Johnny Galecki, il Leonard di The Big Bang Theory, produrrà una serie TV sugli eSport

Autore: Pasquale Oliva ,
Copertina di Johnny Galecki, il Leonard di The Big Bang Theory, produrrà una serie TV sugli eSport

Da geek appassionato (anche) di videogiochi a produttore di una serie TV con al centro gli eSport il passo è breve per Johnny Galecki, star della sitcom #The Big Bang Theory che ha prestato per 12 stagioni il volto a Leonard Hofstadter.

Lo abbiamo visto per anni alle prese con avvincenti sfide ad Halo e Warcraft, per citarne alcuni, e ci sarà anche un po' di Leonard Hofstadter in The Squad. Questo il nome della comedy che sarà prodotta per NBC da Alcide Bava Productions e Warner Bros. TV e scritta da Anthony del Brocco, quest'ultimo già autore di The Big Bang Theory dalla quinta stagione in poi. Stando a quanto riportato da Variety, la serie racconterà la storia di un gruppo di amici uniti dalla sconfinata passione per gli eSport.

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Warner Bros. Television

Videogiochi che passione!

L'argomento al centro della nuova sitcom è quanto mai attuale. Quella degli eSport, piaccia o meno, è una realtà affermata con tanto di tornei nazionali o mondiali che attirano l'attenzione di milioni di spettatori e con premi da capogiro. Ad esempio, il campione del mondo in carica di Fortnite - oggi il titolo più seguito in assoluto e giocato da player di tutte le età - si è portato a casa un bottino da 3 milioni di dollari conquistando il primo posto alla finale tenutasi lo scorso luglio a New York.

Sarà interessante scoprire come The Squad si avvicinerà al mondo dei videogames, da cui molti desiderano tenersi ad una certa distanza. La serie TV potrebbe inoltre mettere sotto la lente d'ingrandimento le dinamiche di questa realtà, con tutti i suoi aspetti positivi e negativi. Riuscirà a fare breccia nei cuori dei telespettatori come The Big Bang Theory?

Inoltre, The Squad non sarà l'unica comedy a trattare l'argomento degli eSport. In futuro CBS sarà infatti la casa di uno show basato sulla vita di Rick Fox, ex giocatore di pallacanestro (Boston Celtic e LA Lakers) e fondatore dell'organizzazione e-sportiva Echo Fox.

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Nostalgia: perché il cinema italiano è Favino-dipendente?

Nostalgia di Martone è l'ennesimo film che si affida al talento di Pierfrancesco Favino: perché il cinema italiano non riesce a fare a meno di lui?
Autore: Elisa Giudici ,
Nostalgia: perché il cinema italiano è Favino-dipendente?

Già nel 2007 la serie Boris fotografava la dipendenza del cinema italiano da Pierfrancesco Favino. La "fuoriserie italiana" non a caso è un grande specchio del mondo culturale e cinematografico italiano: ha dimostrato in innumerevoli occasioni di prevedere il futuro con precisione stupefacente, rivelandosi sempre più amaramente attuale ogni anno che passa. 

Nella terza stagione di Boris, il personaggio del comico Martellone spiega di non essere riuscito a ottenere alcuna parte di rilievo in tempi recenti a causa di Pierfrancesco Favino, che fagociterebbe tutte le parti importanti e interessanti a disposizione. Quindici anni dopo questa scena di Boris è più attuale che mai. Basta pensare che due dei ruoli maschili più ficcanti e di pregio presenti nei film italiani inviati al Festival di Cannes nelle ultime edizioni - quello di Felice in Nostalgia di Mario Martone e quello di Tommaso Buscetta nel film di Marco Bellocchio Il traditore (2019) - sono interpretati proprio da Favino.

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