Lisa Sheridan di C.S.I. trovata morta in circostanze misteriose

Autore: Chiara Poli ,

Lisa Sheridan aveva solo 44 anni. Era nota per i suoi ruoli nelle serie TV Invasion, Legacy, Journeyman e nel franchise di C.S.I. Aveva infatti recitato in tutte e tre le serie: Las Vegas, Miami e New York.

La sua drammatica scomparsa è legata a quello che sta diventando un vero e proprio caso: le cause della morte sono infatti misteriose.

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L'attrice è stata trovata senza vita il 25 febbraio nella sua casa di New Orleans, e il suo manager Mitch Clem ha dato la notizia, segnalando subito che la famiglia è in attesa di scoprire la causa della morte. Il suicidio è stato subito escluso dalle ipotesi.

Lisa ci ha lasciati lunedì. La causa della morte al momento non è ancora nota. Stiamo aspettando i medici legali. Ovviamente, siamo tutti distrutti da questa devastante perdita. Lisa era molto amata. Abbiamo il cuore in pezzi...

Poco dopo ha aggiunto, anche per rispondere alle numerose domande: 

La famiglia ha confermato senza possibilità d'equivoco che non si tratta di suicidio. Qualsiasi accenno al contrario è al 100% privo di fondamento.

Lisa era fidanzata da molti anni con il collega attore Ron Livingston, Jack Berger di Sex and the City e protagonista di diversi altri film e serie TV, da Boardwalk Empire a L'evocazione - The Conjuring.

Nata a Macon, Georgia, nel 1974, Lisa Sheridan aveva debuttato nel 1997 in un episodio della celebre sitcom Una bionda per papà.

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Già nel 1998 aveva ottenuto un ruolo fisso in Legacy, e in seguito in FreakyLinks.

In seguito aveva ottenuto ruoli in molte produzioni importanti, dal franchise di C.S.I. a The Practice - Professione avvocati, Senza traccia, Monk e molte altre.

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Nel 2005 era entrata nel cast di Invasion, continuando poi a lavorare nel genere sci-fi e fantasy con The 4400, Moonlight e Journeyman.

Dopo diversi altri lavori (Conspiracy, Shark - Giustizia a tutti i costi, The Mentalist, N.C.I.S., Scandal...) aveva recitato in alcuni film (Elsa & Fred, A Magic Christmas, A Christmas Eve Miracle).

Il suo ultimo film era stato Strange Nature, uscito nel 2018 e diretto dallo specialista degli effetti speciali James Ojala.

I suoi amici e i suoi fan sono in attesa dei risultati dell'autopsia per dare un senso alla sua prematura scomparsa.

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Autore: Francesca Musolino ,
La depressione dei lavoratori Marvel per la Saga del Multiverso è più che giustificata

Da oltre un decennio attraverso il Marvel Cinematic Universe, ci siamo appassionati nel vedere anche sullo schermo i supereroi di carta, che da sempre ci hanno regalato grandi emozioni con le loro storie a fumetti.
Tanti racconti diversi, su quelle che da semplici persone comuni, per svariati motivi da un giorno all'altro si sono ritrovate ad avere superpoteri e abilità particolari.
Ed ecco quindi che possiamo vedere Iron Man sfrecciare nel cielo con le sue armature, Thor mentre si teletrasporta da un mondo all'altro, Wanda che altera la realtà costruendo scenari immaginari e Wasp che si rimpicciolisce o ingrandisce ogni volta che una situazione lo richiede.
Ma affinché tutto questo sia possibile, dietro c'è un grande lavoro fatto da altri tipi di eroi: gli eroi invisibili.

Come spettatori, siamo da sempre abituati a ricevere il prodotto finito, giudicando solo ciò che vediamo sullo schermo.
Ma poche volte ci soffermiamo a domandarci quante persone, quante ore di lavoro, quanti sacrifici siano stati impiegati su ogni singolo pixel; perché un puzzle, per essere completo, ha bisogno di ogni suo pezzo al posto giusto.
Questa è una regola che vale in ogni ambiente e in ogni contesto. Ma purtroppo l'era del consumismo ci ha abituati a essere troppo superficiali; e con la scusante de "il cliente ha sempre ragione", valutiamo soltanto i contenuti finali, senza mai fare un percorso a ritroso per capire la storia che c'è dietro a quel contenuto. 
Ed è proprio sul binomio domanda-offerta che ruotano il mondo dell'economia e di tutti i settori annessi, incluso quello dell'intrattenimento. Perché è chiaro che se il consumatore non ottiene ciò che vuole, si rischia un flop; e di conseguenza, va sempre accontentato.

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