PTSD, follia o invasione aliena? Il finale di Encounter e la storia personale che l'ha ispirato

Autore: Alessandro Zoppo ,
Copertina di PTSD, follia o invasione aliena? Il finale di Encounter e la storia personale che l'ha ispirato

Dal 10 dicembre in esclusiva su Amazon Prime Video è disponibile Encounter - L'incontro, il secondo lungometraggio di Michael Pearce, il regista britannico vincitore di un BAFTA per il suo film d'esordio, il romance mystery #Beast.

Anche #Encounter si muove tra diversi piani di racconto: la fantascienza, il dramma familiare, il thriller psicologico, il road movie. Non a caso la sceneggiatura è stata scritta dal regista insieme a Joe Barton, il creatore di #Giri/Haji ora assoldato da Netflix per Half-Bad (dalla trilogia fantasy di Sally Green), da HBO Max per la serie spin-off di The Batman e da Paramount per il sequel di Cloverfield.

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Girato nelle location aride e "marziane" di Oregon, Nevada e California (Twentynine Palms, il deserto del Mojave, Joshua Tree, la Owens Valley, la Mammoth Mountain), Encounter spazia tra i generi ma, nella sua essenza, è la storia dell'amore di un padre problematico per i suoi figli.

Encounter - L'incontro Encounter - L'incontro Il film segue la storia di Malik Khan (Riz Ahmed), un ex valoroso marine, che cerca di mettere in salvo i suoi due bambini da una minaccia aliena fuori controllo. ... Apri scheda

La trama

Malik Khan (Riz Ahmed) è un veterano dei Marines. Ha partecipato a circa dieci missioni, ma è stato processato dalla Corte marziale per aver picchiato il suo capitano: gli ha rotto la mascella in cinque pezzi. Malik ha scontato due anni di prigione a Leavenworth, ma "sembra un bravo ragazzo": almeno questo è quello che pensa di lui Hattie (Octavia Spencer), la sua agente di custodia. Lei è l'unica convinta che Malik non sia una minaccia concreta e pericolosa.

Da quando è tornato "nel mondo", Malik vive un'autentica ossessione: è convinto che sia in corso un'invasione aliena. Una schiera di pericolosi microrganismi, parassiti diffusi sulla Terra dagli insetti, si sta insinuando "dentro" le persone, controllando le loro menti dall'interno. È per proteggerli e salvarli che l'ex marine raggiunge nel cuore della notte i suoi due figli, Jay (Lucian-River Chauhan) e Bobby (Aditya Geddada), che ora vivono con l'ex moglie Piya (Janina Gavankar) e il suo nuovo compagno Dylan (Misha Collins).

I tre si mettono in viaggio, ma quella che a prima vista appare agli occhi dei bambini come un'avventura straordinaria con quel papà così forte e speciale, si trasforma presto in una serrata caccia all'uomo. Sulle tracce di Khan, accusato del rapimento dei suoi ragazzi, c'è infatti una squadra dell'FBI capitanata dall'agente Shep West (Rory Cochrane).

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Riz Ahmed e Lucian-River Chauhan in una scena del film Encounter
Malik e il figlio maggiore Jay

Il finale, spiegato

Sin dalle prime tappe del viaggio, diventa evidente che le visioni da fine del mondo di Malik sono frutto della sua mente. L'uomo vive una precaria condizione psichica. È vittima di PTSD: come tantissimi veterani, soffre di disturbo post-traumatico da stress. Ha incubi, scatti d'ira e crolli nervosi. Non ha retto quello che ha vissuto in Medio Oriente: nel corso dell'ultima missione c'erano 48 gradi, ha visto due commilitoni finiti a pezzi e dei bambini fra i detriti, mentre gli insetti li mangiavano vivi. Il livello di stress era inimmaginabile e Malik ne ha pagato le conseguenze sulla propria pelle.

