Protagoniste, nel bene e nel male: arrivano Le Ragazze di Emma Cline

Autore: Elisa Giudici ,

Graziosa, 27enne, californiana: a uno sguardo superficiale Emma Cline non sembrerebbe davvero l'esordiente capace di scuotere a fondo il mondo dell'editoria statunitense con il suo primo romanzo, da pochi giorni approdato nelle librerie italiane grazie a Einaudi. 
Se c'è un insegnamento da trarre da questo caso editoriale intitolato Le Ragazze è che forse bisogna rivedere stereotipi, apparenze e aspettative che il mondo crea attorno alle giovani donne, di ieri e di oggi. 

Oggi c'è Emma Cline, autrice con all'attivo qualche pubblicazione breve su importanti riviste letterarie, capace con il suo primo romanzo di strappare un compenso da 5 milioni di dollari e alimentare un hype incontrollato nel mondo letterario internazionale. Mentre Le Ragazze raggiunge una quantità impressionante di mercati e campeggia nelle pagine letterarie dei quotidiani di mezzo mondo, Hollywood già lavora a un adattamento cinematografico. 

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Einaudi
La recensione di Le Ragazze di Emma Cline
La copertina italiana del romanzo

Nel 1969 invece c'erano le terribili ragazze di Charles Manson, le assassine della Famiglia. L'omicidio di Sharon Tate e degli altri occupanti dell'ex magione dei coniugi Polanski è stato un evento mediatico dell'epoca, che ha scavato profondamente nell'immaginario collettivo statunitense e mondiale. C'è un prima e un dopo la Famiglia Manson, tanto che ancor oggi i dettagli macabri di quella mattanza sono noti al grande pubblico. Al pari dell'uccisione di J. F. Kennedy, quegli assassini hanno segnato un'epoca: con Sharon Tate è morto il senso di sicurezza degli Stati Uniti, del grande sogno americano al sicuro entro i confini della nazione. 

A ripercorrere la fine degli anni '60 e i mesi precedenti al fattaccio è Evie, una 14enne figlia della prima generazione di genitori in crisi esistenziale del Paese. Se negli anni '50 l'imperativo era vivere il proprio disagio senza lasciare che il tormento turbasse la facciata perbenista della società, gli anni '60 portarono gli hippie, le droghe, la psicoanalisi e un'intensa ondata di ricerca interiore. In modi diversi, il padre e la madre della protagonista, ormai divorziati, sono così concentrati sul trovare se stessi da non accorgersi di aver perso la propria figlia. 

Dopo un primo, profetico incontro con le ragazze e lo svilupparsi di un'autentica ossessione per la più ferina e misteriosa esponente del gruppo - la bella e inquieta Suzanne - Evie comincia a frequentare il ranch dove si radunano gli accoliti di Russell (uno dei tanti nomi fittizi utilizzati nel romanzo) e ad entrare nelle logiche paranoiche del gruppo, unito dalla soggezione e idolatria verso il suo enigmatico capo. 

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Penguin Random House
Emma Cline sbarca in Italia
La copertina originale del romanzo

Se la storia della Famiglia è stata sviscerata in decine di romanzi e ricostruzioni documentaristiche, per la prima volta al centro di tutto ci sono le onnipresenti ragazze, il loro punto di vista sulla storia. Non sono (solo) le vittime della coercizione psicologica di Manson, le sue amanti e le ragazze perdute di una generazione cresciuta dall'assenza dei propri genitori. Nelle parole della giovane Evie, Suzanne e le altre sono ora fate sognanti, ora giovani che vivono avvolte da una nube di infausti presagi. Sporche, ferine e spesso affamate, ma libere, feroci.

Con lo scorrere delle pagine, Evie scoprirà a sue spese che anche nel mondo senza regole del ranch le ragazze sono inclini a subire in maniera drammatica le aspettative della controparte maschile. L'amicizia, la rivalità per conquistare Russell, il sentimento di appartenenza e la volontà di lottare contro l'inquadramento del mondo porteranno Evie a sfiorare il male, senza compierlo. Evie finirà per rimanere quasi sempre al loro fianco, senza mai recidere il legame con la società da dove proviene. 

A narrare il romanzo è una Evie ormai adulta, che non è mai stata coinvolta direttamente nello scandalo mediatico e giudiziario, pur essendo stata vicinissima all'essere presente quella fatidica notte. La sua enigmatica Suzanne l'ha salvata dalla dannazione o l'ha condannata a ripensare per sempre ai forse, ai se, a cosa avrebbe fatto se fosse stata presente? 

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Non appena mi cadde l'occhio sulle ragazze che attraversavano il parco, la mia attenzione restò fissa su di loro. Quella dai capelli neri con le sue accompagnatrici, la loro risata un rimprovero alla mia solitudine. Stavo aspettando che succedesse qualcosa, senza sapere cosa. 

Forse Le Ragazze è troppo ambizioso nel affrontare qualcosa di iconico e terribile come questo omicidio con le sue qualità da esordiente, ma sicuramente centra in pieno la ricostruzione dell'atmosfera e della mentalità di quella California decadente e autodistruttiva i cui segni emergono qua e là anche oggi, a chi come Evie possiede l'inquietudine giusta per coglierli.

Le Ragazze è un'intensa storia di giovani che stanno per diventare donne, oltre a un canonico coming of age distruttivo e traumatico: a trionfare non è sempre il bene o l'amore, ma nemmeno la morte o il dolore riesce a spezzare questo affascinante punto di vista finalmente femminile. 

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Autore: Francesca Musolino ,
Anche Robert Downey Jr. replica alle accuse di Tarantino

Alcune dichiarazioni di Quentin Tarantino sui titoli prodotti da Marvel Studios hanno finito per alzare un polverone. Per questo motivo diversi attori che fanno parte del Marvel Cinematic Universe (MCU) si sono sentiti chiamati in causa e hanno voluto dire la loro in merito. 

Il primo che ha replicato a Tarantino è stato Simu Liu in qualità di protagonista del film Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli. Mentre in seguito anche Samuel L. Jackson che nell'MCU interpreta Nick Fury ha risposto alle parole pronunciate dal regista. Questa volta è il turno di Robert Downey Jr. attore che è conosciuto per il ruolo di Iron Man sempre all'interno dell'Universo Marvel.

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