Il Rito: il libro e la storia vera che hanno ispirato il film con Anthony Hopkins

Autore: Giulia Vitellaro ,
Netflix
6' 51''
Copertina di Il Rito: il libro e la storia vera che hanno ispirato il film con Anthony Hopkins

Il Rito (The Rite) è un film del 2011, scritto da Micheal Petroni e diretto da Mikael Håfström, già conosciuto per un celebre adattamento cinematografico, 1408 di Stephen King, oltre che per Derailed - Attrazione letale e Evil - Il ribelle.

Il progetto di Håfström, pur facendo parte a pieno titolo della nutrita categoria dei film di possessione, se ne distanzia per temi, effetti e atmosfere. Ne Il Rito seguiamo infatti le vicende di un giovane seminarista in crisi, concentrandoci più sul suo travaglio spirituale interiore che sulla spettacolarizzazione degli esorcismi a cui assiste. Le atmosfere cupe e claustrofobiche degli interni si alternano a meravigliose panoramiche su Roma, che sembrano stridere di proposito con gli eventi terribili a cui fanno da sfondo. La storia sullo schermo appare ancora più inquietante, se si pensa che è liberamente ispirata dagli eventi raccontati in un libro scritto da un giornalista americano.

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Il cast è arricchito dalle interpretazioni di Colin O’Donoghue (The Tudors, Once upon a Time) e Anthony Hopkins, e vede protagoniste anche attrici italiane come Maria Grazia Cucinotta e Marta Gastini (I Borgia). 

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Padre Lucas (Anthony Hopkins) guarda Roma e il Vaticano dal belvedere

Trama

Per fuggire da una situazione familiare particolare, Micheal Kovac (Colin O’Donoghue) decide di entrare in seminario. Sin dall’inizio, non è veramente convinto della propria vocazione e giunto quasi alla fine del suo percorso spirituale e sembra volersi ritirare dagli studi teologici: uno strano incidente lo porta a farsi convincere dal proprio mentore, padre Matthew (Toby Jones) a recarsi a Roma, dove seguirà un corso di stampo universitario per esorcisti

Visto il suo insistente scetticismo, uno dei suoi più severi insegnanti di Roma, padre Xavier (Ciaran Hinds), lo manda ad assistere a un esorcismo eseguito da padre Lucas (Anthony Hopkins) su Rosaria (Marta Gastini), una sedicenne incinta con storie di abusi sessuali in famiglia.

Il film si sviluppa tutto sul primo, necessario dubbio di Micheal dopo aver assistito alla vicenda: la ragazza è vittima di un profondo disturbo psichico o è alla mercé di Lucifero?

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Rosaria incatenata al letto d'ospedale, in preda ad una crisi ne Il Rito

Agli appuntamenti con padre Lucas si intervallano incontri casuali con la giornalista Angelina (Alice Braga), che segue il corso con lui per scrivere un articolo, e che è interessata a incontrare il reticente padre Lucas. Micheal si offre di raccontarle gli esorcismi a cui ha assistito, con la condizione di non usare i veri nomi delle persone coinvolte e di non dare informazioni troppo precise.

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Colin O’Donoghue nelle vesti del seminarista e futuro prete Micheal

Man a mano che la storia procede, Micheal vede il proprio insorgente ateismo vacillare davanti ad eventi inspiegabili, senza che tuttavia i dubbi smettano di attanagliarlo del tutto. La pellicola si interroga su cosa sia la verità e sulla natura del credo religioso cattolico, indagando senza verbosità il male e le sue interpretazioni (cattoliche e non).

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Gli eventi prendono una piega inaspettata quando Rosaria, dopo un esorcismo particolarmente terribile, muore: padre Lucas inizia lentamente a mostrare le stesse, inquietanti caratteristiche dei posseduti che si sottopongono ai suoi esorcismi. Micheal dovrà mettere da parte tutti i propri dubbi e finirà per esorcizzarlo. Sarà accettare l’esistenza di Satana che porterà il protagonista ad accogliere Dio, e dunque a salvare padre Lucas.

Il libro di Matt Baglio

Al film è stato riconosciuto il negarsi agli effetti tipici dell’horror di esorcismo. Per citare padre Lucas: “Cosa ti aspettavi? Teste che girano di 360 gradi? E la mancanza degli effetti speciali tipici dei film di esorcismo ha in effetti una spiegazione: il film prende ispirazione da un libro che parla di fatti realmente accaduti, anche se con alcune alterazioni dovute all’adattamento. 

Il corso di studi focalizzato sull’esorcismo e sul potere liberatori della preghiera esiste veramente, è tenuto dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum a Roma ed è sponsorizzato dal Vaticano. E mentre il personaggio di Micheal Kovac è parzialmente inventato, padre Lucas è ispirato a un uomo di chiesa realmente esistito.  “Non è stato l’esorcismo in sé ad attrarmi”, rivela infatti il regista. “Non si girano film basandosi su un argomento, si girano basandosi sui personaggi. È una storia di crescita, sul trovare se stessi e il proprio ruolo in questa vita”.

