3 difetti che rovinano L’Estate in cui imparammo a volare di Netflix

Autore: Simone Rausi ,
Netflix
2' 51''
Copertina di 3 difetti che rovinano L’Estate in cui imparammo a volare di Netflix

Ha conquistato la vetta della top 10 di Netflix e ha ricevuto pareri entusiasti sui social. L’Estate in cui imparammo a volare il volo lo ha preso sul serio, ma è sulla lunga distanza che si vede la differenza tra aquile e passerotti e la serie Netflix con Katherine Heigl dimostra di che pasta è fatta già alle prime puntate.

Il dramedy che racconta l’amicizia di due donne attraverso i decenni può essere per certi versi godibile e le due attrici non sono affatto male, specie Sarah Chalke che ruba la scena più volte alla star di Grey’s Anatomy ma, alla fine di tutto, quel che resta è una confezione “cheap”, un prodotto che poteva dare di più, una serie da “è brava ma non si impegna”.

Advertisement

Tutto poteva essere realizzato meglio, dalle storyline a – soprattutto – la qualità visiva, ma sono principalmente tre i difetti che abbassano di parecchio la caratura della serie offrendoci la percezione di una costruzione “posticcia” e un po’ buttata via.

L'estate in cui imparammo a volare L'estate in cui imparammo a volare Tully e Kate s'incontrano da ragazzine a Firefly Lane e diventano due amiche inseparabili che attraversano trent'anni di alti e bassi insieme. Apri scheda

Il trucco nei salti temporali

L’Estate in cui imparammo a volare è stato definito il This is Us di Netflix, ma ci vogliono molto più di semplici linee temporali per arrivare a quel livello. La serie ci mostra le vite di Tully e Kate in tre diversi archi narrativi: l’adolescenza, gli anni immediatamente successivi a quelli del college, e il presente quando le due sono donne di mezza età. Se è vero che per la versione scolastica si è optato per due attrici molto giovani, le Tully e Kate di 20 e 45 anni sono praticamente identiche. U

n taglio di capelli diverso e dei vestiti con le spalline anni '80 dovrebbero bastare per farci sembrare due attrici di vent’anni più giovani e, per quanto le due siano in forma, l’espediente non è affatto credibile. Nulla a che vedere con la Rebecca di This is Us che viene invecchiata a regola d’arte. Qui il percepito finale è che si sia risparmiato parecchio sul reparto trucco e parrucco.

Advertisement

La fotografia e i colori forzati

Per accentuare ulteriormente i tre decenni differenti in cui la storia si muove, L’Estate in cui imparammo a volare ha ben pensato di utilizzare tre differenti esperienze visive. Ma, in questo caso, tutto è eccessivo e tirato.

Negli anni in cui le due protagoniste vanno a scuola tutte le immagini sono permeate di un giallo brillante che, da una parte, dovrebbe evocarci un effetto vintage da carta ingiallita e dall’altra dovrebbe condurci nell’atmosfera delle campagne assolate in cui si muove il racconto dell’adolescenza. Il risultato è quasi fastidioso agli occhi, specie quando poi si scontra con i colori freddi e la fotografia pulita della storia contemporanea.

Personaggi bidimensionali

Le due sono degli stereotipi parlanti. A Sarah Chalke – a cui tocca la parte della secchiona emarginata - hanno messo degli enormi occhialoni e dei maglioni infeltriti che dovrebbero così nascondere l’aspetto da bionda top model che in effetti ha. La Heigl adolescente, al contrario, è una bad girl un po’ ribelle quindi vai di trucco e pesante e vestiti corti.

Advertisement

Il risultato appiattisce due personaggi in una confezione bidimensionale e priva di sfumature attraverso trucchetti che andavano bene per un teen movie anni novanta.

Un gran peccato perché l’Estate in cui imparammo a volare poteva avere i presupposti per diventare uno dei titoli bandiera di Netflix. E chissà che, alla fine, visto il gradimento di una parte di pubblico, non lo diventi davvero. Nonostante tutto.

Per non perdere nessuna notizia iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram a questo indirizzo https://t.me/nospoilerit.

Commento

Nospoiler.it

55

Una "comfort-story" in cui due attrici abbastanza brave vengono schiacciate da stereotipi, trucco posticcio ed espedienti poco credibili. Godibile a tratti ma confezionato male. Peccato.

Continua a scorrere per altri contenuti
Articolo 1 di 10

I migliori film, documentari e serie TV sul calcio

Ecco una lista di produzioni per il grande e il piccolo schermo che meglio ritraggono, seppur con toni e punti di vista differenti, il mondo del calcio.
Autore: Agnese Rodari ,
I migliori film, documentari e serie TV sul calcio

L'industria cinematografica ha sempre prestato particolare attenzione al calcio, lo sport in grado di coinvolgere milioni di persone anche con un singolo evento da 90 minuti. Passione, sacrificio, divertimento, rivalsa e sana competizione sono gli ingredienti perfetti per una buona performance calcistica.

In vista dei mondiali di calcio 2022 che si svolgeranno in Qatar, abbiamo preparato per voi una selezione di migliori prodotti, dai film alle serie TV, a tema calcistico. Ricordiamo che il campionato mondiale di calcio si svolgerà dal 20 novembre al 18 dicembre 2022. Se non sapete come poterli vedere, vi consigliamo di dare un'occhiata all'articolo su come vedere i mondiali di calcio 2022.

Sto cercando altri articoli per te...