Il film accusato di sessualizzare le bambine e la campagna #CancelNetflix

Autore: Rina Zamarra ,
Netflix
2' 29''
Copertina di Il film accusato di sessualizzare le bambine e la campagna #CancelNetflix

Non si placa la polemica per il film Donne ai primi passi. Gli spettatori di Netflix non si sono accontentati delle scuse ufficiali della piattaforme e hanno lanciato la campagna social #CancelNetflix. 

Tutto è cominciato con la divulgazione del poster del film alla fine di agosto. Donne ai primi passi racconta la storia della 11enne Amy, combattuta tra l’appartenenza a una famiglia africana di stampo tradizionale e il suo desiderio di essere libera di far parte di una dance crew. Per la promozione del film, diretto dalla regista di origini senegalesi Maïmouna Doucouré, Netflix aveva utilizzato un’immagine delle protagoniste in pose piuttosto ammiccanti. 

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La pubblicazione del poster ha scatenato l’indignazione degli utenti americani. Netflix ha subito rimosso la locandina, scusandosi per la scelta inappropriata e poco rappresentativa del film. Il danno, però, è stato fatto. Maïmouna Doucouré ha raccontato addirittura di aver ricevuto delle minacce di morte, incomprensibili per lei. La regista, infatti, non aveva visionato il poster americano, differente da quello usato in Francia per promuovere l’uscita del film in sala. 

In realtà, lei stessa ha chiarito che l’intento del film non è certo quello di sessualizzare delle bambine: 

Il messaggio principale del film è che queste ragazze dovrebbero poter vivere la loro infanzia e avere il tempo di scegliere quali adulte vorranno essere. Il messaggio è che la protagonista ha una scelta: navigare tra due culture [quella africana tradizionalista e quella francese moderna] e scegliere elementi provenienti da entrambe per poter sviluppare la propria interiorità, indipendentemente da ciò che i social impongono alla nostra società. 

Secondo Maïmouna Doucouré, il film è schierato esattamente dalla stessa parte dei genitori che hanno sottolineato la pericolosità dei modelli femminili supportati dai social e hanno lanciato una petizione per indurre Netflix a cancellare il film dalla piattaforma. Lei, infatti, si è augurata che la visione del film induca i sostenitori della petizione a cambiare idea. Sembra, però, che non sia accaduto. 

Americani e turchi si scagliano contro Donne ai primi passi 

Il gruppo americano PTC (Parents Television Council) sostiene la tesi dell’influenza negativa di Donne ai primi passi anche dopo la visione del film. Si tratta di un gruppo di stampo conservatore che ha sottolineato alcune scene forti, come quella in cui la protagonista si fa una foto dei genitali o quella in cui cerca di sedurre un membro della famiglia per evitare una punizione. 

Il gruppo, infatti, ha dichiarato che l'intento della regista è annacquato dall’eccessiva sessualizzazione delle protagoniste, che fa finire in secondo piano il messaggio implicito riguardo la pericolosità dei social media. 

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È dello stesso avviso anche il Ministero della Famiglia del Governo Turco che ha chiesto alla piattaforma di rimuovere il film. Questa la motivazione: 

….il film può avere un impatto negativo sullo sviluppo psicosociale dei bambini.

Intanto, la campagna #CancelNetflix su Twitter si infiamma, con tantissimi post. Molti anche gli utenti italiani pronti a cancellare l’abbonamento per via di Donne ai primi passi.   

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