Memorie di un omicida: i nastri di Nilsen, cosa devi sapere sul true crime Netflix

Autore: Alessandro Zoppo ,
Netflix
6' 20''
Copertina di Memorie di un omicida: i nastri di Nilsen, cosa devi sapere sul true crime Netflix

Dopo la storia vera di David Richard Berkowitz, ripercorsa nei quattro episodi della serie #I figli di Sam: verso le tenebre, Netflix fornisce un altro assist prezioso agli appassionati di true crime. L'appuntamento da non perdere si chiama Memorie di un omicida: i nastri di Nilsen ed è fissato in calendario il 18 agosto 2021.

Al centro del film – un documentario da 84 minuti di durata – c'è la vicenda di Dennis Nilsen, il serial killer scozzese che tra il 1978 e il 1983 ha ucciso almeno dodici giovani uomini nella zona nord di Londra.

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A differenza di tanti altri prodotti true crime, Memorie di un omicida ha una struttura meno tradizionale: insieme a interviste e immagini di repertorio, il "kindly killer" (il killer gentile) racconta in prima persona la sua vita e i delitti che ha commesso in una serie di confessioni audio registrate dal carcere.

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Un'immagine promozionale del documentario Memorie di un omicida: i nastri di Nilsen
Memorie di un omicida include per la prima volta le vere registrazioni audio di Dennis Nilsen

Chi era Dennis Nilsen

Nato a Fraserburgh nel novembre del 1945 e morto nel maggio del 2018 per un'embolia polmonare, Nilsen è un ragazzo tanto timido e brillante quanto tormentato e introverso. Nei primi anni '60, ancora adolescente e turbato dalla scomparsa del nonno, non riesce ad accettare la propria omosessualità. Durante il servizio militare, comincia a maturare le prime fantasie perverse, nelle quali immagina di stuprare un partner incosciente o addirittura morto.

Tornato a Londra nel 1973, inizia l'addestramento per arruolarsi in polizia e frequenta bar gay dove ha numerose relazioni occasionali con altri uomini. Alla morte del padre, prende le sue mille sterline d'eredità, molla la polizia e accetta un lavoro nelle risorse umane di un centro per l'occupazione. È il classico impiegato mite e servizievole, attento e scrupoloso nelle sue pratiche. Ma dietro quella facciata, si nasconde un maniaco omicida.

Nilsen si trasferisce prima in un appartamento al 195 di Melrose Avenue, poi in un attico al 23D di Cranley Gardens, a Muswell Hill. Uccide tra i 12 e i 15 uomini tra il 1978 e il 1983: sono tutti giovanissimi e vulnerabili, dal 14enne Stephen Holmes al ventenne Stephen Sinclair. Li adesca nei bar, li invita a casa per un ultimo drink, li strangola o li affoga nella vasca da bagno, li lava e si sdraia sul letto accanto a loro, si masturba davanti ai cadaveri eiaculando sui corpi, conserva i resti per settimane e anche mesi prima di smembrare i resti e bruciarli, gettarli nel water, piazzarli sotto le assi del pavimento o seppellirli nel giardino dietro il suo appartamento.

I crimini di Des sono scoperti da un operaio della Dyno-Rod, Michael Cattran, il quale risponde alle lamentele degli inquilini di Cranley Gardens che protestano per le tubature intasate e la puzza che arriva dagli scarichi. Cattran fa rapporto al proprio superiore, Gary Wheeler. Il giorno successivo, i due tornano sul posto e trovano tutti i tubi ripuliti. Insospettiti dal comportamento di Nilsen e da alcuni pezzi di carne e ossa presenti in altre tubature, avvisano la polizia.

L'ispettore Peter Jay e due agenti irrompono nell'appartamento di Nilsen, dove sentono forte odore di carne in putrefazione. "Vi dirò tutto. Voglio togliermi un peso. Ma non qui: alla stazione di polizia", dice loro Dennis. Il serial killer viene arrestato e accusato di omicidio. Lui resta calmo e impassibile. Ammette i delitti e descrive minuziosamente il suo modus operandi, ma cambia continuamente la propria versione dei fatti depistando gli inquirenti, che brancolano nel buio perché non riescono a individuare le vittime: i resti non sono abbastanza intatti per poter precedere all'identificazione.

