L'incredibile storia di Bloodmoon, il prequel di Il trono di spade che nessuno ha mai visto

Autore: Elisa Giudici ,
News
3' 49''
Copertina di L'incredibile storia di Bloodmoon, il prequel di Il trono di spade che nessuno ha mai visto

Da qualche parte negli uffici di HBO, dentro una cassaforte segretissima o un server criptato, c'è un pilota di una serie legata a Il trono di spade, costato ben 35 milioni di dollari e con Naomi Watts nel cast: una puntata pilota che esiste, ma praticamente nessuno ha mai visto. Nemmeno lo scrittore George R.R. Martin. 

Questa è una delle incredibili storie che emergono da un lungo reportage che The Hollywood Reporter dedica a House of the Dragon, l'attesissimo prequel di Il Trono di Spade ambientato 200 anni prima della serie principale. House of the Dragon arriverà in Italia su Sky nelle prossime settimane (qui il calendario completo: Ecco quando esce House of the Dragon in Italia [GUIDA]).

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Per HBO è una sfida economica non da poco, oltre che a essere il primo titolo in assoluto di cui osa uno spin-off, tentando quindi la costruzione di un franchise solido e duraturo (qualcosa di simile a Star Wars). Una decisione sofferta e rischiosa, a cui l'emittente è arrivata attraverso una lunghissima, costosa, per certi versi folle serie d'idee e tentativi, il cui più emblematico è il pilota di una serie chiamata Bloodmoon, luna di sangue. Ecco la sua incredibile storia. 

Il pilota di Il Trono di Spade che nessuno ha mai visto

Nel 2018, mentre tutto il mondo attendeva la messa in onda dell'episodio finale di  Il Trono di Spade, in HBO si lavorava alacremente da due anni all'idea di portare avanti il mondo di Westeros con un'altra serie dedicata. 

Due anni spesi a tirar fuori idee, interpellare sceneggiatori (dopo il rifiuto di David Benioff e Dan Weiss di lavorare su un'altra serie ambientata nello stesso mondo), scrivere script di episodi pilota. Ben cinque sceneggiature, firmate da nomi stellari della serialità, sono state completate e scartate.

A convincere HBO a fare il passo successivo e girare un pilota è stato Bloomoon. Lo show, ambientato centinaia di anni prima della serie ufficiale, sarebbe stato ambientato durante La lunga notte, uno dei ciclici periodi di lungo inverno che si abbattono su Westeros. 

La showrunner sarebbe dovuta essere Jane Goldman, sceneggiatrice nota per la sua bravura nel comparto di prodotti espliciti e destinati a un pubblico adulto come Kick-Ass e Kingsman: The Golden Circle. D'altronde era stata lei a inventare da zero la trama di uno show che nei libri occupa meno di una decina di righe di racconto. Righe in cui appare proprio il termine Bloodmoon. In quel passaggio lo scrittore Martin spiega che quella di Bloodmoon era un'epoca primitiva, in cui i draghi non avevano ancora fatto la loro comparsa, con il pressante problema dei White Walkers e una difficile trattative per unire con un matrimonio una casata del nord con una del sud.

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Secondo quanti hanno letto la sceneggiatura, Bloodmoon era molto diverso da Il trono di spade: adulto, serio, politico, in grado di affrontare temi come l'estremismo religioso e il colonialismo. Nonostante Martin fosse dubbioso circa la fattibilità (primo fatto che mise HBO in allarme), si cominciò a girare un pilota, costruendo set e mettendo insieme un cast in cui compariva una grande attrice del calibro di Naomi Watts (Mulholland Drive, King Kong). 

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HBO Max
House of Dragon - il matrimonio di Raenyra

Il pilota è stato completato: i set costruiti, le scene girate, i costumi realizzati, gli effetti speciali terminati. Mesi di lavoro e un costo intorno ai 35 milioni di dollari.

Bloodmoon è stato accuratamente montato in un singolo episodio...che HBO ha fatto scomparire nel nulla. Il motivo? Difficile a dirsi, ma è indicativo il fatto che non è stato mostrato neppure allo scrittore Martin. 

Secondo Robert Greenblatt, che all'epoca lavorava alla Warner ed è stato tra i pochi a vedere il pilota, non era uno show non riuscito, anzi: 

Non era terribile, inguardabile o che. Era molto ben prodotto e la dimensione visiva era straordinaria. Non aveva però la stessa magia della prima serie. Non aveva la profondità e la richezza del pilota originale. 

Secondo altre voci però, lo show era così ambizioso e così rischioso che HBO non se l'è sentita di puntare tutto su qualcosa così così avanguardistico.

Quel che è certo è che Jane Goldlman, che aveva lavorato duro sul progetto, era talmente certa di ottenere luce verde che la notizia del niente di fatto per lei è stata un autentico shock. Pubblicamente non ne ha mai parlato, ma da quel giorno ha trocato i rapporti con HBO e si dedicata alla scrittura dell'adattamento live action di La sirenetta per Disney.

 

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House of the Dragon al buio, HBO risponde ai fan furiosi

Leggi per scoprire come mai i fan di House of the Dragon si sono tanto arrabbiati dopo la messa in onda del settimo episodio.
Autore: Francesca Musolino ,
House of the Dragon al buio, HBO risponde ai fan furiosi

Sembra che stia diventando quasi un vizio di House of the Dragon quello di riportare nella serie non solo i tributi e i riferimenti a Il Trono di Spade, ma anche gli stessi errori. Nel terzo episodio dello spin-off infatti c'era già stata una svista che aveva fatto divertire i fan, perché ricordava proprio lo stesso scenario di quando ne Il Trono di Spade era comparso un bicchiere di Starbucks.

Questa volta invece da ridere c'è ben poco ed è dovuta intervenire la stessa HBO, per calmare le ire dei fan  furiosi per quanto è accaduto nel settimo episodio di House of the Dragon. Durante alcune scene ambientate nella tarda notte, il buio era talmente oscuro da non permettere quasi la visione di ciò che stava accadendo sullo schermo. La stessa situazione che era capitata nell'episodio La Lunga Notte de Il Trono di Spade durante la battaglia contro gli Estranei.

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