Il sesto senso: il finale e la spiegazione del film con Bruce Willis

Autore: Simona Vitale ,
Copertina di Il sesto senso: il finale e la spiegazione del film con Bruce Willis

Diretto nel 1999 da M. Night Shyamalan, Il sesto senso (titolo originale #The Sixth Sense) è uno dei film horror di maggior successo della storia del cinema. Prodotta con un budget di circa 40 milioni di dollari, la pellicola ha ottenuto un incredibile successo commerciale arrivando ad incassare in tutto il mondo oltre 672 milioni di dollari al box office. Per diversi anni, è stata di fatto l'horror più redditizio di sempre, finendo con l'essere superato solo da IT nel 2017.

Il sesto senso è stato accolto in maniera entusiasta anche dalla critica, oltre che dal pubblico, tanto da renderlo ancora oggi un vero e proprio cult di genere. Il successo de Il sesto senso è da rinvenirsi sicuramente nella bravura e nelle toccanti interpretazioni dei due protagonisti: Bruce Willis (nei panni del dottor Malcolm Crowe) e di un allora giovanissimo Haley Joel Osment (nei panni del piccolo e problematico Cole Sear). Non solo, però. L'originalità della trama, la capacità di spaventare ed emozionare gli spettatori e il sorprendente finale della pellicola hanno di certo dato il loro contributo nel rendere Il sesto senso una pietra miliare della storia del cinema.

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La trama del film

La pellicola comincia mostrandoci Malcolm Crowe, apprezzato psicologo infantile di Philadelphia, che torna a casa una sera con sua moglie Anna dopo aver ricevuto un premio per il suo lavoro. Nel bagno della loro abitazione, però, appare un giovane che accusa Malcolm di averlo abbandonato e di non essere riuscito a curarlo. L'intruso risponde al nome di Vincent Grey, un ex paziente che Crowe aveva curato da bambino, quando soffriva di allucinazioni. 

Grey spara prima a Malcolm allo stomaco e poi rivolge la pistola verso se stesso, uccidendosi. Nell'autunno successivo, diversi mesi dopo l'accaduto, Malcolm (che non è più l'uomo di successo visto a inizio film) conosce Cole Sear, un bambino di 9 anni evidentemente terrorizzato da qualcosa, e sin da subito avverte l'esigenza di doverlo aiutare. In primis per rimediare al suo fallimento con Vincent Grey e poi anche per tentare di riconciliarsi con sua moglie, diventata fredda e distante nei mesi seguenti all'incidente.

Mentre Lynn, la madre di Cole, è molto preoccupata per suo figlio, anche per degli evidenti segni fisici presenti sul corpo del ragazzino, Cole confida il suo segreto a Malcolm: vede i fantasmi andare in giro come i vivi, ignari di essere morti. Lo psicologo, inizialmente, pensa che Cole sia un soggetto delirante e schizofrenico e medita di abbandonare il caso.

Dopo aver ascoltato un'audiocassetta di una sessione medica con Vincent, Malcolm sente un uomo che piange e che chiede aiuto in spagnolo e inizia a credere che Cole stia dicendo la verità. L'uomo allora spinge Cole a vedere il "dono" che gli è stato riservato sotto un altro aspetto e invita il ragazzino a interagire con le anime dei defunti che solo lui vede, per tentare di aiutarle a compiere quanto di irrealizzato hanno lasciato su questa terra e passare così oltre. 

Il finale de Il sesto senso

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Il sesto senso scena
Una scena de Il Sesto Senso

Mentre Cole impara a convivere con il suo "dono" e nel frattempo migliora il suo rendimento scolastico, anche Lynn si rende conto finalmente che suo figlio non è delirante ma è davvero in grado di comunicare con i fantasmi dei defunti. 

Bloccato nel traffico con la donna, infatti, il ragazzino racconta alla madre il suo segreto e le dice che la strada è bloccata perché qualcuno è morto in un incidente poco più avanti. La donna inizialmente non gli crede, ma Cole le rivela che sua nonna gli fa visita spesso e le racconta di come la donna abbia visto Lynn in uno spettacolo di danza quando lei era solo una bambina, rivelandole dei dettagli che di certo lui non poteva sapere. I due si abbracciano teneramente e finalmente Lynn capisce di dover aiutare suo figlio a sopportare il dono che gli è stato concesso.

