Gli sviluppatori di FaceApp rispondono alle accuse, in USA si chiede l'intervento dell'FBI

Autore: Pasquale Oliva ,
Copertina di Gli sviluppatori di FaceApp rispondono alle accuse, in USA si chiede l'intervento dell'FBI

Il successo di FaceApp è pari alle discussioni intorno a essa. Alcuni sviluppatori hanno infatti sollevato dubbi sull'applicazione diventata in pochi giorni virale, utilizzata anche da personaggi famosi che hanno preso parte alla #faceappchallenge sui social network. L'app sembrerebbe mettere in pericolo la privacy degli utenti, caricando in automatico tutte le foto memorizzate sugli smartphone sui propri server. La risposta degli sviluppatori cerca di fare luce sulla questione.

Le discussioni sulla pericolosità di FaceApp sono iniziate dopo un cinguettio dello sviluppatore Joshua Nozzi (ora non più reperibile su Twitter). Molti utenti hanno dato seguito alla 'scoperta' di Nozzi, altri invece reputano che le accuse siano state lanciate troppo in fretta, e senza valide prove a sostegno. In ogni caso, il tweet in questione è riuscito a scatenare il panico, in tanti hanno infatti deciso di eliminare l'applicazione dal proprio dispositivo.

Advertisement

Twitter / @am_randysing
Ronaldo invecchiato con il filtro di FaceApp
Cristiano Ronaldo sotto effetto FaceApp

La situazione è degenerata in poche ore, per questo motivo le menti che hanno dato vita a FaceApp hanno rilasciato un comunicato (via 9to5Mac) per sciogliere ogni dubbio e spiegare i meccanismi dietro il software per smartphone e tablet del momento:

Potremmo memorizzare sul cloud una foto caricata [per il ritocco]. Questo per le prestazioni e il traffico: vogliamo assicurarci che l'utente non carichi una foto più volte per ogni operazione di modifica. La maggior parte delle foto viene cancellata dai nostri server entro 48 ore dalla data di caricamento.

FaceApp esegue la maggior parte delle elaborazioni delle foto sul cloud. Carichiamo solo la foto selezionata dall'utente per la modifica. Non trasferiamo mai altre foto dallo smartphone al cloud.

Anche se il team principale di ricerca e sviluppo ha sede in Russia, i dati dell'utente non vengono trasferiti in Russia.

Gli sviluppatori di FaceApp confermano dunque che solo ed esclusivamente le foto scelte dagli utenti per la modifica vengono caricate sul cloud, mentre tutte le altre memorizzate sui dispositivi mobili non rientrano in questo processo.

Sarà davvero così?

Advertisement

Pericolo Russia

Molto interessante la precisazione sulla Russia, il legame con il paese governato da Putin non è infatti sfuggito in terra statunitense. Il Comitato Nazionale Democratico (DNC) - un'organizzazione di governo del Partito Democratico statunitense - è preoccupato per un possibile disturbo russo sulle elezioni presidenziali che si terranno a novembre 2020, mentre Charles Schumer - attuale senatore per lo stato di New York - ha ufficialmente chiesto ad FBI e FTC di indagare su FaceApp, in quanto potenziale minaccia alla sicurezza nazionale.

[twitter id="1151619130983964672"]

Sarebbe molto preoccupante se informazioni personali sensibili dei cittadini statunitensi venissero fornite ad una potenza straniera ostile attivamente impegnata in cyber-ostilità contro gli Stati Uniti

si legge nella lettera del senatore Schumer.

Riuscirà il comunicato degli sviluppatori di FaceApp a placare gli animi oppure il destino dell'applicazione è ormai segnato dopo gli attacchi da più fronti?

Advertisement
Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti ai nostri canali e rimani aggiornato

Articolo 1 di 10

Il sequel del Gladiatore ha una data di uscita

Scopri la data di uscita nei cinema del sequel de Il Gladiatore con Russell Crowe e Joaquin Phoenix. Paramount Pictures distribuirà il film.
Autore: Giuseppe Benincasa ,
Il sequel del Gladiatore ha una data di uscita

La casa di distribuzione cinematografica Paramount Pictures ha reso noto che il sequel del film cult di Ridley Scott con Russell Crowe, ossia Il Gladiatore, uscirà nei cinema americani il 22 novembre 2024.

Si tratta di un weekend importante per il mercato statunitense dato che è quello che precede il Giorno del Ringraziamento. Quindi Il Gladiatore 2 (senza ancora un titolo ufficiale) avrà un secondo weekend cinematografico con una potenziale grossa affluenza.

Sto cercando altri articoli per te...