Gli orologi del diavolo: il libro da cui è tratta la serie

Autore: Rina Zamarra ,
Copertina di Gli orologi del diavolo: il libro da cui è tratta la serie

Gli orologi del diavolo arriverà su Rai 1 in ottobre. Beppe Fiorello sarà il protagonista delle quattro serate durante le quali seguirete l’appassionante storia del meccanico nautico Marco Merani. Dopo alcuni cambiamenti di palinesto, la fiction dovrebbe andrà in onda a partire dal 9 novembre.

Come forse sapete, Gli orologi del diavolo è tratto dall’omonimo libro biografico scritto dal protagonista della storia: Gianfranco Franciosi. La fiction ne ripercorre le vicende usando il nome di fantasia Marco Merani. Scopriamo insieme la storia che Franciosi ha raccontato nel libro, pubblicato nel 2015. 

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Gli orologi del diavolo:  L’incredibile storia di Gianfranco Franciosi

Gli orologi del diavolo è un libro di denuncia che Gianfranco Franciosi ha scritto a quattro mani con il giornalista Federico Ruffo. È stato quest’ultimo, infatti, a portare alla ribalta la sua storia durante una puntata della trasmissione Presadiretta di Rai 3. 

Il libro ripercorre tutta la pazzesca vicenda di Gianfranco, detto Gianni. 

Fino al 2005 la vita di Franciosi scorre tranquilla. Lui è un meccanico navale e vive e lavora a Bocca di Magra (La Spezia), con compagna, figli e la sua famiglia di origine. 

È un ragazzo giovane e onesto, la cui abilità come meccanico ha attirato l’attenzione delle persone sbagliate. 

Il libro è raccontato in prima persona. È lo stesso Gianfranco cioè a parlare della sua vita, stravolta da un primo contatto con Giuseppe Valentini, un uomo della Banda della Magliana conosciuto con il soprannome di Tortellino. L’uomo gli commissiona diversi gommoni per il diving e paga sempre con regolare fattura. Gianni, dunque, non ha alcun motivo per insospettirsi, ma quando Tortellino viene freddato nel suo bar comincia a capire di dover stare allerta. 

Le sue preoccupazioni diventano realtà nel momento in cui riceve la visita di un camorrista del clan Di Lauro e del boss spagnolo Elías Piñeiro Fernandez, a cui Tortellino aveva descritto le abilità di Franciosi nel realizzare imbarcazioni perfette per il trasporto della droga. 

Gianni decide di rivolgersi alla polizia e diventa così prima un semplice informatore e poi un infiltrato

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Il libro racconta con grande precisione le operazioni a cui Gianni partecipa in qualità di pilota dei gommoni dei narcotrafficanti, fino all’arresto a Marsiglia. Per non far saltare la copertura, il meccanico è costretto a rimanere in cella per otto mesi da innocente. 

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Il carcere gli consente di conquistare la fiducia incondizionata del boss. Uscito di prigione, continua la sua vita sotto copertura fino all'epilogo dell’operazione Albatros. Nel marzo del 2009, la polizia individua la nave madre da cui veniva smistata tutta la droga diretta al mercato europeo e riesce a sequestrare in due fasi prima 3,5 tonnellate e poi 5,5 tonnellate di cocaina. Franciosi è stato fondamentale per il successo del maxi sequestro.

Il programma protezione testimoni

Il libro non si ferma all’operazione Albatros, ma racconta la vita di Gianni anche dopo il rientro in Italia e l’inserimento nel programma protezione testimoni. 

Le cose non vanno, però, nel verso giusto e Gianni decide di abbandonare il programma dopo appena due anni. Da quel momento in poi inizia la battaglia per veder riconosciuti i suoi diritti. Lo Stato, infatti, gli chiede addirittura di pagare le tasse per l’attività nautica che in sua assenza avrebbe dovuto essere congelata. 

Gianni si ritrova così solo e sotto scacco. Proprio a causa di questa difficile condizione ha deciso di rendere pubblica tutta la sua storia, raccontandone anche il doloroso e beffardo finale. 

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Il significato del titolo Gli orologi del diavolo

Il titolo fa riferimento ai rolex che il boss Elías Piñeiro Fernandez regalava ai suoi affiliati. Gianni stesso ha ricevuto in regalo il suo bell’orologio come tutti, in quanto era riuscito a instaurare un rapporto personale con il giovane boss spagnolo. 

Il regalo era accompagnato da una dedica piuttosto minacciosa: Te ne regalerò uno anche il giorno in cui ti ucciderò.

Tra l’altro durante il maxi sequestro del 2009, la polizia non ritrovò sulla nave solo cocaina e contanti, ma anche un certo numero di orologi del valore di 30mila euro ciascuno. Proprio questa storia, quasi surreale, sarà protagonista della fiction di Rai 1 con Beppe Fiorello, Claudia Pandolfi, Alvaro Cervantes e Nicole Grimaudo

Gli orologi del diavolo è tratto da una storia vera?

Sì, la fiction è ispirata all'omonimo libro biografico di Gianfranco Franciosi. Il libro racconta la storia di un meccanico nautico finito nei narcos come infiltrato della polizia italiana e collaboratore di una importantissima operazione per il sequestro di 9 tonnellate di cocaina. Oggi, Gianfranco è uscito dal programma testimoni ed è stato dimenticato dallo Stato. La sua storia di denuncia è protagonista del libro e ora della fiction RAI con Beppe Fiorello.

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