Il primo ritratto generato da un'IA battuto all'asta per 432mila dollari

Autore: Danilo Abate ,
Copertina di Il primo ritratto generato da un'IA battuto all'asta per 432mila dollari

Per la celebre casa d’aste newyorkese Christie's e, in generale, per la storia dell’uomo, il 25 ottobre 2018 è un giorno che verrà ricordato in eterno. Il motivo? Perché il 25 ottobre è il giorno in cui è stata battuta all’asta, per la prima volta in assoluto, un’opera d’arte realizzata da un’IA.

Avete capito bene, un algoritmo è riuscito a realizzare il ritratto “Edmond de Belamy”, grazie al lavoro del gruppo francese Obvious, formata dagli esperti in “machine learning” Hugo Caselles-Dupré, Pierre Fautrel e Gauthier Vernier.

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L’agguerritissima battaglia fra gli offerenti per aggiudicarsi Edmond de Belamy alla fine ha fatto sì che la base d’asta, compresa fra i 7 e i 10mila dollari, lievitasse vertiginosamente fino a raggiungere un valore di 432.500 dollari (all’incirca 380.200 euro).

Obvious
I membri di Obvious accanto al ritratto Le comte de Belamy
Uno sguardo ravvicinato a

Il quadro, battuto all’asta sulla piattaforma online di Christie's, è stato realizzato tramite tecnologia GAN (generative adversarial network ovvero rete antagonista generativa), tecnica che consente di ottenere come risultato finale delle fotografie che risultano autentiche all’occhio umano.

In realtà Edmond de Belamy non è la prima opera realizzata dai ragazzi di Obvious, essa infatti fa parte di una serie di undici ritratti di una famiglia immaginaria, ottenuti archiviando in un algoritmo 15mila dipinti realizzati fra il 14esimo e il 20esimo secolo. Partendo da quest’archivio, l’algoritmo ha mostrato tutto il suo “estro creativo”, e il risultato finale è stato stampato e incorniciato da Hugo Caselles-Dupré e compagni.

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Nel quadro Edmond de Belamy possiamo osservare un gentiluomo francese che indossa un frock coat e un colletto bianco e, in basso a destra, è possibile vedere la firma dell’algoritmo.

Il nome del ritratto “Belamy” rappresenta un tributo a Ian Goodfellow, sviluppatore di GAN il cui cognome tradotto in francese corrisponde a “bel ami”.

Un altro “membro della famiglia Belamy”, nello specifico “Le comte de Belamy”, era stato venduto a inizio anno al collezionista Nicolas Laugero-Lassere alla cifra di 10mila euro.

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L’identità dell’acquirente de Edmond de Belamy è attualmente sconosciuta, ma una cosa è certa, potrà essere fiero del fatto che il suo Edmond de Belamy è stato venduto a più del doppio del prezzo di altri due “illustri colleghi” che hanno partecipato all’asta. In quell’occasione erano infatti in vendita anche una stampa di Andy Warhol e un’opera bronzea di Roy Lichtenstein.

Richard Lloyd, responsabile internazionale di stampe e multipli per Christie's, parla di una vera e propria nuova era per l’arte:

L’IA è solo una fra le tante tecnologie che sortiranno un impatto importante sul mercato dell’arte in futuro, anche se attualmente è difficile prevedere con esattezza quali saranno i cambiamenti. Possiamo soltanto dire che siamo di fronte all’inizio di una nuova era.

E voi che ne pensate? Siete dello stesso avviso di Lloyd?

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Autore: Francesca Musolino ,
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Ed ecco quindi che possiamo vedere Iron Man sfrecciare nel cielo con le sue armature, Thor mentre si teletrasporta da un mondo all'altro, Wanda che altera la realtà costruendo scenari immaginari e Wasp che si rimpicciolisce o ingrandisce ogni volta che una situazione lo richiede.
Ma affinché tutto questo sia possibile, dietro c'è un grande lavoro fatto da altri tipi di eroi: gli eroi invisibili.

Come spettatori, siamo da sempre abituati a ricevere il prodotto finito, giudicando solo ciò che vediamo sullo schermo.
Ma poche volte ci soffermiamo a domandarci quante persone, quante ore di lavoro, quanti sacrifici siano stati impiegati su ogni singolo pixel; perché un puzzle, per essere completo, ha bisogno di ogni suo pezzo al posto giusto.
Questa è una regola che vale in ogni ambiente e in ogni contesto. Ma purtroppo l'era del consumismo ci ha abituati a essere troppo superficiali; e con la scusante de "il cliente ha sempre ragione", valutiamo soltanto i contenuti finali, senza mai fare un percorso a ritroso per capire la storia che c'è dietro a quel contenuto. 
Ed è proprio sul binomio domanda-offerta che ruotano il mondo dell'economia e di tutti i settori annessi, incluso quello dell'intrattenimento. Perché è chiaro che se il consumatore non ottiene ciò che vuole, si rischia un flop; e di conseguenza, va sempre accontentato.

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