La femme fatale del cinema: i migliori film con Eva Green

Autore: Tanina Cordaro ,

Eva Green è un’attrice magnetica: una volta incrociato il suo sguardo (anche se filtrato da uno schermo cinematografico) si rimane intrappolati nella sua luminosa aura.

Figlia d’arte, sua madre è l’attrice francese Marlène Jobert (protagonista dell’Uomo venuto dalla pioggia), a soli 23 anni debutta con il maestro Bernardo Bertolucci che la sceglie per il ruolo di Isabelle in The Dreamers. La fama internazionale arriva con Casino Royale, film che le dà l’opportunità di diventare un'indimenticabile bond girl ma che la introduce a quello che sarà il ruolo in cui più volte rischia di restare intrappolata, quello della femme fatale.

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La sua è una sensualità feroce e se ne cercate una prova vi consiglio di ammirarla nello spot Dior girato da Wong Kar-wai. Lei stessa si descrive come una donna timida e insicura, caratteristiche che abbandona sul set, luogo dove riesce a esprimersi completamente e dove abbandona ogni paura, anche quella di girare scene di nudo.

Nuova musa di Tim Burton (si vocifera di una relazione tra i due), l'attrice ha avuto grande successo anche in TV interpretando l’inquietante Vanessa Ives nella serie TV Penny Dreadful, ruolo che le è valsa una candidatura ai Golden Globe nel 2016.

Se volete conoscere meglio una delle stelle più luminose di Hollywood, guardate uno o tutti i 10 film che vi consiglio qui di seguito:

The Dreamers – I sognatori (2003)

Bertolucci dedica il suo sedicesimo film alla Parigi del ’68 e ai tanto amati registi francesi. La città e i suoi tumulti fanno da sfondo alla storia di tre giovani appassionati di cinema: Matthew (Michael Pitt) uno studente americano e i fratelli Théo (Louis Garrel) e Isabelle (Eva Green). I tre si ritrovano a vivere qualche giorno insieme, confrontandosi sulla loro passione per il cinema e sperimentando un pericoloso ménage à trois.

L’attrice debutta con un grande maestro e rischia già al suo primo film. Le sue scene sono ricche di nudi integrali e di erotismo, motivo per cui alla Green fu consigliato dalla madre di non accettare la parte e non rischiare di fare la stessa fine di Maria Schneider in Ultimo tango a Parigi. Nel film non è soltanto la sua sensualità a colpire, ma il suo vivo (anche se ancora acerbo) talento artistico.

Le crociate (2005)

Nel film di Ridley Scott sul cavaliere Baliano (Orlando Bloom) coinvolto nella lunga guerra tra Gerusalemme e le armate del sultano Saladino, Green è Sibilla, la principessa di Gerusalemme. Qui l’attrice seduce (Baliano e il pubblico) con il suo incantevole sguardo, esaltato dai turbanti e i veli colorati che le incorniciano il volto. La sua non è una parte da protagonista (il film è un’epica medievale al maschile) ma riesce comunque a ritagliarsi una performance per niente anonima.

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Casino Royale (2006)

Con James Bond arriva la grande occasione di raggiungere la fama internazionale. Non particolarmente convinta di voler far parte della schiera di bond girl tutte bikini e poco cervello, Eva cambia idea quando legge lo script e scopre che il suo personaggio è una vera bomba. 

Lei è Vesper Lynd, la contabile che offre a Bond (Daniel Craig) la cifra necessaria per giocare la famosa partita a poker contro Le Chiffre. Con Bond la donna gioca la sua personale partita, che l’uomo perde innamorandosi perdutamente. Con questo ruolo l’attrice diventa l'unico vero amore di 007 e vince un BAFTA come Miglior stella emergente.

Perfect sense (2011)

Nel film del regista britannico David Mackenzie l’attrice è testimone, assieme a Ewan McGregor, della tremenda fine del mondo a cui è destinata l’esistenza umana. McGregor è Michael uno chef, mentre lei è Susan, una epidemiologa che sta studiando le connessioni tra il collasso del pianeta e la perdita dei cinque sensi dell’uomo. I due intrecciano una romantica storia d’amore adattandosi a una nuova realtà, che prevede la totale e irreversibile perdita sensoriale.

Il film, acclamato al Sundance Film Festival, è carico di disperazione e lo sguardo dell’attrice è l’elemento che riesce a trasmettere alla perfezione i sentimenti di paura e fragilità che si scagliano sui protagonisti.

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Dark Shadow (2012)

Prima collaborazione dell'attrice con Tim Burton, che la sceglie per il ruolo della bionda dalle labbra rosso fuoco Angelique Bouchard, innamorata ma non corrisposta del bello e ricco Barnaba (Johnny Depp). Per vendicarsi del suo amore respinto, la donna (che in realtà è una perfida strega) lo trasforma in vampiro e lo sotterra. Dopo due secoli Barnaba riesce a liberarsi e a tornare al mondo che, nel frattempo, è molto cambiato.

