il 2020. Ma gli appassionati non dovranno aspettare tanto per vedere in carne e ossa il loro beniamino (e i suoi compagni d'avventura). Con l'inizio delle riprese lo scorso 30 settembre, hanno iniziato a circolare alcune immagini del film e dal set di Bologna sono arrivate le prime foto con Eva Kant e Ginko!

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Nei panni dell'affascinante amante di Diabolik c'è Miriam Leone (diventata bionda per l'occasione), che è stata catturata in uno scatto che la ritrae con il celebre (immancabile) chignon. Invece, l'eterno rivale del Re del Terrore è interpretato da Valerio Mastandrea, immortalato con la pipa di ordinanza:

Insieme ai due c'è anche un'altra indiscussa protagonista delle storie create dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, ovvero la Jaguar E-Type coupé nera del 1961, diventata per tutti la "Jaguar di Diabolik".

La leggendaria auto è stata fotografata parcheggiata per le vie della città delle due torri. Ma è anche stata immortalata mentre sfreccia a tutto gas, presumibilmente in fuga dalle volanti della polizia (rigorosamente d'epoca, come è possibile vedere in un altro scatto):

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Nelle immagini dal set ce n'è anche una che fa riferimento alla storica ambientazione del fumetto, lo stato immaginario di Clerville (dopo che, nei primi numeri, le vicende del Re del Terrore sono state ambientate a Marsiglia).

Invece, manca all'appello proprio Diabolik, che nell'adattamento dei Manetti Bros. ha il volto (ma soprattutto gli occhi di ghiaccio) di Luca Marinelli. Per il momento, i fan si devono accontentare di... una mano che regge un pugnale nella prima immagine ufficiale del film:

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01 Distribution

Diabolik: prima immagine ufficiale
Diabolik regge un pugnale nella prima immagine ufficiale del film dei Manetti Bros.

Allo stato attuale dell'opera, le notizie sulla trama sono risicate. Quello che si sa grazie alla (brevissima) sinossi condivisa dalla produzione è che racconterà "la storia oscuramente romantica dell’incontro tra Diabolik ed Eva".

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Una indicazione che ha spinto i lettori del fumetto a supporre che la pellicola possa ripercorrere gli eventi dell'albo numero 3, L'arresto di Diabolik. Nelle tavole, il Re del Terrore cerca di rubare un prezioso diamante rosa in possesso di Eva. La donna lo scopre e, anziché ucciderlo, se ne innamora. Quando il ladro viene arrestato, è proprio lei a salvarlo dalla ghigliottina.

Insieme ai tre protagonisti, del cast fanno parte anche Alessandro Roia, Serena Rossi e Claudia Gerini e le location prevedono, oltre a Bologna, anche Courmayeur, Milano e Trieste.

La sceneggiatura porta la firma dei Manetti Bros., di Michelangelo La Neve (Ammore e malavita) e di Mario Gomboli, direttore responsabile ed editore di Diabolik per Astorina. A produrre il film sono Mompracem con Rai Cinema, Carlo Macchitella e i Manetti Bros. Invece, la distribuzione è di 01 Distribution.

Riuscirà il progetto a convincere gli appassionati del fumetto e a conquistare una nuova generazione di fan? Le premesse ci sono tutte, ma (come sempre) la risposta arriverà solo quando il film uscirà in sala. Intanto, restate sintonizzati per non perdervi nessuna novità.

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Diabolik, che delusione: perché il film dei Manetti Bros fa cilecca

Terrore, tensione e ritmo mancano del tutto dal tentativo di riportare in auge Diabolik al cinema scritto e diretto dai Manetti Bros. Persino la stella di Luca Marinelli ne esce un po' appannata. La recensione del deludente Diabolik.
Autore: Elisa Giudici ,
Diabolik, che delusione: perché il film dei Manetti Bros fa cilecca

Alle volte le prime impressioni - arbitrarie, irrazionali, istintive - sono quelle che fanno centro. Lo prova l'adattamento cinematografico di Diabolik firmato dai Manetti Bros, il cui problema principale sono proprio i due registi e sceneggiatori. Così come sospettato da molti, sin dall'annuncio del progetto di riportare il Re del Terrore sul grande schermo dopo il primo, psichedelico, a suo modo cult tentativo diretto da Mario Bava nel 1968. Non che i Manetti non ci mettano impegno, passione, caparbia, anzi: la vera tragedia di questo film è che fatto col sudore e col cuore. Basta qualche sequenza della pellicola per capire come siano stati in passato avidi lettori degli albi dedicati al personaggio delle sorelle Giussani, come ne ammirino in particolare il genere specifico a cui appartengono le sue violente e amorali storie, oltre al linguaggio fumettistico in cui sono codificate. 

Il sospetto confermato da questo film è che i Manetti siano completamente avulsi dalla sensibilità necessaria per far funzionare un progetto come questo. La sensibilità che due sorelle borghesi e altolocate come le Giussani hanno infuso in un personaggio e una storia algidi e talvolta luciferini, ma circondati da un contesto borghese, nobiliare e danaroso. I Manetti funzionano particolarmente bene nelle borgate (vedi Song'e Napule e Ammore e malavita) e hanno il merito di aver creduto e perpetrato il cinema di genere in Italia quando quest'ultimo era divenuto una sorta di tabù culturale quasi infamante. Con alle spalle decine di videoclip musicali, hanno saputo creare un piccolo cult della TV italiana come L'ispettore Coliandro. Tanto quel progetto poliziesco con la sua ironia e l'approccio scanzonato del suo protagonista esalta perfettamente la sensibilità e lo stile dei due registi, tanto Diabolik li fa apparire come pesci fuor d'acqua

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