Homer al cubo: l'assurdo trip mentale in 3D made in Simpson

Autore: Massimiliano Rincione ,
Copertina di Homer al cubo: l'assurdo trip mentale in 3D made in Simpson

Santi maccheroni! Sono da qualche parte dove non so dove sono. Sì, sappiamo bene che certe citazioni non vi diranno assolutamente nulla se così decontestualizzate, ma dateci un attimo. Adesso: quanti episodi dei #Simpson avrete visto nella vostra vita? Non dite tutti, perché non vi crediamo: in primis perché alcuni restano appannaggio esclusivo degli Stati Uniti al momento, e poi perché probabilmente un buon 70% di voi avrà inconsapevolmente saltato qualcuno degli oltre 650 episodi che ci accompagnano fin dal 1989.

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Tra storie che mischiano trame dei grandi film horror, momenti in universi lego e varie apocalissi e colpi di scena capaci di generare le più assurde fan theory, non si può certo dire che Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie non ci abbiano regalato contesti narrativi unici a più riprese. Siamo certi, però, che quello di cui stiamo per parlarvi adesso sia senza se e senza ma il più psichedelico. Facciamo un salto nel 1995: i produttori e gli sceneggiatori dei Simpson, alla ricerca di una vittoria agli Emmy, provano a regalarci una settima stagione della serie un po' più emotiva e introspettiva, senza perdere la verve satirica che ha sempre contraddistinto gli abitanti di Springfield ma affrontando temi delicatissimi come il rapporto tra Homer e sua madre, la scelta vegetariana di Lisa e addirittura la vendita dell'anima da parte di Bart.

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Homer al cubo
Suvvia, quanto era psichedelico per essere solo il 1995?

Il tutto era stato studiato per sconfiggere i rivali alla cerimonia per il premio alla Migliore serie animata della durata massima di un'ora, e proprio per stracciare gli avversari lo staff creativo dei Simpson decise di presentarsi con lo special La Paura fa Novanta VI. Una raccolta di tre mini-episodi che ci regalò le parodie - fantastiche, tra l'altro - di un capolavoro dell'horror come Nightmare, assieme all'attacco delle statue giganti capitanato dall'uomo ciambella chiamato Piccolo Cicciotto. L'ultima mini-storia, invece, vedeva i disegnatori spingersi verso un mondo 3D con chiari riferimenti a Poltergeist, Terminator e soprattutto Tron, di cui parleremo più avanti. Ci spiace dirvi, però, che alla fine non andò come lo staff dei Simpson auspicò, con Mignolo e prof. - senza Larry, nell'occasione - che vinsero a sorpresa il premio con l'episodio A Pinky And The Brain Christmas.

Homer al cubo: la trama

Non che ci sia molto da dire su Homer al cubo, ma è altresì curioso ammirare come, nel 1995, sia stato possibile realizzare un lavoro del genere che - e qui torniamo ai nostri ricordi da ragazzini - lasciò un po' tutti gli spettatori a bocca aperta. Vedere Homer scuotersi la pancia, o sbavare su uno stagno con la superficie che si increspa fu uno spettacolo visivo che magari, lì per lì, non apprezzammo se non nella sua interezza. Oggi, invece, bisogna sottolineare come l'ambientazione stile dimensione oscura de I Cavalieri dello Zodiaco - visto che citazione? - fu una scelta davvero azzeccata, così come i laser che correvano da una parte all'altra e il cono, prima conficcatosi in Homer in parti molto dolorose e poi capace di squarciare la realtà stessa con un buco, rappresentarono il perfetto atto conclusivo di una avventura 3D pazzesca.

Non che il tutto fosse finito, attenzione: dopo che l'intera realtà viene risucchiata, infatti, Homer viene letteralmente catapultato nel mondo reale, sempre nella sua versione 3D. Cominciando a camminare per le strade di una non meglio precisata cittadina americana, il nostro protagonista vede scorrere i titoli di coda dell'episodio mentre è intento a scoprire cosa mai ci sia in questo stranissimo nuovo mondo entrando in un negozio di torte erotiche. E voi, ricordavate dettagliatamente questo special de La Paura fa Novanta? Siete rimasti, come noi, affascinati dalle tecniche visive utilizzate al tempo?

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Articolo 1 di 10

Ecco come Guillermo del Toro ha realizzato il suo PINOCCHIO [VIDEO]

Guarda il video dietro le quinte di Pinocchio di Guillermo del Toro, un nuovo film in esclusiva Netflix in arrivo a dicembre 2022.
Autore: Mauro G. Pozzuoli ,
Ecco come Guillermo del Toro ha realizzato il suo PINOCCHIO [VIDEO]

È stato presentato all'evento Netflix TUDUM 2022 il dietro le quinte del film Pinocchio di Guillermo del Toro. Questa versione del libro di Collodi narrerà le avventure del burattino tanto amato dai bambini. Il film uscirà in esclusiva sulla piattaforma Netflix il 9 dicembre 2022. Ecco di seguito il video introdotto dalla voce del regista:


Nel video il regista ha parlato del suo amore per la tecnica di animazione stop-motion, ossia quella tecnica in cui vengono creati dei modellini reali che sono poi mossi dai tecnici dei film di pochi millimetri durante la realizzazione, e fotografati in ogni nuova posa, così da poter creare l'illusione del movimento unendo le immagini tra di loro in un vero e proprio video. Con questa tecnica, nota anche come "passo uno", sono stati realizzati film come Nightmare Before Christmas, opera molto amata dal pubblico ideata da Tim Burton, e ParaNorman, pellicola con zombie e fantasmi del 2012.
Del Toro ha sottolineato quanto l'arte e l'artigianato siano stati importanti nella realizzazione della pellicola, e quanto volesse portare al pubblico la bellezza della pittura, della scultura e dell'incisione.

Il regista ha aggiunto che la storia di Pinocchio, nata dalla fantasia dello scrittore italiano Carlo Collodi, è una storia classica che porta nel cuore, che le persone hanno amato per secoli; il testo originale infatti è stato pubblicato nel 1883. Questo racconto classico è stato traslato nel mondo del cinema e delle serie TV diverse volte, tra cui ricordiamo il film Disney omonimo del 1940, molto amato dal pubblico, e i due film italiani entrambi intitolati semplicemente Pinocchio diretti da Roberto Benigni e Matteo Garrone, rispettivamente nel 2002 e nel 2019. Inoltre il regista Robert Zemeckis, famoso per opere come Forrest Gump e Ritorno al futuro, ha realizzato Pinocchio in versione live action per la piattaforma Disney+. Dunque il nuovo film di del Toro si aggiunge a una serie di adattamenti famosi ed entra in competizione diretta con opere che sono molto conosciute a livello globale. Non resta che aspettare il 9 dicembre 2022 per capire se il Pinocchio di Guillermo del Toro avrà lo stesso successo dei suoi illustri predecessori.

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