Johnny Depp e l'Australia, continuano i guai

Autore: Maria Teresa Moschillo ,

Johnny Depp non sembra proprio intenzionato ad archiviare una volta per tutte la "questione australiana". 

L'attore - che tempo fa è stato accusato con la moglie Amber Heard di contrabbando di animali in territorio australiano - ha urtato la sensibilità del Ministro dell'Agricoltura Barnaby Joyce lasciandosi sfuggire un commento sicuramente ironico, ma a detta di molti poco rispettoso.

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Facciamo un passo indietro.

Depp e la moglie sono stati dichiarati colpevoli per aver violato alcune leggi australiane inerenti l'ingresso nel Paese di animali provenienti dall'estero. Tutto questo è accaduto per il tentativo della coppia di sottrarre i due Yorkshire di loro proprietà alla quarantena preventiva imposta dal regolamento in vigore in Australia, dove Depp all'epoca dei fatti (aprile 2015) stava girando un film.

I due se la sono cavata con il pagamento di una multa e la richiesta di realizzare un video di scuse (molto discusso) al governo australiano.

Questa clip è stata reputata poco credibile dal Ministro dell'Agricoltura australiano Barnaby Joyce, che ha definito i due per niente convincenti e che, nello specifico, si è divertito a descrivere l'atteggiamento di Depp come quello di un aspirante attore che sta sostenendo un provino per Il Padrino.

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La risposta di Depp è arrivata durante un'apparizione al Jimmy Kimmel Live.

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Come riportato dal Time, l'attore ha inizialmente faticato a trattenere le risate una volta interrogato dal conduttore TV sulla spinosa faccenda e, infine, è esploso a ridere parlando in modo piuttosto pittoresco del Ministro australiano Joyce.

Mi sembra un incrocio tra un uomo e un grosso pomodoro! Non è una critica, ma ho sempre paura che possa esplodere da un momento all'altro!

Depp, inoltre, ha messo in discussione la serietà del governo australiano, chiedendosi per quale motivo vengano spesi soldi dei cittadini contribuenti per questioni futili come la ricerca dei suoi due Yorkshire.

Tutto fa pensare che la questione non finisca qui.

Intervistato il giorno dopo circa le irriverenti dichiarazioni dell'attore dalla ABC, Barnaby Joyce ha dichiarato: "Sarò il suo Hannibal Lecter!".

Cosa avrà mai voluto dire?

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Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza surreale [RECENSIONE]

Leggi la recensione del lungometraggio Blonde dedicato alla vita di Marilyn Monroe, disponibile su Netflix dal 28 settembre 2022.
Autore: Giuseppe Benincasa ,
Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza surreale [RECENSIONE]

La prima cosa da sapere prima di guardare su Netflix Blonde è che questo è in tutto e per tutto un film e non un documentario sulla vita di Marilyn Monroe. Quindi i fatti, narrati dallo sceneggiatore e regista Andrew Dominik e basati sul romanzo omonimo di Joyce Carol Oates, "prendono in prestito" dalla vita della bionda più famosa del cinema alcuni momenti di vita personale e pubblica. Su di essi è stata costruita una storia drammatica e in parte sconvolgente, soprattutto per chi si è sempre fermato all'abbagliante immagine di Marilyn Monroe senza documentarsi oltre.

Blonde ha lo scopo di portare alla luce la doppia vita di Marilyn: la star bella e appariscente e la donna estremamente fragile che le ha dato vita. Marilyn Monroe nasce come Norma Jeane ma le due personalità sono completamente all'opposto, separate da pensieri, atteggiamenti e parole. Norma è una bambina cresciuta senza un padre e con una madre rancorosa, lei è sempre stata una donna sola mentre Marilyn è sempre stata circondata da ammiratori, fotografi e amanti. Norma Jeane non ha mai avuto un vero e proprio disturbo dissociativo della personalità, o almeno non le è mai stato diagnosticato, ma il distacco emotivo vissuto da Norma verso Marilyn è stato sempre più forte e forse decisivo anche nella sua dipartita.

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