Jams: 5 cose da sapere sull'innovativa serie per ragazzi (e le sue tematiche)

Autore: Elena Arrisico ,
Copertina di Jams: 5 cose da sapere sull'innovativa serie per ragazzi (e le sue tematiche)

Prodotta da Stand by Me per Rai Gulp dal 2019, Jams è una serie TV italiana per adolescenti alla sua seconda stagione. Si tratta di una serie per ragazzi innovativa, per le tematiche importanti che affronta e per il modo in cui lo fa e si rivolge ai più giovani.

Con Sonia Battisti (Joy), Giulia Cragnotti (Alice), Andrea Dolcini (Max) e Luca Eduardo Varone (Stefano), la serie non presenta scene che potrebbero urtare la sensibilità del giovane pubblico, nonostante i temi delicati trattati.

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Jams affronta temi scottanti, come l’abuso sui minori

Jams affronta temi scottanti, come l’abuso sui minori. La trama racconta di tre vecchi amici, che si trovano a frequentare una nuova scuola e a stringere amicizia con un quarto amico che diventerà poi inseparabile.

Tra passioni in comune, amicizie, primi amori e musica, Jams – a differenza di molte altre produzioni – si rivolge sì a un pubblico giovane, ma lo fa per sensibilizzare su temi delicati, come l’abuso. Jams è l’acronimo dei nomi dei quattro amici, che decidono di chiamarsi così dopo un contest di cucina organizzato dalla scuola con lo chef Alessandro Borghese.

Presto, però, la serie prende una piega diversa quando Joy viene molestata dall’avvocato vicino di casa, nonché amico di famiglia. La reazione della ragazza è quella di chiudersi in se stessa, comportandosi male e allontanandosi da tutti, ma la verità viene poi finalmente a galla…

La produzione collabora con il team di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù

Per cercare di parlare di determinati argomenti nel modo più corretto possibile, soprattutto visto il target a cui si rivolge, la produzione di Jams collabora con il team di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù.

La serie ha come obiettivo quello di insegnare ai più giovani come far fronte a situazioni pericolose, parlandone con gli adulti o gli amici di cui si fidano: il messaggio è proprio quello dell’importanza di poter far affidamento sulle persone a cui si vuole bene, anche per superare i momenti peggiori, qualunque essi siano.

Come riportato da Repubblica, Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi, ha dichiarato:

Jams aiuta i ragazzi a capire dove può nascere un pericolo come la molestia sessuale e a difendersi. Ci rivolgiamo direttamente al nostro pubblico, che va dai 7 ai 12 anni, con una fiction rispettosa, attenta, che non vuole creare ansia, ma che aiuta a risolvere un problema. Abbiamo avuto la presenza di una psicologa sul set.

Le psicologhe dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù hanno, infatti, affiancato il cast, durante le riprese della serie.

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La serie sfrutta la tecnica del constructed reality

Jams sfrutta la cosiddetta tecnica del constructed reality. Cosa significa questo? Per dare maggiore forza all’obiettivo finale, è stato chiesto ai giovani attori di improvvisare alcune scene, senza dover recitare delle battute già scritte.

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Dando libero sfogo all’improvvisazione degli attori, Jams è riuscito a donare spontaneità alla trama, permettendo ai telespettatori di immedesimarsi maggiormente nei personaggi.

Il bullismo è un altro tema di Jams

Non solo abusi come nella prima stagione, ma anche bullismo. Il tema principale della seconda stagione di Jams è stato quello del bullismo e del cyberbullismo. Questa volta, la vittima è Max che, bullizzato dai compagni della squadra di calcio, decide di smettere di frequentare gli allenamenti.

A capire che qualcosa non va è Alice, sua ormai fidanzata. Tutto ciò accade mentre a scuola viene lanciato un nuovo contest, questa volta musicale: l'obiettivo è quello di scrivere un brano e girare anche un video che abbia come tema l'amicizia. Max, però, viene bullizzato nuovamente, ma questa volta online…

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Il progetto di Jams è ambizioso: insegnare ai ragazzi a riconoscere i rischi, a parlare sempre con qualcuno per superare vergogna e paure e a gestire le relazioni digitali prendendosi le proprie responsabilità per ciò che scrivono online. Un approccio, senza alcun dubbio, educativo che non risulta essere didattico.

Jams parlerà anche della quarantena da COVID-19

Poteva Jams non affrontare un tema delicato quello del COVID-19? Ovviamente, no! Tra nuove amicizie, video-lezioni da casa e la preoccupazione per il nonno di uno dei protagonisti e per uno dei genitori che lavora in ospedale, con la sua terza stagione, la serie racconterà la quarantena che l’Italia ha vissuto, dal punto di vista dei ragazzi.

L’emergenza da Coronavirus (SARS-CoV-2) sbarca nella serie televisiva italiana che, quasi in tempo reale, racconterà una fetta di storia e di distanziamento sociale. Come riportato da ANSA, lo sforzo produttivo – date le misure restrittive ancora in corso nel nostro Paese - non sarà indifferente, ma l’obiettivo – ancora una volta – è quello di regalare un racconto che sia attuale, dimostrando forza creativa e capacità di adattamento ai cambiamenti della società.

Come dichiarato da Simona Ercolani, CEO di Stand by Me:

Mai come in questo caso il racconto vive parallelamente alla realtà, dato che la serie racconterà la vita dei ragazzi nel mese precedente alle riprese e la tecnica di recitazione del constructed reality, che si basa sull'improvvisazione degli attori, oggi si rivela ancora più capace di conferire veridicità al racconto, perché tutto il cast può dire di aver vissuto questa esperienza in prima persona, esattamente come tutti i loro coetanei nel mondo.

Ideata da Simona Ercolani e scritta con Angelo Pastore, Mariano Di Nardo, Josella Porto e Filippo Gentili, Jams vede alla regia Alessandro Celli.

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La stagione 3 di Jams, composta da cinque episodi, è attesa su Rai Gulp e RaiPlay a giugno 2020, anticipandone l’uscita che era prevista per fine anno.

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