Il regista di Parasite non crede che dirigerà mai un cinecomic Marvel

Autore: Marcello Paolillo ,
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L'autore di Parasite Bong Joon-Ho ha visto trionfare il suo film all’edizione 2019 del Festival di Cannes, oltre ad essere atteso al varco in occasione dei premi Oscar 2020 grazie alla candidatura della pellicola in ben sei categorie (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Film Internazionale, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Montaggio e Miglior Scenografia). 

Ora, il  regista e sceneggiatore sudcoreano ha discusso nel podcast di Variety The Big Ticket (via IndieWire) della possibilità che un giorno possa dedicarsi a un cinecomic, nello specifico quelli targati Marvel.

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Non penso che i Marvel Studios vorrebbero un regista come me. Non mi aspetto offerte da loro. Delle loro opere ho davvero apprezzato quelle di James Gunn [Guardiani della Galassia Vol. 1 e 2, n.d.R] e il Logan di James Mangold e penso che ci siano dei registi grandiosi in grado di lavorare a progetti colossali come quelli. L’industria cinematografica pare estremamente complicata, ma per me abbastanza semplice per i registi. È meglio che fai quello in cui sei bravo. E non ritengo che io e la Marvel siamo fatti l’uno per l’altra. È una cosa che sento a livello intuitivo.

Bong Joon-Ho ha poi chiarito il fatto che non si sentirebbe a proprio agio con film "dispersivi" come i cinecomic Marvel:

Mi sento più a mio agio con progetti della portata di Parasite, dove è come se si facesse un film al microscopio dove puoi avere un approccio più meticoloso e focalizzato. Senza dubbio è il modus operandi più adatto a me. Oltre ad essere il sentiero che mi piace percorrere. Non parlo di certo guidato da modestia o paura. Penso solo che devo fare quello che mi si addice di più.

Lo scorso anno, in occasione del Toronto International Film Festival i settembre, Bong ha reso noto a IndieWire che per i suoi film vuole attenersi solo a idee e sceneggiature originali (sulla falsariga di un Quentin Tarantino), anziché essere un regista a noleggio per i grandi studi americani.

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La Nave di Teseo ha pubblicato l'edizione italiana dello storyboard creato, disegnato e commentato dal regista Bong Joon-ho; il punto di partenza nella creazione del film premio Oscar Parasite.
Autore: Elisa Giudici ,
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Come è nato Parasite, il film coreano capace di vincere la statuetta di miglior film agli Oscar 2020, segnando una vittoria storica per il cinema "straniero" e asiatico? La risposta è contenuta in un elegante volume dalla copertina argentata appena pubblicato dalla casa editrice La Nave di Teseo. S'intitola Parasite ed è molto di più di un semplice omaggio al film, con contenuti extra ed illustrazioni dedicate. Per spiegare esattamente cosa troverete in questo volume bisogna però approfondire un po' il modus operandi del regista coreano di Memorie di un assassino e Okja. 

Se infatti quasi tutti i film vengono girati a partire da un copione, ovvero dalla versione scritta dei dialoghi dei film divisi per scene, contenente anche la descrizione degli ambienti e talvolta qualche notazione di regia, non è così comune imbattersi in un regista metodico e pianificatore come Bong Joon-ho. Il suo modo di scrivere e pianificare un film ricorda molto quello del collega inglese Alfred Hitchcock, che soleva dire: "la parte più noiosa di un film è girarlo". Hitchcock infatti (omaggiato con un piccolo easter egg proprio in Parasite) era solito pianificare ogni singola scena con una tale livello di dettaglio - scegliendo già dove posizionare la cinepresa e come muoverla - da rendere il set una mera messa in pratica del piano iniziale.

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