Minority Report: Nella mente dei Precog

Autore: Chiara Poli ,

Quando i precog fecero la loro comparsa sul grande schermo, diretti da Steven Spielberg, era l'ormai lontano 2002.

Il dipartimento "precrimine" della polizia anticipava gli omicidi basandosi sulle straordinarie visioni di questi ragazzini, costretti a una vita terribile ma utile a salvare vite.

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La questione morale sull'opportunità di trasformare degli esseri umani in cavie da laboratorio, costringendoli a vivere e rivivere orrori per prevenirli, era al centro della pellicola di Spielberg, e del racconto di Philip K. Dick da cui era tratta.

Anche nella serie TV di #Minority Report, in arrivo in prima assoluta su FOX ogni mercoledì alle 21.00 dal 13 luglio, la questione morale è molto rilevante.

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Minority Report: la serie
Minority Report, dal 13 luglio su FOX

Perché, come ci dicono gli autori in questo extra esclusivo, prima i precog erano il "mezzo" per raccontare la storia della precrimine. Ora sono al centro della storia.

#Dash, ora cresciuto, dopo essere scomparso per un decennio riappare in città: vuole continuare ad aiutare gli altri e prevenire gli omicidi.

Ma tutte le immagini e i suoni che affollano la sua mente, con le visioni che gli arrivano dalle persone che lo circondano, rischiano di farlo impazzire.

Toccherà alla detective #Lara Vega provare ad aiutarlo, servendosi al tempo stesso dei suoi straordinari poteri per salvare vite umane nonostante il programma precrimine sia stato chiuso.

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Fra azione, visioni future e futuristiche del mondo, questioni morali e riflessioni sulle conseguenze di ogni azione, Minority Report promette di regalarci un intrattenimento degno di questo nome.

Con personaggi destinati a conquistarci fin dall'episodio pilota.

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Come finisce Decision to Leave, il film e il caso spiegato

Confuso dal finale di Decision to Leave? Leggi la spiegazione del caso poliziesco e di quanto succede nella scena finale in questo approfondimento.
Autore: Elisa Giudici ,
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Confusi dal finale di Decision to Leave? È comprensibile. Il film di Park Chan-wook infatti porta lo spettatore nei meandri di un’investigazione poliziesca complessa, con tanto di salto temporale a metà film. Non solo: c’è un’ulteriore evoluzione rispetto alla prima investigazione, senza dimenticare un finale tutto da decifrare.

C’è molto da scoprire insomma in un film bellissimo ma che richiede molta attenzione allo spettatore, come anticipato nella recensione di Decision to Leave.

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