Film Marvel e Martin Scorsese: continuano le critiche dal regista

Autore: Marcello Paolillo ,
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A inizio ottobre Martin Scorsese - regista di The Irishman - ha espresso tutto il suo disappunto verso i film tratti dai fumetti Marvel, rivelando che secondo lui "non sono cinema".

L'autore di capolavori come Taxi Driver, Re per Una Notte, Cape Fear - Il promontorio della paura e Casino, ha infatti deciso di dire la sua circa i cinecomic ispirati ai supereroi della Casa delle Idee, un punto di vista che ha scatenato un vero e proprio polverone mediatico nelle settimane successive.

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Durante la conferenza stampa di presentazione di The Irishman al BFI London Film Festival Scorsese ha inoltre ribadito la sua posizione verso i film Marvel, azzardando nuovamente un paragone coi parchi di divertimenti. Nelle giornate successive i registi Francis Ford Coppola e Ken Loach hanno rivelato di essere assolutamente d'accordo con il punto di vista di Scorsese, gettando altra benzina sul fuoco della polemica.

Ora, Martin Scorsese ha voluto chiarire una volta per tutte (forse) la sua critica ai film Marvel in un lungo saggio pubblicato sul New York Times e intitolato "Ho detto che i film Marvel non sono cinema. Lasciatemi spiegare"

Il regista di Toro Scatenato ha ribadito infatti che i i film Marvel sono lontani dal suo gusto personale e che sono frutto di veri e propri meccanismi di produzione. Nel testo, il cienasta ribadisce la sua opinione sui vari franchise Marvel, sottolineando come questa sia stata estrapolata e posta fuori dal contesto originale.

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Diverse persone hanno preso l'ultima parte delle mie dichiarazioni come un insulto, o come una prova del mio odio per Marvel. Se la gente usa le mie parole in questo modo, non posso farci niente. 

Scorsese ha inoltre sottolineato come il suo modo di fare cinema provenga da una generazione ben diversa rispetto a quella attuale.

Molti film basati su franchise sono realizzati da persone di notevole talento artistico. Lo si può vedere da quello che producono. Il fatto che questi film non mi interessino è una questione di gusto personale e temperamento. So che se fossi più giovane, se avessi raggiunto la maturità in un secondo momento, avrei potuto essere entusiasta di queste pellicole e forse avrei persino voluto farne una. Tuttavia sono cresciuto nella mia epoca e ho sviluppato un senso del cinema ben lontano dall'universo Marvel, più o meno la stessa distanza che separa la Terra da Alpha Centauri. 

Infine, il regista ha ammesso di non aver mai visto Black Panther, Iron Man o Guardiani della Galassia, ma ha comunque chiarito che si tratta prodotti pensati solo ed esclusivamente per il grande pubblico "consumista".

Questa è la natura dei franchise cinematografici moderni: ricerche di mercato, test con il pubblico, verifiche, modifiche e ancora modifiche, fino a quando il prodotto non è pronto per essere consumato. Un altro modo di porlo è che tutto ciò che i film di Paul Thomas Anderson, Claire Denis, Spike Lee, Ari Aster, Kathryn Bigelow o Wes Anderson sono, questi film [i cinecomic, n.d.r.] non sono. Quando guardo un film di uno di quei cineasti, so che vedrò qualcosa di assolutamente nuovo e che mi porterà in aree artistiche inaspettate e forse inimitabili. Il mio senso personale di ciò che è possibile raccontare con immagini e suoni si espanderà.

Pensate che la grande polemica verso le pellicole della Casa delle Idee sia destinata a finire qui?

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Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza surreale [RECENSIONE]

Leggi la recensione del lungometraggio Blonde dedicato alla vita di Marilyn Monroe, disponibile su Netflix dal 28 settembre 2022.
Autore: Giuseppe Benincasa ,
Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza surreale [RECENSIONE]

La prima cosa da sapere prima di guardare su Netflix Blonde è che questo è in tutto e per tutto un film e non un documentario sulla vita di Marilyn Monroe. Quindi i fatti, narrati dallo sceneggiatore e regista Andrew Dominik e basati sul romanzo omonimo di Joyce Carol Oates, "prendono in prestito" dalla vita della bionda più famosa del cinema alcuni momenti di vita personale e pubblica. Su di essi è stata costruita una storia drammatica e in parte sconvolgente, soprattutto per chi si è sempre fermato all'abbagliante immagine di Marilyn Monroe senza documentarsi oltre.

Blonde ha lo scopo di portare alla luce la doppia vita di Marilyn: la star bella e appariscente e la donna estremamente fragile che le ha dato vita. Marilyn Monroe nasce come Norma Jeane ma le due personalità sono completamente all'opposto, separate da pensieri, atteggiamenti e parole. Norma è una bambina cresciuta senza un padre e con una madre rancorosa, lei è sempre stata una donna sola mentre Marilyn è sempre stata circondata da ammiratori, fotografi e amanti. Norma Jeane non ha mai avuto un vero e proprio disturbo dissociativo della personalità, o almeno non le è mai stato diagnosticato, ma il distacco emotivo vissuto da Norma verso Marilyn è stato sempre più forte e forse decisivo anche nella sua dipartita.

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