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Malcolm decide di seguire il consiglio che gli aveva dato Cole in precedenza e cioè di parlare a sua moglie nel sonno. Tornato a casa, trova la donna addormentata e il video del loro matrimonio in riproduzione sullo schermo. Parlando nel sonno, Anna chiede a Malcolm perché l'abbia abbandonata e lascia cadere a terra la fede del marito. Ricordando ciò che Cole gli aveva detto su come le persone morte vedano solo ciò che vogliono vedere, lo psicologo comincia a vedere tutto quello che non aveva visto prima.

Malcolm ricorda di essere stato colpito da Grey e scopre di essere morto la notte in cui il giovane gli ha sparato. Malcolm dice a sua moglie di non essere mai stata seconda a niente e nessuno e che la ama. Grazie agli sforzi di Cole, gli affari incompiuti di Malcolm sulla terra sono finalmente stati completati e lo spirito dello psicologo può andare via in un lampo di luce.

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Significato e spiegazione del film di Shyamalan

Al di là dell'aspetto horrorifico del film (che pure ha la sua enorme importanza nel catturare l'attenzione dello spettatore) la pellicola e soprattutto il suo finale inducono ad una evidente constatazione: per poter vivere in maniera serena occorre avere uno scopo, un obiettivo da raggiungere.

La cosiddetta pace viene raggiunta dai due protagonisti de Il sesto senso solo con l'acquisita consapevolezza del proprio scopo su questa terra: Cole deve aiutare gli spiriti dei defunti a portare a compimento quanto hanno lasciato di incompiuto in questo mondo, Malcolm ha avuto invece come ultimo compito quello di aiutare proprio Cole a capire e a capirsi, prima di poter affrontare il fatto di essere egli stesso morto tempo prima. I due rappresentano l'uno la cura per l'altro, in modo da operare un riscatto che probabilmente non sarebbe stato possibile in un altro modo.

Di certo non tutti hanno compreso sin dall'inizio del film che Malcolm fosse morto. Il regista è stato abile nel confondere lo spettatore in questo senso, pur lasciando disseminati degli indizi qua e là che avrebbero potuto indurci ad una lenta comprensione di ciò.

Gli indizi sulla vera natura di Malcolm

Un elemento indicatore per tutta la durata della pellicola è rappresentata dal colore rosso. Il sesto senso, gradualmente, offre un'associazione tra i colori e i fantasmi e/o le cause della loro morte. Ad esempio, Cole e Malcolm si incontrano per la prima volta in una chiesa con una grande porta rossa. Cole indossa una divisa scolastica rossastra, che porta spesso quando parla con i fantasmi dei defunti. La maniglia della porta del seminterrato di Malcolm Crowe, dove il suo assassino si era nascosto, è rossa.

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Anna, la moglie di Malcolm, si veste di rosso il giorno del loro anniversario, dopo che lui è già morto. Quando Cole confessa il suo dono, è avvolto in una coperta rossa. E via discorrendo.

La predominanza di questo colore ci indica in maniera sottile che Crowe è un fantasma, sin dall'inizio.

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Il sesto senso poster
il poster de Il sesto senso

Ma non solo questo. Anche i vestiti indossati dallo psicologo durante tutto il film portano dritti dritti alla scioccante verità. Se qualcuno ha pensato ad una sorta di trasandatezza, sappiate che non è così. Gli abiti di Malcolm, durante la pellicola, presentano soltanto delle piccole varianti rispetto a quelli indossati il giorno in cui è stato ucciso, il che significa che non ha mai indossato capi nuovi dal giorno della sua morte.

Inoltre l'uomo non lascia mai ombra dietro sé. Alcune scene del film evidenziano anche questa caratteristica, come un primo piano sul pavimento mentre Malcolm e Cole aprono una porta che rivela in realtà solo l'ombra del ragazzino.

Ma il più chiaro segno di quanto accaduto a Malcolm, è dato dalla confessione allo psicologo fatta da Cole. In realtà, il bambino non sta solo confessando il suo terribile segreto. Sta cercando di far capire a Malcolm la verità su se stesso: che è morto e ancora non lo sa. Il ragazzino gli rivela che i fantasmi dei defunti vanno in giro come persone normali. Non si vedono tra loro. Vedono solo ciò che vogliono vedere e non sanno di essere morti. Sono ovunque.

Cole sta descrivendo esattamente quello che accade a Crowe, anche se lui ancora non se ne rende conto.

Shyamalan ha voluto offrire con questo apprezzatissimo film un messaggio semplice, quanto schietto e liberatorio: si può trovare il senso della propria esistenza nel riscatto della propria persona e delle proprie azioni, cercando di porre rimedio agli errori passati e riuscendo finalmente ad affrontare il futuro: che sia apparentemente più sereno (come per Cole) o che rappresenti la fine della stessa vita terrena (come per Malcolm). 

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