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Micheal segue una lezione del corso per esorcisti a Roma

Dal 2006, padre Gary Thomas  ha prestato servizio alla parrocchia del Sacro Cuore a Saratoga (California). Lì, il prete di rito romano cattolico non si limita a dire messa e ad accogliere le confessioni dei propri accoliti. Padre Thomas è infatti uno dei 14 esorcisti certificati dal Vaticano presenti su suolo americano ed è stato d’ispirazione per la creazione del personaggio di Micheal. Ha studiato presso l’Athenaeum Pontificium Regina Apostolorum, a Roma, e durante i suoi studi ha incontrato il giovane giornalista Matt Baglio, che ha iniziato a scrivere una cronaca dettagliata del percorso accademico e spirituale del parroco nel libro “Il rito. Storia vera di un esorcista di oggi”. Tutti i racconti fatti dal prete a Baglio sono stati raccolti dal giornalista minuziosamente e documentati, costruendo un discorso sull’esistenza di Satana, del male, e interrogandosi sulla necessità o meno degli esorcismi. Questo libro è la materia prima da cui prende vita la sceneggiatura di Micheal Petroni e il lavoro di Mikael Håfström.

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Anthony Hopkins nel ruolo di padre Lucas con un crocifisso alle spalle in una scena di Il Rito

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Thomas ha passato una settimana sul set del film come consulente per il regista, riportando l’esperienza accumulata dopo essersi occupato di circa 100 casi di “vere” o presunte possessioni demoniache. Delle centinaia di persone che hanno richiesto i suoi particolari servizi dice: 

“Di recente in cui mi sono occupato di cinque casi nello stesso periodo. Con due di loro siamo riusciti a completare l’esorcismo. La terza persona ha minacciato di denunciare me e il prete che si era rivolto a me, quindi ho dovuto smettere, anche se so che è stato il demonio a farglielo fare, non lei. In un altro caso, la persona posseduta non poteva affrontare molte sessioni di seguito, è da un anno che va avanti. Prego per lui e per altri casi simili. Anche l’altro esorcismo, complicatissimo, non è ancora finito”. 

L’uomo di chiesa non esita nell’affermare che l’80% delle persone che gli si rivolgono hanno subito abusi di natura fisica o sessuale; ogni volta che viene convocato per un esorcismo si premura di assicurarsi che prima di lui la persona in questione abbia ricevuto tutto l’aiuto medico e psicologico possibile. Se si accorda per un incontro, inizia una lunga intervista col presunto posseduto, facendogli domande molto specifiche su come sia iniziata la possessione demoniaca e riguardo alla propria storia familiare: “Spesso si tratta di persone che lottano con disturbi mentali”, ammette.

I dettagli del film che hanno preso spunto dalle esperienze personali del prete non sono pochi. Un aneddoto quasi comico dai suoi racconti riguarda un esorcismo eseguito dal suo mentore a Roma, padre Carmine; come il personaggio di Hopkins, Thomas racconta di come Padre Carmine abbia risposto al cellulare nel bel mezzo del rito, di fronte al posseduto. Altri particolari dal carattere più inquietante riguardano i comportamenti dei posseduti. Una delle cose che Thomas sembra notare più spesso durante gli esorcismo è la deformazione del volto in smorfie orrende e innaturali, dettaglio che è stato utilizzato per ispirare la straordinaria interpretazione di Marta Gastini. Anche il modo in cui muta il viso di padre Lucas durante la possessione è stato ispirato da un racconto di padre Thomasin cui una donna venezuelana faceva versi e compiva movimenti simili a quelli di un rettile.

La fine de Il Rito è tutt’altro che aperta, e mostra il protagonista, Micheal, abbracciare il proprio destino e la propria fede. Il messaggio della pellicola, al termine della storia, è chiaro: il male, che si creda nel diavolo o meno, ha origine in noi, nella nostra storia personale, nelle nostre colpe e nei nostri traumi.

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Padre Lucas (Anthony Hopkins) si rade allo specchio, percependo l'inizio della possessione

 Parlando del film, Hopkins cita infatti Carl Jung, e mostra così il proprio punto di vista, slegando il messaggio del film dalla sola dimensione religiosa e rendendolo più universale:

Jung diceva: “Se non affronti le tue ombre, sarai fatto a pezzi”. Combattere le ombre che dimorano dentro di noi fa sempre bene.

Il Rito Il Rito Il giovane Michael Kovak aiuta il padre nell’impresa funebre di famiglia. Per fuggire Michael entra in seminario, pur senza una vera vocazione. Dopo quattro anni, alla vigilia dell’ordinazione, Michael vorrebbe ... Apri scheda

Il rito è un film con Anthony Hopkins, Colin O’Donoghue, Alice Braga, Ciaran Hinds, Toby Jones, Rutger Hauer, Marta Gastini e Maria Grazia Cucinotta. È stato diretto da Mikael Håfström e distribuito in Italia da Warner Bros nel 2011.

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