Emergence: l'inizio del mistero nei primi due episodi trasmessi da FOX

Autore: Chiara Poli ,
Copertina di Emergence: l'inizio del mistero nei primi due episodi trasmessi da FOX

Una maglietta con i personaggi di Toy Story, una ragazzina sola e spaventata e una madre che sa bene come guadagnare la sua fiducia, mostrandole il distintivo:

Sono come Woody, quindi ti aiuterò.

I primi minuti di Emergence, la nuova serie in prima assoluta su FOX che ha debuttato lunedì 6 gennaio con i primi due episodi, ci presentano i personaggi in modo estremamente efficace.

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Il legame istintivo che si crea fra Jo Evans - il capo della polizia interpretato da Allison Tolman (Fargo, Krampus) - e la ragazzina ritrovata nei pressi di un disastro aereo, senza memoria e senza un graffio, è il fulcro stesso della narrazione.

L’inizio del mistero che circonda la piccola (Alexa Swinton), assistita in ospedale dalla dottoressa Abby Fraiser (Zabryna Guevara, New Amsterdam), migliore amica di Jo, s’intreccia con l’arrivo di alcuni uomini che si spacciano per agenti federali senza esserlo. 

Fin dalla sua comparsa a Peconic Bay, la bambina senza identità si trova al centro di qualcosa che, Jo lo capisce subito, è davvero molto più grande di lei. Ma c’è anche qualcos’altro: la sua presenza si associa a strani fenomeni. Fenomeni elettrici e magnetici, soprattutto, ma non solo.


Piper - così viene provvisoriamente chiamata la nuova arrivata, lega immediatamente anche con la figlia di Jo, Mia (Ashley Aufderheide, Insospettabili sospetti) e con nonno Ed (Clancy Brown, Le ali della libertà, Billions). 

L’arrivo del giornalista Benny Gallagher (Owain Yeoman, American Sniper) sul luogo del disastro aereo, con informazioni utili, e la presentazione dell’ex marito di Jo, Alex (Donald Faison, l’ex dottor Turk di Scrubs), completano il quadro dei personaggi principali mentre una coppia si presenta alla stazione di polizia affermando di essere madre e padre di Olivia, la ragazzina.

Jo intuisce subito che qualcosa non va e che i due stanno mentendo. Dà disposizioni ad Alex perché porti la famiglia al sicuro, ma non basta.

Fra rapimenti, assurdi incidenti d’auto, impianti sottocutanei, complotti e menzogne, emerge il vero, grande punto di forza della serie: la protagonista.

Uno straordinario personaggio ordinario

Il mistero riguardo all’identità di Piper è il motore dell’azione, ma la protagonista assoluta, il personaggio che ci tiene incollati alla TV, è Jo.

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Jo non è una poliziotta che sembra una modella: è una donna normalissima, sovrappeso, che non va a dormire con un trucco da set fotografico e non si sveglia con i capelli in perfetto ordine.

Jo suscita in chiunque la avvicini - telespettatori inclusi - un'immediata empatia: comprensiva e materna, rassicurante proprio per la sua normalità e il suo modo di fare da capo della polizia abituata a furti di nani da giardino e poco altro, si fa notare subito per la sua sagacia.

Intuisce immediatamente che la coppia arrivata alla stazione di polizia non ha nulla a che vedere con Piper. Presta attenzione a ogni minimo dettaglio e non è superficiale, mai, come molti altri colleghi sarebbero stati al posto suo.

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La straordinarietà del personaggio di Jo risiede proprio nel suo essere una donna ordinaria, molto brava nel suo lavoro - più di quanto ci si aspetterebbe visti i casi a cui lavora normalmente - e tanto umana da attirare subito la fiducia di Piper, ma anche la nostra.

Si è separata dal marito ma i due hanno mantenuto ottimi rapporti per il bene della figlia, dimostrando maturità e buon senso.

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Tiene con sé il padre, ex vigile del fuoco che si è ammalato di cancro a causa degli incarichi svolti (era presente anche al World Trade Center l'11 settembre) e tratta colleghi e sottoposti in modo rispettoso e amichevole, ma al tempo stesso fermo.

Jo, insomma, sa come farsi rispettare e anche come trattare le persone di cui ha bisogno per lavoro, dal giornalista appena arrivato all'uomo che recupera rottami in mare.

C'è qualcosa che non va

In un crescendo di indizi che portano senza dubbio verso una pista fuori dall'ordinario, i primi due episodi di Emergence ci raccontano le basi di un mistero in cui l'incidente aereo diventa un elemento secondario. La vera attrazione è la piccola Piper, il suo rapporto con Jo, la sua memoria svanita, i flash che la colpiscono e gli eventi quasi soprannaturali che la circondano.

Come ogni mistero che si rispetti, anche la storia di Piper cresce indizio dopo indizio, portandoci più verso una pista fantascientifica che verso una storia di poteri fuori dal comune o di giovani supereroi, per capirci.

Siamo di fronte a qualcosa che si avvicina più al mondo di una tecnologia tenuta segreta piuttosto che a Fenomeni paranormali incontrollabili (il film tratto da L'incendiaria di #Stephen King), per capirci.

I cadaveri dei finti genitori di Piper vengono disciolti - letteralmente - l'agente di polizia Chris Minetto (Robert Bailey Jr., Coraline e la porta magica) viene messo fuori gioco da un uomo che si avvicina a casa di Jo e la misteriosa carta metallica che Piper ha aperto diventa oggetto di una caccia spietata da parte di qualcuno pronto a tutto pur di recuperarla.

Insieme, naturalmente, all’impianto sottocutaneo che Piper si è tolta senza dire nulla a nessuno e che ha guidato il nemico dritto dritto a lei.

Credo di aver fatto cadere io quell’aereo: c’è qualcosa che non va, in me.

Piper non ha memoria ma sa bene che ciò che le sta succedendo è fuori dal comune. E sarà una donna comune, perfetta madre putativa, a guidare lei e noi alla scoperta di questo nuovo mistero...

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