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Il 24 ottobre 1984, comincia il processo: Des è incriminato per sei imputazioni di omicidio e due di tentato omicidio. Condannato all'ergastolo, l'assassino è rinchiuso allo "Scrubs", la prigione londinese di Wormwood. Dopo una serie di aggressioni subite da parte di altri detenuti, passa nelle carceri di Parkhurst, Wakefield, Full Sutton e Whitemoor. Durante il periodo trascorso in cella, Nilsen scrive l'autobiografia The History of a Drowning Boy, un richiamo al suo concetto di "tranquillità" dopo la scomparsa del nonno e un suo annegamento quasi fatale avvenuto nel 1954.

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Cosa racconta Memorie di un omicida

Il documentario Netflix sfrutta oltre 250 ore di registrazioni inedite concesse da Nilsen durante gli interrogatori in carcere per fornire un viaggio dentro la mente allucinata del più prolifico assassino seriale britannico. La verità su come e perché abbia ucciso è da anni oggetto di diverse speculazioni in libri e documentari.

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La produzione ha avuto accesso a un ricco archivio personale che Des ha lasciato nella sua cella dopo la morte. Sullo sfrondo della Gran Bretagna degli anni '80, colpita da una feroce disoccupazione di massa, il film ricostruisce il contesto nel quale sono maturati gli omicidi attraverso interviste con la polizia, giornalisti, sopravvissuti, famiglie in lutto e – per la prima volta – la voce stessa dell'assassino.

Il trailer ufficiale è scandito dalle note di Killing for Company dei Tempers, cover di un classico degli Swans.

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I nastri di Nilsen fa riferimento ad un celebre libro del documentarista Michael Morley: The Dennis Nilsen Tapes. Morley ha dedicato quasi tre decenni ad indagare ciò che ha trasformato l'ex poliziotto e funzionario scozzese in uno dei più spietati assassini e necrofili al mondo.

Nel suo libro raccoglie l'intervista di quattro ore fatta al serial killer, frutto di due giorni passati faccia a faccia con lui nella prigione di Albany e di due anni di corrispondenza privata.

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Chi è il regista

Memorie di un omicida: i nastri di Nilsen è il primo lavoro da regista del britannico Michael Harte, esperto montatore di documentari true crime. Harte è l'editor di Three Identical Strangers di Tim Wardle – la storia folle dei tre gemelli Bob, Eddy e David Shafran separati alla nascita per un esperimento sociologico – e di #Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online, la miniserie su uno dei casi di cronaca nera più noti in Canada, l'omicidio dello studente cinese Jun Lin per mano del maniaco esibizionista Luka Magnotta.

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Il poster ufficiale di Memorie di un omicida: i nastri di Nilsen
Il poster di Memorie di un omicida: i nastri di Nilsen

In un'intervista concessa a IFTN in occasione dell'uscita di Three Identical Strangers, Harte ha raccontato il suo metodo di lavoro: tutto comincia con un primo montaggio piuttosto grezzo e rapido, poi si passa al cut vero e proprio.

Sono ossessionato da strutture e narrazioni non lineari e mi piace sempre trovarmi in una posizione comoda nella fase di montaggio in cui posso provare diversi modi di raccontare una storia.

La materia Nilsen è quanto mai incandescente e ha influenzato la cultura di massa, a partire da rock e metal estremo. La band grindcore statunitense Macabre cita Des nel pezzo You're Dying to Be with Me dell'album Murder Metal. I giapponesi Church of Misery, storico gruppo doom psichedelico di Tokyo che dedica ogni brano ad un famoso serial killer, ha intitolato un intero 12" Dennis Nilsen e ha reso "omaggio" all'assassino di Muswell Hill nel brano Cranley Gardens, contenuto nel disco Thy Kingdom Scum.

Al cinema e in televisione, a Nilsen sono ispirati Cold Light of Day di Fhiona Louise con Bob Flag nei panni del serial killer, numerose docu-serie da Born to Kill? a Encounters with Evil e il recente Des, miniserie dramatization dei suoi delitti con un impressionante David Tennant nel ruolo del criminale, Daniel Mays in quello del poliziotto che l'ha catturato e Jason Watkins in quello del biografo Brian Masters. Memorie di un omicida andrà ancora oltre: il serial killer parla della sua esistenza, dei suoi traumi e dei suoi crimini, raccontandosi come un uomo e non come mostro.

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