Fanucci pubblica il capolavoro di Raymond: Il mio Nome era Dora Suarez

Autore: Elisa Giudici ,

Questa non è certo la prima segnalazione riguardante la pubblicazione in Italia di Factory da parte di Fanucci che potete trovare tra le nostre news letterarie. D'altronde stiamo parlando di uno dei cicli più celebri di tutti i tempi tra gli amanti della letteratura crime, oggetto di innumerevoli saggi accademici, nato dalla penna di quello che è considerato il fondatore del noir letterario anglosassone.

Dopo l'uscita del già blasonato Come Vivono i Morti (di cui vi avevamo già parlato), è arrivato il momento del piatto forte. È arrivato da pochi giorni nelle librerie italiane il quarto volume della serie Factory, intenso e cupissimo Il mio Nome era Dora Suarez. Se ogni fan di Raymond in base al proprio grado di gradimento classifica in ordine diverso i volumi della serie Factory, raramente la vetta non è occupata da questa intensa e sanguinosa vicenda investigativa. L'omicidio di Dora Suarez è considerato a tutti gli effetti da lettori e critici il punto più alto della carriera del suo tormentato scrittore. 

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Fanucci
Arriva in libreria Il mio Nome era Dora Suarez
La copertina italiana del romanzo

Dall'anno di pubblicazione (1990) ad oggi, l'apertura del romanzo è diventata un topos per l'intero genere. In una notte londinese più oscura che mai viene ucciso con un colpo di pistola Felix Roatta, uno dei soci di uno squallido locale notturno chiamato Parallel Club. Nelle stesse ore il corpo senza vita della giovane Dora Suarez viene ritrovato dalla polizia, orribilmente seviziato.

Il delitto della donna si prospetta misterioso quanto efferato, il tipo di indagine che ogni poliziotto con speranze di carriera vorrebbe evitare. Solo un sergente come il protagonista, membro della sezione Delitti Irrisolti, sembra in grado di gestire la sanguinosa faccenda, spinto dal desiderio di dare di nuovo voce alla vittima, attraverso la giustizia. La morte di Dora Suarez diventa però per lui un’ossessione che va oltre la sfera professionale, soprattutto dopo che l’autopsia rivela dettagli a dir poco inquietanti sulla sua morte, particolari che rasentano il cannibalismo.

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L’assassino si è accanito sul corpo di Dora, mangiandone dei pezzi e facendone scempio, anche se lei stava già morendo, dopo essere stata contagiata dal virus dell'AIDS. Perché volere la fine di qualcuno che sta già per morire? Perché uccidere con tanta efferatezza una donna che sta già soffrendo? La risposta potrebbe forse trovarsi in una foto di Dora, fornita da un ex socio del Parallel Club. L'omicidio di Dora e le indagini sulla fine di Felix potrebbero condurre a una storia di vile e disumano sfruttamento, perché tra i due cadaveri senza vita nella notte londinese rischia di esserci più di una semplice coincidenza cronologica.

Faber
Torna in libreria Il Mio Nome è Dora Suarez
La copertina dell'edizione inglese

Nel solo genere crime Londra è stata sfondo e protagonista silenziosa di centinaia, forse migliaia di delitti che si sono consumati e risolti tra le pagine di un libro. In Il mio Nome era Dora Suarez i sobborghi più squallidi della capitale inglese vivono di un'atmosfera rarefatta, in cui si consuma l'ossessione di un protagonista senza nome, spinto da un capo che è solo una voce, spalla scomoda di una sezione investigativa inventata della celebre e mai menzionata Scotland Yard. 
Il contenuto è ripugnante e violento ai limiti del gore, adatto solo ai lettori che amano le tinte forti. La pietà di Raymond è però tale da fugare ogni dubbio circa un intento quasi pornografico di ricerca e osservazione del dolore più estremo. Lo scopo è ridare voce a chi ne è stato privato violentemente, ancor prima della propria morte. 

Il mio Nome era Dora Suarez è il magistrale tentativo di uno scrittore di dare voce alla violenza più strisciante e silenziosa, attraverso un protagonista senza nome che vuole disperatamente la sua verità.

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Autore: Francesca Musolino ,
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Il primo che ha replicato a Tarantino è stato Simu Liu in qualità di protagonista del film Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli. Mentre in seguito anche Samuel L. Jackson che nell'MCU interpreta Nick Fury ha risposto alle parole pronunciate dal regista. Questa volta è il turno di Robert Downey Jr. attore che è conosciuto per il ruolo di Iron Man sempre all'interno dell'Universo Marvel.

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