Frankie Drake Mysteries: nuove investigatrici in arrivo su FoxCrime

Autore: Chiara Poli ,

L'appuntamento è per il venerdì alle 21.05, a partire dal 21 dicembre: le ragazze ribelli di Frankie Drake Mysteries arrivano su FoxCrime. In prima visione assoluta, la serie di Carol Hay (I misteri di Murdock) ci racconterà con un ritmo moderno l'affascinante Toronto degli anni '20.

Per tutti quei casi che la polizia non vuole seguire ci sono loro: le investigatrici - le uniche, in città - dell'agenzia Drake.

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Frankie Drake (Lauren Lee Smith, The Listene) e la sua partner Trudy Clarke (Chantel Riley, Wynonna Earp) non hanno paura di accettare qualsiasi tipo di caso, indipendentemente dalla sua complessità e pericolosità.

CBC
Le protagoniste di Frankie Drake Mysteries
Frankie Drake Mysteries: le protagoniste Lauren Lee Smith e Chantel Riley

Frankie e Trudy sono due giovani donne che guardano al futuro e sanno che il loro ruolo ha una grande importanza: dimostrare a tutti che le donne possono svolgere qualsiasi lavoro "da uomo", come quello del detective privato.

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Indagando sui vari casi, dai furti agli intrighi politici, dal traffico d'alcolici alle indagini sui militari, Frankie e Trudy vengono spesso aiutate dalla poliziotta Mary Shaw (Rebecca Liddiard, Alias Grace) e si avvalgono della consulenza del patologo della città, la dottoressa Flo Chakowitz (Sharron Matthews, Mean Girls), impiegata presso l'obitorio di Toronto.

Con il ritmo rapido e improntato all'azione tipico del racconto moderno, Frankie Drake Mysteries ci porta indietro nel tempo per assistere alla lotta di un gruppo di donne che non accettano di essere messe da parte.

FOX
La locandina di Frankie Drake Mysteries
Frankie Drake Mysteries, la locandina ufficiale

Scanzonate, preparatissime e creative, le nostre detective ci stupiranno con deduzioni e metodi innovativi in un'epoca in cui deduzioni e creatività erano, di fatto, le uniche risorse davvero decisive per la risoluzioni di qualsiasi caso.

Con ironia, coraggio e spirito d'avventura, l'agenzia Drake è destinata a conquistare noi, e a conquistare un mondo in cui le donne sentono il bisogno di affermarsi anche nella vita lavorativa, vedendosi riconoscere il diritto a una vita che vada al di là del focolare domestico.

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Leggi per scoprire le nuove rivelazioni, in merito al polverone che i dipendenti VFX hanno alzato contro Marvel Studios.
Autore: Francesca Musolino ,
La depressione dei lavoratori Marvel per la Saga del Multiverso è più che giustificata

Da oltre un decennio attraverso il Marvel Cinematic Universe, ci siamo appassionati nel vedere anche sullo schermo i supereroi di carta, che da sempre ci hanno regalato grandi emozioni con le loro storie a fumetti.
Tanti racconti diversi, su quelle che da semplici persone comuni, per svariati motivi da un giorno all'altro si sono ritrovate ad avere superpoteri e abilità particolari.
Ed ecco quindi che possiamo vedere Iron Man sfrecciare nel cielo con le sue armature, Thor mentre si teletrasporta da un mondo all'altro, Wanda che altera la realtà costruendo scenari immaginari e Wasp che si rimpicciolisce o ingrandisce ogni volta che una situazione lo richiede.
Ma affinché tutto questo sia possibile, dietro c'è un grande lavoro fatto da altri tipi di eroi: gli eroi invisibili.

Come spettatori, siamo da sempre abituati a ricevere il prodotto finito, giudicando solo ciò che vediamo sullo schermo.
Ma poche volte ci soffermiamo a domandarci quante persone, quante ore di lavoro, quanti sacrifici siano stati impiegati su ogni singolo pixel; perché un puzzle, per essere completo, ha bisogno di ogni suo pezzo al posto giusto.
Questa è una regola che vale in ogni ambiente e in ogni contesto. Ma purtroppo l'era del consumismo ci ha abituati a essere troppo superficiali; e con la scusante de "il cliente ha sempre ragione", valutiamo soltanto i contenuti finali, senza mai fare un percorso a ritroso per capire la storia che c'è dietro a quel contenuto. 
Ed è proprio sul binomio domanda-offerta che ruotano il mondo dell'economia e di tutti i settori annessi, incluso quello dell'intrattenimento. Perché è chiaro che se il consumatore non ottiene ciò che vuole, si rischia un flop; e di conseguenza, va sempre accontentato.

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