Malik, Jay e Bobby incontrano parecchi problemi lungo il tragitto verso la loro destinazione, il campo base del Lago Gromm: un poliziotto razzista, un anziano che non esita a colpire Malik con un fucile a pompa quando scopre che sta cercando di rubargli l'auto, i suoi figli – appartenenti alla milizia Three Percenters, un movimento radicale di estrema destra conservatrice – che vogliono vendetta col sangue. Questi "segnali" violenti fanno capire ai figli, soprattutto a Jay, che la salute mentale del loro papà è a forte rischio.

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Non avrebbero mai immaginato di essere rapiti dal padre, pronto a tutto, persino a lasciare la madre e Dylan imbavagliati e legati nel loro garage. Jay e Bobby adorano Malik, ma è la prima volta che lo vedono da anni e in questo periodo è diventato come un estraneo. Inizialmente credono alla minaccia aliena, e così si spiegano perché la mamma, in realtà incinta, vomita molto spesso, specie di mattina, e mangia "cose strane" come cioccolato e maionese e ricotta e cipolle.

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Riz Ahmed in una scena del film Encounter
Malik è davvero un

Nonostante quello che pensano i profiler dell'FBI, Malik non è un cosiddetto "family annihilator", uno sterminatore di famiglie. Non vuole fare del male ai suoi figli e poi a se stesso, pensa di essere in missione per salvarli. Soffre di un disturbo psicotico non diagnosticato, una personalità borderline al limite della schizofrenia. È convinto che l'invasione sia in corso e si protegge con l'insetticida che si spruzza addosso. La sua paranoia è alimentata dagli sguardi minacciosi degli altri: gli "alieni" sono quelli che lo scrutano come un estraneo perché "arabo" e lo fanno sentire un ospite indesiderato, sebbene abbia servito con onore la patria.

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Il punto di rottura per Malik è la scoperta che Piya è incinta e l'incontro con Dwight e Kurt, i figli dell'anziano che ha colpito con una lampada. Dopo un violento scontro a fuoco, l'ex marine neutralizza i due senza ucciderli e lascia che la polizia si metta sulle sue tracce. Si ferma ad un diner con Jay e Bobby e chiama l'ex moglie. I bambini sono al sicuro, dice loro che mamma e Dylan sono guariti e non vedono l'ora di vederli, qualcuno andrà presto a prenderli. La brutta notizia è che deve "continuare a combattere". Ma quando si rimette in macchina, Malik scopre che Jay si è nascosto in auto: non vuole lasciarlo solo. Non è Bobby ad aver bisogno di cure. Ora è il momento di prendersi cura l'uno dell'altro.

Jay è molto più maturo dei suoi 10 anni. Ha capito che il padre sta combattendo con dei disturbi mentali e rapendoli si è complicato la vita. "Non mi sono preso cura di voi. Vi ho messi in pericolo. Vi siete fidati di me, e vi ho mentito. E guarda com'è finita", gli dice Malik. Hattie aveva ragione: braccato da un imponente gruppo di agenti pronti a fare fuoco, Malik sceglie di vivere per i suoi figli. Anche perché Jay l'ha promesso: non andrà via senza di lui. Nessuno si salva da solo. Quella che poteva essere una drammatica resa dei conti si risolve in un commovente abbraccio.

Papà, non sei stato tu a fare quelle cose brutte. Sono stati i demoni dentro di te. Ma per me sei un eroe.

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Riz Ahmed e Lucian-River Chauhan in una scena del film Encounter
L'abbraccio finale tra Jay e Malik

La storia vera di Michael Pearce

Ovviamente Encounter non si basa su fatti realmente accaduti. Dietro la vicenda di Jay, tuttavia, c'è molto del vissuto di Michael Pearce. Nel corso di un'intervista concessa a Deadline, il regista ha rivelato di essersi "identificato" con la relazione tra Malik e i suoi due figli.

