Il Re, la recensione: Netflix rifà il look al noto dramma shakespeariano

Autore: Matteo Tontini ,
Netflix
4' 43''
Copertina di Il Re, la recensione: Netflix rifà il look al noto dramma shakespeariano

Essendo uno dei monarchi più amati e gloriosi della storia inglese, Enrico V è stato interpretato molte volte nel corso degli anni, a partire dal dramma storico di William Shakespeare composto tra il 1598 e il 1599. Il Re di Netflix è soltanto l'ultima delle sue numerose iterazioni e si rifà proprio all'Enrico V del celebre drammaturgo, pur rimanendo un adattamento libero e innovativo. Nella pellicola diretta da David Michôd, il principe edonista e ribelle Hal (interpretato da un ottimo Timothée Chalamet) è rinnegato dal padre, che gli preferisce il fratello minore, e conduce una vita nella dissolutezza. Tuttavia, mentre le ribellioni insorgono e i pericoli minacciano la corona, Hal è costretto a farsi avanti e sale al trono giovanissimo.

Netflix omaggia uno dei sovrani più noti della storia inglese

Michôd sapeva bene cosa stesse facendo quando scelse Chalamet nei panni di Hal/Enrico V. La vera vita del sovrano fu innegabilmente tragica, ma la storia shakespeariana non mira tanto all'accuratezza storica quanto a raccontare di amicizie, tradimenti e guerre. Il Re dà agli spettatori un motivo in più per cui interessarsi alle gesta del monarca: la bellezza del protagonista. Il regista premia i lineamenti delicati dell'attore a ogni inquadratura e, nel caso aveste apprezzato Chalamet in Chiamami col tuo nome, rimarrete soddisfatti dal film storico di Netflix nonostante i suoi (pochi) difetti. Quando incontriamo per la prima volta il principe, è a torso nudo e dorme. I suoi lunghi capelli non sono ancora stati tagliati di netto; indossa una catena d'argento al collo e sembra una rockstar anni '70 che si sveglia dopo una lunga notte di baldoria (che è esattamente quello che è successo). Non approva la condotta belligerante di suo padre e ha rifiutato la vita da regnante, preferendo trascorrere i suoi giorni in mezzo al popolo. Le sue attività quotidiane includono: prendersi cura di uomini feriti, fare sesso con belle donne e bere vino in compagnia del suo migliore amico Falstaff, un divertente personaggio inventato da Shakespeare e interpretato da Joel Edgerton ne Il Re.

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Enrico V sul trono
Enrico V sfoggia la corona appena ereditata

È ovviamente dopo l'incoronazione che la vita di Enrico V prende un'altra piega. L'Inghilterra è insidiata da minacce sia interne che esterne e lui, in qualità di re, deve prendere difficili decisioni: la più grande spina nel fianco è la Francia, guidata in battaglia dall'arrogante erede al trono (interpretato da Robert Pattinson), contro cui il Paese finisce per combattere la famosa guerra dei cent'anni. Il regista offre una visione cupa e crudele del conflitto medievale, attraverso una tavolozza di colori spenti per dare maggiore senso a una guerra senza compromessi in un'era spietata. Le sequenze dello scontro sono particolarmente moderne e i duelli corpo a corpo trasmettono la giusta tensione. Il culmine viene raggiunto con la battaglia di Azincourt: volutamente disordinata, immersiva e sanguinolenta, fa eco alla Battaglia dei Bastardi di Game of Thrones. Se, infatti, la serie fantasy di HBO si è ispirata alla guerra dei cent'anni, a livello di storia, Il Re ricambia il favore richiamandone lo stile.

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Il Re conferma le qualità di Timothée Chalamet

Il rubacuori hollywoodiano Timothée Chalamet ha già mostrato le sue abilità recitative in Chiamami col tuo nome e in Lady Bird, ma interpretare uno dei grandi pilastri della storia inglese avrebbe potuto essere uno scoglio per lui come per chiunque altro: e invece l'attore ventitreenne stupisce ancora, calandosi nella parte di un principe Hal giocoso e provocatorio prima di trasformarsi in un sovrano più serio e coscienzioso. L'arco narrativo del personaggio - come raccontato da William Shakespeare - è già noto a molti, ma è più facile entrare in empatia con Enrico V se c'è Chalamet a recitare nei suoi panni. Il protagonista è abilmente supportato da un talentuoso cast di personaggi secondari, tra cui spicca il pragmatico lord cancelliere interpretato da Sean Harris e l'alcolizzato baronetto Falstaff, nel film recitato da Edgerton (come già accennato). Piacevole vedere Robert Pattinson nel ruolo del capriccioso Delfino, ma guardando la pellicola in lingua originale è facile accorgersi del suo accento francese forzato e talvolta irritante (anche il doppiaggio non è certo il massimo).

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Enrico V sfida a duello il Delfino
Enrico V propone al Delfino di battersi in un duello uno contro uno

Ben Mendelsohn è invece il padre malato di Hal, un personaggio che si fa presto da parte con la sua morte: ciò implica che il rapporto conflittuale tra Enrico IV e il figlio sia poco esplorato ne Il Re, ma in compenso la relazione tra Hal e la futura sposa Caterina di Valois è magnificamente messa in scena, seppur per breve tempo. Il merito è di una magnetica di Lily-Rose Depp, il cui personaggio non offre facili scappatoie al protagonista e dà un'aria meno passiva alla regina consorte. Prendendosi alcune libertà e distaccandosi parzialmente dalla versione shakespeariana del famoso sovrano, Il Re di Netflix è una rivisitazione modernizzata del dramma originale e ricrea con cura un importante periodo storico, non solo al fronte ma anche nei momenti di vita di corte, dove la politica e gli interessi personali sembrano prendere il sopravvento sul resto. Il difetto più grande del film è che tenta di coprire e sviluppare troppi aspetti della vita di Enrico V, anche quelli in secondo piano, finendo per avere meno tempo di quanto sarebbe servito per approfondirne altri - come il legame assente con il padre.

L'opera di Michôd, sebbene abbia una durata di 140 minuti, è scorrevole e la visione non risulta mai pesante; piccola nota di demerito agli ultimi 20 minuti, che suggeriscono una conclusione più ricca e dinamica in onore a quanto accaduto prima, ma illudono lo spettatore chiudendo la storia del giovane Enrico V in modo brusco e un po' inaspettato.

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Il Re è una versione hollywoodiana di Enrico V, solo in parte fedele al dramma di Shakespeare. Netflix può brindare sapendo di aver realizzato un film storico di successo, ben recitato e coinvolgente.
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