Helena Janeczek vince lo Strega 2018: dopo 15 anni il premio torna a una donna

Autore: Elisa Giudici ,
Copertina di Helena Janeczek vince lo Strega 2018: dopo 15 anni il premio torna a una donna

Pronostici ampiamente rispettati nella finalissima del premio Strega: come ampiamente atteso alla vigilia, a tornare a casa con la bottiglia del celebre liquore è stata Helena Janeczek per il suo romanzo a sfondo storico La ragazza con la Leica. Si è ripetuto insomma il copione visto alla selezione dei cinque finalisti al celebre premio letterario italiano, con l'unico sorpasso di D'Amicis ai danni di Levi.

Se la vittoria di Janeczek era attesa non si può certo dire che sia ordinaria, anzi: segna un duplice, storico cambiamento per il prestigioso premio. Ormai da decenni il premio è oggetto di critiche e di polemiche riguardanti lo strapotere delle grandi case editrici e degli autori di sesso maschile; scorrendo la lista dei vincitori si nota come finisca per riflettere un'immagine distorta e poco rappresentativa del mercato editoriale italiano, cancellando la presenza femminile e il lavoro delle numerose case editrici di piccole e medie dimensioni.

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Dopo un laborioso processo di rinnovamento del regolamento - non esente da critiche - il primo verdetto sancisce che lo Strega ha preso una nuova direzione. A succedere a Paolo Cognetti - che nel 2017 stravinse con Le otto montagne - è finalmente una donna. Non succedeva dal 2003. Il dietro le quinte come ogni anno fotografa numerose lotte intestine tra le case editrici e una guerra senza esclusione di colpi.

Helena Janeczek vince lo Strega raccontando una donna indipendente

Sono felicemente sconvolta. Penso che abbia vinto Gerda, senza di lei non sarei arrivata qui: è stato questo il primo commento a caldo sul palco dell'autrice, nata in Germania nel 1964 ma trapiantatasi in Italia dal 1983. Piglio sicuro e grande ironia, l'autrice ha rifiutato l'offerta di un bicchiere "da signora" e onorato la tradizionale bevuta dal collo della bottiglia di Strega che viene donata al vincitore. 

Del suo libro - una ricostruzione romanzata a sfondo storico della vita avventurosa dell'attivista politica e celebre fotografa tedesca Gerda Taro ha detto: 

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Non è una persona che mi somigli per carattere e questo mi ha spinto ad accettare la sfida di raccontarne la vita attraverso la scrittura. Sono felice che in molti abbiano amato questa storia, spero in particolare che i giovani si sentano motivati a scoprire di più su questo periodo storico e sulle donne che lo hanno affrontato con coraggio.

La ragazza con la Leica è infatti ambientato durante gli anni difficili della Guerra di Spagna (1936 - 1939), durante cui Gerda Taro scattò alcuni reportage fotografici dal fronte, scavandosi un posto nella storia del fotogiornalismo. In questo contesto concitato e pericoloso si svilupperà la sua storia d'amore con il fotografo ungherese Robert Capa, figura chiave per la sua vita amorosa e professionale.

Stavolta dunque le grandi big dell'editoria non sono riuscite a strappare la vittoria. Resto qui di Marco Balzano - il cavallo di punta di Einaudi, che racconta i tormenti del Trentino dagli anni del Fascismo sino al boom economico - si ferma quindi al secondo posto. Balzano può consolarsi con i primi riscontri positivi a livello internazionale del suo romanzo: Einaudi ha già venduto i diritti in molti paesi stranieri e persino dalla Cina è stato registrato un certo interesse per il libro.

Guanda

La copertina italiana di La ragazza con la leica
La copertina del romanzo vincitore dello Strega La ragazza con la leica

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A trionfare per la prima volta nella lunga storia del premio Strega è Guanda, il cui presidente Luigi Brioschi ha commentato con gioia l'esito della votazione, ricordando come da subito in casa editrice si sia alacremente lavorato per sostenere la corsa di un libro in cui si credeva molto. Il premio Strega non porta solo prestigio a chi lo riceve: tradizionalmente una nomination e una vittoria allo stesso movimenta un gran numero di copie, sorridendo al successo editoriale del vincitore.

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