Le Bloodwitch esistono veramente? Identità, storia e canzoni della band di I Am Not Okay With This

Autore: Elisa Giudici ,
Netflix
4' 59''
Copertina di Le Bloodwitch esistono veramente? Identità, storia e canzoni della band di I Am Not Okay With This

Non hai mai sentito le Bloodwitch? No Stanley. Esattamente come la protagonista Sidney nessuno degli spettatori di I Am Not Okay With This, la nuova serie adolescenziale Netflix che ha fatto il suo esordio sulla piattaforma il 26 febbraio 2020, nessuno spettatore aveva mai sentito nominare il duo pop con influenze "cute folk horror" e Google non ha aiutato. Digitando sul sul motore di ricerca Bloodwitch fino a pochi giorni fa ci si imbatteva solo in band metal scandinave dalle sonorità decisamente differenti da quelle amate da Stanley Barber, uno dei protagonisti dello show. 

È proprio il ragazzo (interpretato da Wyatt Oleff di IT) a consigliare all'amica Sidney (Sophia Lillis, anche lei tra i protagonisti di IT) di ascoltare ascoltare il duo femminile. Stan passa il suo leggendario mixtape alla ragazza, che nel primo episodio rimarrà rapita dall'ascolto di Fly. Nel corso delle sette puntate della prima stagione, Sidney attribuirà un potere salvifico alle canzoni della band. Nella realtà però le Bloodwitch esistono oppure no? Stando a Spotify e a Apple Music, sono reali abbastanza da avere un loro album con 11 tracce in streaming, che potete ascoltare sin da subito. 

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La cover dell'album delle Bloodwitch I Am Not Okay With This
La copertina dell'album delle Bloodwitch

Eppure fino a pochi giorni fa non c'era traccia della storia e delle canzoni delle Bloodwitch. Sono un gruppo vero oppure no? La storia dietro le loro canzoni è davvero affascinante. 

Chi sono le Bloodwitch, la band di I Am Not Okay With This

No, le Bloodwitch non esistono in carne e ossa, almeno non come raccontato nello show Netflix dalla bizzarra collocazione temporale.  Il creatore di The End Of The F*cking World e I Am Not Okay With This Jonathan Entwistle ha commissionato la realizzazione di una canzone fittizia dal titolo Fly per lo show. A occuparsi del progetto però è stato un nome importante: a comporre questa e le altre canzone dell'album delle Bloodwitch è stato Graham Noxon, chitarrista e membro fondatore della storica band britannica dei Blur. È stato lui a scrivere le canzoni e a chiedere all'attrice 16enne Tatyana Richaud di cantare le tracce. 

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Sidney in macchina
Tanti spettatori sono diventati fan delle Bloodwitch, esattamente come Sid e Stan

Dopo aver scritto Fly Coxon aveva concluso il suo lavoro ma, affascinato dalle sonorità della  band da lui creata, ha continuato a scrivere brani fino a realizzare un vero e proprio album. Per dare un'identità e una coerenza sonora alla band, il chitarrista e cantautore ha cercato di scrivere canzoni che il suo sé di 15 anni avrebbe adorato, mescolando stili e influenze da alcune delle sue band preferite in adolescenza: My Bloody Valentine, Velvet Underground, The Jesus and Mary Chain.

La risposta dei fan è stata positiva sin dalle prime note e i volumi di ricerca su Internet relativi alla band lo dimostrano. Se infatti lo show ha ricevuto critiche positive, l'album delle Bloodwitch ha attirato parimenti l'attenzione dei giornalisti musicali per le sue sonorità romantiche e vintage. Coxon nel frattempo sta facendo già un pensierino per la seconda stagione: se si farà, ha detto di essere pronto a scrivere nuove canzoni. 

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Non solo: durante le interviste a riguardo, ha svelato di aver creato una biografia fittizia per la sua band immaginaria. Le Bloodwitch sarebbero un duo di giovanissime tra i 16 e i 19 anni, che ha fatto la sua apparizione sulla scena underground nel 1983. Influenzate dalle band dell'epoca, le ragazze avrebbero creato la prototipica musica di stampo indie, capace di diventare un cult adolescenziale per gli appassionati in grado di scovare il loro LP. Le canzoni contenute nel loro album risalirebbero a vari momenti della loro carriera: secondo Coxon il singolo d'esordio sarebbe stata Motorcade, con le sue sonorità punk energetiche ma ancora grezze. 

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Le Bloodwitch di I'm okay with this esistono veramente?