Quando aveva più o meno l'età che hanno i ragazzi nel film, sua madre è morta per un tumore al cervello e il padre si è ritrovato a dover crescere da solo lui e suo fratello. All'epoca non lo sapevano, ma il papà era depresso a causa di tutto quel dolore. Oltre al lutto, aveva perso pure il lavoro.

Per gran parte della mia infanzia, sono cresciuto con un padre single che era stato nell'esercito e un fratello minore, molto simile a Bobby. Per questa ragione, conoscevo bene le dinamiche tra i personaggi e mi sono rivisto in loro, capendo il viaggio che affrontano. Quando io e mio fratello avevamo la stessa età di Jay e Bobby, abbiamo attraversato una profonda crisi, una serie di crisi, e abbiamo dovuto superarle come una vera famiglia.

Parlando con PopMatters, Pearce ha spiegato che Encounter "non è un'autobiografia". Piuttosto è un approfondimento di "sfumature emotive" che conosce molto bene: i "litigi esplosivi" e le "tenere riconciliazioni" della famiglia, la competizione tra i due fratelli per attirare l'attenzione del padre.

Nelle sue mani, Encounter è diventato uno studio sul "calore, la connessione e il perdono". Ci sono diverse battute nella sceneggiatura che sono prese alla lettera dalla sua infanzia.

Non è stato facile, ma ci ha unito in modi inaspettati. La maniera in cui abbiamo superato quella crisi è stata mostrare compassione l'uno per l'altro, e quando adesso mi guardo indietro, penso che stavamo aiutando mio padre a superare molte di quelle cose tanto quanto lui stava aiutando noi. Mi sono avvicinato così a questa storia perché ho capito quella dinamica.

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Aditya Geddada, Lucian-River Chauhan e Riz Ahmed in una scena del film Encounter
L'avventura della famiglia Khan, finalmente insieme

È stato all'età di Jay che Pearce, cresciuto in una famiglia priva di "una struttura gerarchica o un senso di autorità patriarcale", ha cominciato a capire che il padre non era l'uomo perfetto e imbattibile che immaginava: anche lui aveva bisogno di aiuto. Quando, tanto tempo dopo, ha letto il copione di Joe Barton, in giro da almeno dieci anni alla ricerca di un regista, gli è sembrato "naturale" affrontare un film che mettesse in scena quella fase della vita in cui ci si ritrova a crescere diventando "coetanei" (e spesso genitori) dei propri genitori, ormai "fragili e vulnerabili".

Nella sceneggiatura originale, Malik si chiamava Marcus ed era bianco. Era un classico "American hero", un anti-eroe complicato ma pur sempre un "white savior". Con il casting di Riz Ahmed, britannico di origini pakistane e musulmano, tutto è cambiato e un ulteriore strato di complessità si è aggiunto alla storia del film. In un'intervista a Vanity Fair l'attore lo definisce "quell'alienazione razziale che avrebbe ogni veterano di guerra con il background di Malik di ritorno a casa". Ahmed ha cambiato l'accento (da inglese ad americano), incontrato numerosi marine che hanno vissuto esperienze di guerra simili a quella di Malik e ha costruito con Pearce una back story del personaggio rimasta fuori dal risultato finale.

Il regista e l'attore hanno immaginato l'educazione di Malik, perché è entrato nei Marines e cosa lo ha motivato. La sua vulnerabilità ha radici antiche: è cresciuto in affidamento, non ha sempre avuto una famiglia amorevole alle spalle e ha subito eventi traumatici nella sua infanzia. Quando è cresciuto, racconta Pearce a PopMatters, "ha voluto diventare la persona di cui aveva bisogno quando era bambino". Un protettore, un guerriero che non ha mai ricevuto l'aiuto e le cure di cui necessitava nei momenti decisivi. Encounter punta anche a questo: cambiare il modo in cui si rappresentano il disagio mentale, la "gun violence" e la fallibilità del mondo maschile.

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