Diabolik arriva al cinema il 31 dicembre: Luca Marinelli nel primo teaser poster

Autore: Biagio Petronaci ,
Copertina di Diabolik arriva al cinema il 31 dicembre: Luca Marinelli nel primo teaser poster

Diabolik, l’adattamento cinematografico del mitico personaggio dei fumetti, arriverà al cinema a partire dal 31 dicembre 2020. Ad annunciarlo è stata 01 Distribution, la casa di distribuzione cinematografica legata a Rai Cinema, che ha anche diffuso il primo poster.

L’immagine ufficiale mostra una strada buia, il protagonista cha sbuca da un tombino e in alto il titolo della pellicola, con lo stile utilizzato largamente nei fumetti. Questo coraggioso lungometraggio è diretto da Marco e Antonio Manetti, che nel 2018 vinsero un David di Donatello per il film #Ammore e malavita. Il protagonista è il personaggio creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani, che è oggi un simbolo dei fumetti italiani.

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01 Distribution

Diabolik: il primo teaser trailer

Il cast e la data d’uscita di Diabolik

A interpretare il Re del Terrore troviamo Luca Marinelli, celebre attore recentemente apparso in #Martin Eden (di Pietro Marcello) e Fabrizio De André - Principe libero (di Luca Facchini).

01 Distribution

Una scena tratta da Martin Eden

Nei panni dell’affascinante Eva Kent c’è Miriam Leone, vincitrice della 69ª edizione del concorso di bellezza Miss Italia e oggi un volto del cinema e della televisione (è apparsa nello show #1994, di Giuseppe Gagliardi).

Adler Entertainment

Una scena de L'Amore a domicilio

Valerio Mastandrea, apprezzato per i ruoli in #Figli (di Giuseppe Bonito) e in #Perfetti Sconosciuti (di Paolo Genovese), presterà il volto all’Ispettore Ginko. Gli altri membri del cast sono Alessandro Roia, Serena Rossi e Claudia Gerini. 

Il film #Diabolik, una produzione Mompracem con Rai Cinema, è prodotto da Carlo Macchitella e dai Manetti bros., in collaborazione con Astorina e con il contributo di Emilia-Romagna Film Commission, Friuli Venezia Giulia Film Commission e Film Commission Vallee D’Aoste.

Questa attesa pellicola, che segue le avventure del ladro Diabolik e di Eva Kant, la sua fidanzata e complice, arriverà sul grande schermo il 31 dicembre 2020.  

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Diabolik Diabolik Clerville, anni '60. Diabolik, un ladro privo di scrupoli la cui vera identità è sconosciuta, ha inferto un altro colpo alla polizia, sfuggendo con la sua nera Jaguar E-type. Nel ... Apri scheda

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Diabolik, che delusione: perché il film dei Manetti Bros fa cilecca

Terrore, tensione e ritmo mancano del tutto dal tentativo di riportare in auge Diabolik al cinema scritto e diretto dai Manetti Bros. Persino la stella di Luca Marinelli ne esce un po' appannata. La recensione del deludente Diabolik.
Autore: Elisa Giudici ,
Diabolik, che delusione: perché il film dei Manetti Bros fa cilecca

Alle volte le prime impressioni - arbitrarie, irrazionali, istintive - sono quelle che fanno centro. Lo prova l'adattamento cinematografico di Diabolik firmato dai Manetti Bros, il cui problema principale sono proprio i due registi e sceneggiatori. Così come sospettato da molti, sin dall'annuncio del progetto di riportare il Re del Terrore sul grande schermo dopo il primo, psichedelico, a suo modo cult tentativo diretto da Mario Bava nel 1968. Non che i Manetti non ci mettano impegno, passione, caparbia, anzi: la vera tragedia di questo film è che fatto col sudore e col cuore. Basta qualche sequenza della pellicola per capire come siano stati in passato avidi lettori degli albi dedicati al personaggio delle sorelle Giussani, come ne ammirino in particolare il genere specifico a cui appartengono le sue violente e amorali storie, oltre al linguaggio fumettistico in cui sono codificate. 

Il sospetto confermato da questo film è che i Manetti siano completamente avulsi dalla sensibilità necessaria per far funzionare un progetto come questo. La sensibilità che due sorelle borghesi e altolocate come le Giussani hanno infuso in un personaggio e una storia algidi e talvolta luciferini, ma circondati da un contesto borghese, nobiliare e danaroso. I Manetti funzionano particolarmente bene nelle borgate (vedi Song'e Napule e Ammore e malavita) e hanno il merito di aver creduto e perpetrato il cinema di genere in Italia quando quest'ultimo era divenuto una sorta di tabù culturale quasi infamante. Con alle spalle decine di videoclip musicali, hanno saputo creare un piccolo cult della TV italiana come L'ispettore Coliandro. Tanto quel progetto poliziesco con la sua ironia e l'approccio scanzonato del suo protagonista esalta perfettamente la sensibilità e lo stile dei due registi, tanto Diabolik li fa apparire come pesci fuor d'acqua

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