No, la band ascoltata da Sidney e Stanley nella serie non esiste.

Fly e le altre canzoni che si sentono negli episodi della prima stagione sono state composte da Graham Noxon dei Blur e cantante dall'attrice 16enne Tatyana Richaud.

Sui servizi di streaming è disponibile l'album delle Bloodwitch con tutte le 11 canzoni composte per la serie Netflix.

Tutte le canzoni (vere) in I Am Not Okay With This, episodio per episodio

Oltre alla fantomatica band delle Bloodwitch, in I Am Not Okay With This si sente tantissima musica. I protagonisti sono costantemente all'ascolto, ma anche la colonna sonora gioca la carta dell'effetto nostalgia, ripescando brani dal periodo d'oro degli anni '80. Se vi è venuta voglia di risentire qualcuno nei pezzi presenti negli episodi ma proprio non riuscite a ricordarvi il titolo, ecco la lista di tutte le canzoni sentite nella prima stagione di I Am Not Okay With This, divise episodio per episodio. 

I Am Not Okay With This I Am Not Okay With This Un'adolescente si giostra tra le difficoltà a scuola, la famiglia e la sessualità, facendo i conti con i suoi superpoteri. Tratta dal fumetto di Charles Forsman. Apri scheda

Episodio 1 - Caro diario...

  • I’m Not Like Everybody Else - The Kinks
  • I See It, I Like It, I Want It - Shirley Ellis
  • I Should Not Be Seeing You - Connie Conway
  • Fly- Bloodwitch
  • Bad Things - Cults

Episodio 2 - Il maestro della sveltina

  • I Remember Lucy - Thunderboots
  • Hey Little Girl - Bloodwitch
  • Clown - Midnight Sister
  • Vanilla Skin - Bloodwitch
  • Chug-a-Lug - Roger Miller
  • Something on Your Mind - Karen Dalton
  • Little Girl - Andrea Litkei & Ervin Litkei
  • I'm Glad - Captain Beefheart and His Magic Band

Episodio 3 - La festa è finita

  • All That Stuff - The Windbreakers
  • Every Time You Go Away - Paul Young
  • I Wish I Was a Monkey - Nervous Norvus
  • As Long As We’re Together - The Lemon Twigs
  • Two Hearts - NZCA Lines
  • Jessie’s Girl - Rick Springfield
  • L.O.V.E - Extreme Music
  • Burn Baby Burn - Stud Cole

Episodio 4 - Con Stan al mio fianco

  • King of Rock ’n’ Roll - Pre Fab Sprout
  • Holding Out for a Hero - Bonnie Tyler

Episodio 5 - Un altro giorno in paradiso

  • Pissed Punks (Go for It) - Peter and the Test Tube Babies

Episodio 6 - Tale padre, tale figlia

  • Hush, Hush, Hush, Here Comes the Bogey Man - Henry Hall and His Orchestra
  • Fly - Bloodwitch

Episodio 7 - Il segreto più intimo e nascosto

  • Sunshine Superman - Mike Vickers
  • Here Comes Your Man - Pixies
  • Tied Up - Paddy the Wanderer
  • Somewhere in My Heart - Aztec Canada
  • More Than This - Roxy Music
  • It Must Have Been Love - Roxette
  • The Killing Moon - Echo and the Bunnymen
  • That's Why - David Marks and the Marksmen

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Ci sono serie pensate per essere autoconclusive, che raccontano una storia nell'arco di una sola stagione. È il caso di Unorthodox. Ci sono poi altri show, come Dark, che sanno già quando raggiungeranno il traguardo. A volte capita invece che un telefilm sia così amato dal pubblico che la rete televisiva che lo trasmette continua a rinnovarlo per anni, nonostante il progetto iniziale non lo prevedesse. Vi dice nulla il caso di Supernatural? E poi c'è Netflix che tende (con le dovute eccezioni) a cancellare le sue serie originali dopo circa 3 stagioni.

Per decenni, il successo di una serie televisiva era in parte decretato dalla sua longevità, tanto che il cast firmava contratti che li vincolava per circa 4-6 anni. Certo, poteva capitare che una serie non incontrasse il favore de pubblico e che, sfortunatamente, venisse cancellata dopo una stagione o due, ma in genere valeva la regola dei sei anni. Con l'avvento di Netflix, qualcosa però è cambiato. Se la televisione tradizionale continua a sfornare serie che ci tengono compagnia per anni, il colosso dello streaming sembra non voler portare avanti i suoi prodotti originali troppo a lungo.

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