A non essere cambiata è Angelique che, ritrovato il suo vecchio e unico amore, cercherà di conquistarlo con ogni arma possibile. Scena top: la scena di sesso rotolante nello studio di lei sulle note di You’re the first, the last, my everything di Barry White.

300 – L’alba di un impero (2014)

Nel 2014 Eva Green prende parte a due film tratti dai fumetti di Frank Miller. Il primo è il seguito dell’action fantasy campione d’incassi 300. In questo adrenalinico secondo capitolo la battaglia si svolge su un campo diverso, sul mare, dove si scontrano il generale greco Temistocle (Sullivan Stapleton) e il comandante della marina persiana Artemisia (Eva Green).

Il ruolo della guerriera assetata di sangue e vendetta dà all’attrice la possibilità di mettersi in gioco e di mostrarsi abile nelle forti scene di combattimento.

Sin City – Una donna per cui uccidere (2014)

Per Robert Rodriguez e Frank Miller l'attrice diventa la super dark Ava Lord, desiderio di tutti gli uomini della città, dea manipolatrice che rende schiavo ogni suo pretendente. La donna riesce a convincere Dwight (Josh Brolin) a far fuori il marito. Ava utilizza il suo corpo come arma di potere, con il suo fisico irresistibile riesce ad ottenere la completa venerazione degli uomini.

Alcune delle più belle sequenze del film sono dedicate a lei, come quella in cui è sospesa sulla piscina prima di tuffarsi e la sua silhouette è illuminata da una enorme luna piena dietro di lei.

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (2016)

Nella sua entrata in scena nel secondo film con Tim Burton, l'attrice apre la porta al protagonista mentre fuma la pipa. Un dettaglio spassoso che caratterizza di molto il personaggio di Green, ovvero Miss Alma Peregrine, la donna incaricata di occuparsi dei bambini speciali. Ognuno di loro possiede una caratteristica particolare: c’è chi riesce a trasformare in pietra chi li guarda, chi vola leggero e chi controlla il fuoco.

Miss Peregrine è una Ymbryne e la sua peculiarità è quella di manipolare il tempo e trasformarsi in un falco. La Green è ormai completamente contaminata dallo stile burtoniano, guardarla è un piacere, il trucco è impeccabile e amplifica ogni sua affilata espressione.

Quello che non so di lei (2017)

Per Roman Polanski l’attrice diventa meravigliosa creatrice di suspense. Il film è l’adattamento del romanzo Una storia vera della scrittrice francese Delphine de Vigan, e Green interpreta una ghostwriter bella e sofisticata, ammiratrice della brava scrittrice Delphine (Emmanuelle Seignier) che, dopo il successo del suo ultimo libro, è in pieno blocco creativo. Le due donne intrecciano un’amicizia, e a poco a poco il loro rapporto si fa sempre più intimo, tanto da innescare un crescendo di ansia e sospetti, manipolazione e finzione.

Dumbo (2019)

Nel live-action Disney dedicato all’avventura dell’elefantino volante Dumbo, l’attrice è l’affascinante trapezista Colette Marchant. Per prepararsi alla parte ha preso lezioni di danza e si è allenata per cinque mesi con degli artisti circensi, da cui ha imparato le leggiadre acrobazie e le figure al trapezio. È davvero lei dunque quella che vediamo appesa al lampadario mentre volteggia in un elegante look anni Venti.

Forti, affascinanti, coraggiose, misteriose, le donne interpretate da Eva Green mostrano tutte una sua sfaccettatura. Siete d’accordo?

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Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza surreale [RECENSIONE]

Leggi la recensione del lungometraggio Blonde dedicato alla vita di Marilyn Monroe, disponibile su Netflix dal 28 settembre 2022.
Autore: Giuseppe Benincasa ,
Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza surreale [RECENSIONE]

La prima cosa da sapere prima di guardare su Netflix Blonde è che questo è in tutto e per tutto un film e non un documentario sulla vita di Marilyn Monroe. Quindi i fatti, narrati dallo sceneggiatore e regista Andrew Dominik e basati sul romanzo omonimo di Joyce Carol Oates, "prendono in prestito" dalla vita della bionda più famosa del cinema alcuni momenti di vita personale e pubblica. Su di essi è stata costruita una storia drammatica e in parte sconvolgente, soprattutto per chi si è sempre fermato all'abbagliante immagine di Marilyn Monroe senza documentarsi oltre.

Blonde ha lo scopo di portare alla luce la doppia vita di Marilyn: la star bella e appariscente e la donna estremamente fragile che le ha dato vita. Marilyn Monroe nasce come Norma Jeane ma le due personalità sono completamente all'opposto, separate da pensieri, atteggiamenti e parole. Norma è una bambina cresciuta senza un padre e con una madre rancorosa, lei è sempre stata una donna sola mentre Marilyn è sempre stata circondata da ammiratori, fotografi e amanti. Norma Jeane non ha mai avuto un vero e proprio disturbo dissociativo della personalità, o almeno non le è mai stato diagnosticato, ma il distacco emotivo vissuto da Norma verso Marilyn è stato sempre più forte e forse decisivo anche nella sua dipartita.

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