Elizabeth Olsen non sapeva del Multiverso quando iniziò a girare WandaVision

Autore: Laura Silvestri ,
Disney+
2' 56''
Copertina di Elizabeth Olsen non sapeva del Multiverso quando iniziò a girare WandaVision

È passata ormai una settimana dall'ultimo episodio di WandaVision The Series Finale, e non sono in pochi i fan che ci sono rimasti male nello scoprire che quello interpretato da Evan Peters non fosse davvero il Pietro Maximoff/Quicksilver visto anche nei film degli X-Men, ma tutt'altro personaggio (tale Ralph Bohner, ovvero, nessun eroe dei fumetti).

Questa rivelazione ha lasciato l'amaro in bocca soprattutto a coloro che credevano - data l'acquisizione della FOX e tutte le sue proprietà Marvel da parte di Disney, e in vista di una più grande esplorazione del Multiverso nel futuro del MCU - che WandaVision sarebbe potuto essere il punto di avvio perfetto per un'integrazione dei due universi cinematografici e televisivi. E quale occasione migliore dell'introduzione del Quicksilver di Peters per farlo?

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Purtroppo però, non era questo il caso, come ha spiegato la showrunner e ideatrice della serie di Disney+ Jac Schaeffer ai microfoni di Variety

Ingenuamente, non mi aspettavo che il pubblico si lasciasse trasportare così tanto [e arrivasse a pensare queste cose]. [...] Non avrei potuto anticipare... Non lo so, forse Mary Livanos (produttrice esecutiva) e Kevin Feige (CCO e Presidente dei Marvel Studios) avranno pensato 'Sì, è così ogni volta'. Ma io pensavo solo 'Wow, queste teorie sono folli!'

La stessa Elizabeth Olsen, dopotutto, ha ammesso di non aver proprio pensato al Multiverso e alla moltitudine di personaggi ed eventi che il pubblico si aspettasse di vedere nella serie, come ha raccontato anche lei in sede della stessa intervista.

Sapevo che ci fossero delle teorie che avevano a che fare con il desiderio del pubblico di vedere più camei a sorpresa. Ma non ero davvero consapevole di ciò che dicevano, così ho iniziato a rendermene conto man mano. Paul disse qualcosa riguardo a un grande cameo, quando invece stava parlando di una scena in cui recitava con se stesso. So che lui credeva fosse una battuta divertente, anche io lo credevo. Ma poi mi è sembrato evidente che gli spettatori avrebbero potuto pensare che ci fosse dell'altro [quando in realtà non c'era].

Addirittura, continua l'attrice che ritroveremo anche nel film di Sam Raimi Doctor Strange in the Multiverse of Madness, è stato solo quando si è approcciata al sequel di Doctor Strange che si è resa conto di quanto ampio fosse il discorso.

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Non sapevo del Multiverso quando stavamo girando WandaVision. Quindi non avrei pensato che fosse ciò che stava accadendo nella serie. Ho pensato semplicemente che fosse un modo intelligente per avere un Pietro nello show. Non ho compreso il più grande piano del Multiverso finché non ho iniziato le riprese di 'Multiverse', o come si chiama il nostro film, il sequel di Doctor Strange!

Ma allora perché propendere per quel cameo di Evan Peters? Perché è stato funzionale ad aspetti completamente diversi, come rimarca Matt Shakman, regista dello show, durante un'intervista con il sito Comicbook:

Un recast di Pietro funzionava per l'aspetto meta, ma aveva anche senso a livello tematico, pralando del dolore della perdita che ti annebbia le capacità di giudizio. In quelle condizioni saresti capace di credere a cose che normalmente non daresti per vere. Stai vivendo in una fantasia che ti fa pensare 'Se questo è mio fratello, anche se non so o non mi sembra che lo sia, lo accetterò perché mi manca così tanto'.

Chissà, comunque, cosa ci riserveranno i Marvel Studios nel prossimo futuro, e se avremo occasione di vedere nuovamente il personaggio di Quicksilver. Noi, intanto, non possiamo che incrociare le dita.

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